E chi lo avrebbe mai detto che, avendo a disposizione solo poco più del doppio dei giorni impiegati dal protagonista del celebre romanzo di Jules Verne, restando comodamente nella città che mi ha adottato ormai da quasi 3 anni, sarei riuscita a compiere davvero il giro del mondo? 🙂
Viaggiare è sognare ma grazie ad Expo 2015 il sogno può davvero diventare una realtà alla portata di tutti coloro che dal 1 maggio al 31 ottobre 2015 passeranno per Milano!
“Nutrire il pianeta, energia per la vita“: l’alimentazione e il cibo sono al centro di questa edizione che sembra una perfetta prosecuzione del “discorso” iniziato proprio a Milano nel lontano 1906 durante l’esposizione Universale dedicata ai “trasporti”.
Libertà e facilità di spostamento per conoscere il mondo e diffonderne le ricchezze, tra tutte la più importante: il cibo.
Vista la fortuna di trovarmi proprio a Milano, dove il mondo sarà protagonista per i prossimi 6 mesi, ho pensato di portarvi ad Expo insieme a me creando una sezione interamente dedicata a questo importante evento.
Scopriremo insieme come appare davvero Expo agli occhi di un comune visitatore curioso e affamato (è proprio il caso di dirlo 😉 ) di vivere un’esperienza multisensoriale fatta di sapori, colori e profumi tanto preannunciata ed attesa.
Dedicherò un post ad ognuno dei 137 Paesi partecipanti (Nello specifico hanno confermato la propria presenza 137 Paesi più quattro organizzazioni internazionali: ONU, Commissione Europea, Comunità Caraibica e Forum delle isole del Pacifico), condividendo insieme a voi emozioni, impressioni, fotografie e ogni sentimento che saprà suscitare in me questa kermesse.
Mi unirò alla mascotte Foody dunque per farvi scoprire cosa ha portato il mondo a Milano, senza farvi muovere da casa ma soltanto curiosando tra le pagine del mio blog! 😉
Rumorosa, assurda, folle, unica, spettacolare. Questa è Las Vegas! Non importa se non siete amanti del gioco d’azzardo, se non avete mai sognato un matrimonio trash “in stile Elvis” o se il vostro viaggio in USA non prevedeva una sosta qui….siate pronti a cambiare programma e a trascorrere anche solo qualche ora in questo vero e proprio luna park per soli adulti eretto peccaminosamente nel deserto. Visitare Las Vegas è sicuramente una delle cose da fare almeno una volta nella vita, anche se solo per una notte e senza giocare nemmeno un centesimo! La amerete o la odierete, di certo non vi lascerà indifferenti.
Hotel Venetian
Era l’estate del 2010 quando ho deciso di buttare giù un po’ di idee per organizzare un viaggio on the road di circa 20 giorni che mi avrebbe portato a percorrere il più bel tratto di costa degli Stati Uniti (Big Sur, che ho già raccontato in questo articolo), a vivere qualche giorno a San Diego e a San Francisco, a rimanere letteralmente a bocca aperta di fronte a ciò che è in grado di plasmare la natura nei grandi parchi della California, ad attraversare il deserto e a stupirmi di Las Vegas.
Un viaggio studiato preventivamente per decidere le tappe irrinunciabili, scegliere le mete più suggestive e calcolare un po’ le distanze ma senza il condizionamento di prenotazioni fatte dall’Italia. Parto da Roma avendo scelto e pagato solo gli hotel nella città di arrivo (San Diego) e di partenza (San Francisco), nel mezzo, quello che succede succede! Ma questa in fondo è un’altra storia, un altro bel racconto di viaggio che non mancherò di condividere con voi nel mio blog. Ora la protagonista indiscussa è lei: Las Vegas, la regina del kitsch e dell’eccesso.
Prima di arrivare avevo in testa l’immagine che mi ero fatta di lei grazie ai tanti film ambientati proprio tra i suoi eccentrici hotel. Come per molti angoli degli USA, anche qui ti sembra di esserci già stato, di esserti seduto ai tavoli da Black Jack del Bellagio, dell’MGM o del Mirage insieme a George Clooney e Julia Roberts, di essere sopravvissuto incredibilmente ad “Una Notte da Leoni” :-D.
The Strip _ Las Vegas Boulevard
A distanza di quasi 5 anni, due sono le sensazioni che ancora percepisco forti come se fossi tornata dal viaggio solo ieri: l’assurdità della sua nascita, della sua esistenza, della sua sopravvivenza e del suo surreale fascino; la spettacolarità del suo profilo che si mostra piano piano quando si arriva in auto (a mio avviso il modo migliore per raggiungerla), dopo ore e ore in macchina nel bel mezzo del deserto.
A farle da anticamera la Mojave National Preserve, l’enorme distesa desertica della California , un luogo incontaminato a circa 200 km a nord-est di Los Angeles. Siamo in pieno deserto, la temperatura in estate qui supera facilmente i 40 gradi e non è facile imbattersi in qualche altro essere vivente che non sia un mitico roadrunner o un serpente a sonagli del Mojave. A sud est, lungo la strada, seguite le indicazioni per le Kelso Dunes che vale la pena vedere e fotografare ma, tutto quello che dovete fare, se non siete al volante, è osservare dal finestrino la foresta di Joshua Tree più vasta del mondo!
Kelso Dunes _ Deserto del Mojave
Gli Yucca Brevifolia, questo il nome botanico degli alberi di Giosuè, ad alcuni riporteranno alla memoria l’album degli U2 del 1987 ad altri, come me, le corse di Beep Beep perennemente inseguito da Willy il Coyote 🙂 ma a quanto pare il nome Joshua Tree fu dato da un gruppo di coloni mormoni che attraversando il deserto nella metà del XIX secolo, guardando la particolare forma di questi alberi, pensarono ad un passo della Bibbia in cui Giosuè alzava le braccia al cielo per pregare!
Pregate allora di non perdere tutti i vostri soldi a Las Vegas che di lì a poco farà capolino dalle aride rocce!
Joshua Tree _ Deserto del Mojave
Indicazioni per le Kelso Dunes
Strada verso Las Vegas _ Deserto del Mojave
La città pulsa ad ogni ora. Di giorno vedrete orde di turisti stesi al sole nelle tante piscine degli strabilianti hotel della città oppure gruppi di giovani ragazze intente a girovagare in preda a maniacali istinti di shopping ossessivo-compulsivo alla ricerca di qualsivoglia souvenir ma, è con il calare del sole che si alza il sipario ed inizia lo spettacolo!
Uno show surreale che si ripete ogni sera fin dal lontano 1946, quando il gangster ebreo Bugsy Siegel aprì il primo hotel casinò di Las Vegas, il celeberrimo Flamingo, grazie ai finanziamenti delle famiglie mafiose della East Coast. Da allora, la città del peccato è diventata la capitale indiscussa del gioco d’azzardo e del divertimento. Si arriva qui e si sale su una giostra in funzione 24 ore su 24 dove è possibile fare davvero di tutto!
Sostanzialmente Las Vegas è la Strip, la porzione del Las Vegas Boulevard lungo cui si allineano i casinò e gli alberghi più famosi.
E’ possibile vivere Las Vegas davvero in mille modi diversi.
Potrete scegliere uno o al massimo due alberghi dove trascorrere la serata, andare a qualche festa, assistere ad uno spettacolo e poi giocare ai tavoli o alle slot machine oppure, come ho fatto io, provare a vedere e vivere tutto quello che ha da offrire questo circo percorrendo la strip in lungo e in largo.
Hotel Excalibur
Cosa fondamentale: scegliere in anticipo l’albergo dove trascorrere la notte. Sul web sarà divertente documentarvi ma fondamentalmente, vista la vasta scelta, lasciate anche che a guidarvi sia l’istinto e l’ispirazione che a me hanno condotto alla piramide di vetro nero e acciaio alta 30 piani del Luxor, hotel in stile egiziano con anche una enorme sfinge! 😀
A Las Vegas potrete infatti decidere se passare la notte in qualche angolo di mondo o del passato, qui meticolosamente riprodotto per rendere ancora più surreale la vostra permanenza.
Avrei voluto dormire una notte in ogni hotel per poterli vedere tutti (sono la vera attrazione della città), ma con una sola notte a disposizione l’unica alternativa è stata partire dall’Excalibur (Vicino al Luxor) e risalire a piedi la Strip passando attraverso le hall di ogni hotel e poi ripercorrerla dall’altro lato al contrario! Adoro camminare (per fare quello che ho fatto io riponete i tacchi nello zaino, sfoderateli solo a cena o ad una festa, e camminate camminate camminate), ma anche se non sembra, la Strip è lunga. Vi fermerete molte volte per assistere agli spettacoli degli hotel, giocare e mangiare, quindi, una valida alternativa alla lunga e faticosa camminata potrebbe essere il Las Vegas Monorail. Questa monorotaia elevata è il modo più veloce e conveniente per muoversi lungo il Las Vegas Boulevard. I due estremi si trovano all’altezza dell’ MGM Grand sulla striscia sud e all’ Hotel Sahara a nord.
Hotel Luxor
Se tutto in una notte deve essere allora cominciate già ad immergervi nella follia della città fin dall’ora dell’aperitivo e poi godetevi una cena tra le stelle in uno dei ristoranti più alti del mondo: il Top Of The World Restaurant. La vista sulla città del gioco dall’ultimo piano dell’hotel Stratosphere è incredibile e la si può godere da qualsiasi angolazione: in 80 minuti, infatti, il ristorante ruota di 360° mostrando Las Vegas in tutto il suo splendore. Se la vista da qui non fosse sufficiente, all’esterno del ristorante c’è anche una giostra panoramica.
Hotel Bellagio
Entrate ed uscite dalle hall di tutti gli alberghi, fermatevi e fate il vostro gioco seduti a qualche tavolo e divertitevi alle slot machine, poi ancora guardate il bellissimo spettacolo delle fontane danzanti del Bellagio (qui potrete anche vedere il celebre show del Cirque du Soleil), assistete all’eruzione del Vulcano del Mirage, osservate le gondole del Venetian, ammirate gli squali dell’enorme acquario al Mandalay Bay Resort & Casino, divertitevi a vedere lo spettacolo dei pirati sul galeone del Treasure Island Hotel & Casino!
Ogni hotel saprà stupirvi ed intrattenervi con i suoi spettacoli e le sue attrazioni (splendidi esemplari di tigri bianche e un giardino esotico con i fenicotteri rosa vi accoglieranno rispettivamente all’hotel Mirage e al Flamingo!). Tra tutti il Bellagio per me è uno dei più suggestivi per lo spettacolo delle fontane all’esterno e il soffitto interamente ricoperto di fiori di vetro di Murano all’interno della hall…..la serata volerà via, effimera e surreale, lasciando dentro di voi il ricordo di una notte folle, unica, fatta di divertimento, magia ed eccentricità.
Fontane danzanti dell’Hotel Bellagio
Hotel New York New York
Hotel Paris Las Vegas
E la mattina dopo, stremati dalla lunga nottata, passando tra i corridoi del vostro hotel, troverete ancora tantissime persone su di giri, tutte con le carte di credito infilate nelle slot machine forse già dal mattino presto o, peggio ancora, dalla notte appena trascorsa… perché anche questo è Las Vegas.
Di Budapest te ne innamori appena scendi dall’aereo!
L’Aeroporto Ferihegy, commercialmente noto come Aeroporto Internazionale Budapest-Ferenc Liszt, è già di per sé una piacevole scoperta: ordinato, moderno, pulitissimo e non troppo lontano dal centro città ma, soprattutto, con un sistema di “incanalamento” della fila per i taxi “sicuri” assolutamente da prendere a modello, specialmente per noi italiani! 🙂
Una segnaletica striscia a terra ti conduce al servizio taxi ufficiali (Zona Taxi) e alle altre ugualmente affidabili e sicure compagnie private tra cui la FoTaxi che, per circa 20 euro, dopo aver smistato con cura e rapidamente i passeggeri in attesa, in poco più di mezz’ora ti porta comodamente a destinazione (la tariffa varia a seconda della zona da raggiungere ma, di fatto, arrivare a Pest è molto conveniente, e può arrivare a costare un massimo di 25/30 euro).
Se il buon giorno dunque si vede dal mattino, la vacanza non poteva che riservarmi splendide sorprese! E in effetti è stato proprio così. Un week end lungo di San Valentino soleggiato, freddo quanto ti aspetti nel mese di Febbraio ma con un bel cielo terso, e una piacevole assenza delle orde di turisti che assalgono solitamente la città in periodi più gettonati come Natale e primavera.
Pest , lungofiume _ Una delle tante statue di bronzo sparse per la città
Molto spesso ho letto e sentito paragonare la capitale ungherese a Praga. Personalmente, al di là del fascino malinconico che credo accomuni molte tra le più belle e note città dell’est europeo, non trovo il paragone molto calzante!
Budapest ha un’anima tutta sua, dove il passato non è mai lontano ma le cui cicatrici, almeno apparentemente, o almeno per me, sembrano “nascondersi meglio” e far capolino meno prepotentemente che altrove. Anche nel mostrare il suo difficile passato, Budapest sa essere discreta, riservata e rispettosa di chi vuole conoscerne le sue vicissitudini ma senza volersele vedere sbattute in faccia …. un’elegante signora eclettica ed impenetrabile come i suoi abitanti che, vuoi per una lingua non semplicissima, vuoi per la moneta diversa da quel tanto diffuso Euro, sembrano vivere quasi in disparte nel vecchio continente, così da donare quel senso di unicità meraviglioso a questo gioiello architettonico che osserva i suoi vicini coraggioso e nobile, a cavallo del Danubio, tra le colline di Buda ad ovest e la grande pianura ad est, per sedurti e farti innamorare. Sullo sfondo un “palcoscenico” puntellato dalla serie di ponti più affascinanti che abbia mai attraversato e avuto il piacere di osservare e che, al tramonto, raggiunte il culmine della bellezza con il Liberty Bridge (Szabadsag hid).
Buda _ Ponte della Libertà
Sono partita per Budapest bramosa di vedere il suo suggestivo Parlamento, il noto Ponte delle Catene, i bagni termali….poi arrivo lì e scopro che a lasciarmi il segno sono stati alcuni dettagli meno conosciuti come la sua antichissima metropolitana, le vie più lontane dal frequentatissimo quartiere Belvaros, la parte di Andrassy Utca delle ambasciate e degli edifici più eleganti che non punta dritto al Danubio ma al Piazzale degli Eroi, il suo più suggestivo “ruin bar” Szimpla Kert , le tante statue di bronzo disseminate per la città, la bella Szabadsag ter (la piazza dell’Ambasciata USA) e, se i particolari sono spesso a fare la differenza, il toccante messaggio inciso nella scultura di fronte la casa del Terrore che simboleggia la Cortina di Ferro ed infine, la sua cucina tradizionale che ha saputo dotarsi di quel tocco di internazionalità da far tranquillamente annoverare Budapest tra le migliori città europee per offerta e varietà, oltre che per l’alto livello di ristoranti e pasticcerie!
Pest , Andrassy Utca _ Monumento “Cortina di Ferro” di fronte la casa del Terrore
Un week end lungo può bastare come primo approccio alla città…ma una seconda o terza visita possono regalare utili ore in più per poter fare tutto quello per cui venire a Budapest è assolutamente consigliabile. Presto tornerò anche io per vedere e fare ciò che dopo il bel week end manca ancora all’appello:
– Rilassarmi alle terme Széchenyi o ai Bagni Gellért
– Girovagare tra le statue del Memento Park
– Godermi il tramonto sulla città da uno dei tanti battelli che effettuano romantiche gite sul Danubio (un’alternativa al battello è la linea 2 del tram che attraversa tutto il centro storico della città lungo le sponde del Danubio)
– Godermi una mattinata di sole sull’isola Margherita
– Scattare una bella foto ai “ragazzi della via Pal” di fronte al civico 11 di Prater Utca.
Ora posso semplicemente provare a farvi sognare di essere lì o ispirarvi per organizzare un vostro prossimo viaggio, raccontandovi cosa vale davvero la pena fare e vedere per me una volta arrivati e con un paio di giorni a disposizione!
Pest _ Statua in bronzo di Imre Nagy che guarda verso il Parlamento
Cercate una sistemazione a Pest innanzitutto! E’ a est del Danubio che troverete le zone più vive della città e la maggior parte delle attrazioni e da qui, con assoluta facilità, potrete raggiungere la collina di Buda grazie ai tanti ponti che collegano le due sponde del fiume. Budapest offre ancora eccellenti sistemazioni a prezzi molto convenienti…potrete soggiornare in hotel 5 stelle al costo che solitamente caratterizza un 3/4 stelle in una qualunque altra città del vecchio continente!
Duna Korzò (Lungo Danubio) , Pest _ Kiskiralylany (Principessina), statua in bronzo
Indipendentemente dall’ora di arrivo in città, puntate dritto al Danubio! Il primo impatto con Budapest dovete averlo da lì.
Se siete a Pest godrete della vista sul Palazzo Reale e sulla Citadella, se vi trovate a Buda ad incantarvi sarà il profilo neogotico del Palazzo del Parlamento e, dovunque vi troviate, la scenografia sarà sempre e comunque impreziosita dalla vista dei 4 bellissimi ponti principali che collegano le due sponde del fiume: il Ponte Margherita, il Ponte delle Catene, il Ponte Elisabetta e il Ponte della Libertà.
Pest _ Ponte delle Catene
Questo primo approccio servirà solo per caricarvi del giusto spirito con cui visitare questa città: un mix di curiosità, ammirazione, romanticismo e relax.
Armati di tanto bagaglio emotivo, percorrete le strade del quartiere Erzsébetvaros, non mancando di attraversare Andrassy Utca verso la Basilica di Santo Stefano dove entrerete per salire sulla sua cupola e godere dello splendido panorama su tutta la città e dove varrà la pena soffermarsi qualche minuto per vedere la reliquia della mano destra del re-santo Stefano.
Dirigetevi più a nord verso il quartiere Lipotvaros per raggiungere la bella piazza Szabadsag. Un rettangolo arioso ed elegante dominato dall’edificio dell’Ambasciata USA e dal memoriale dell’Esercito Sovietico a farle da storico contraltare! Arrivateci passando davanti il colorato edificio art noveau del Posta Takarekpenztar (Postal Savings Bank) e proseguite poi verso il Parlamento non prima di averlo osservato insieme alla Statua di Imre Nagy su un piccolo ponte in bronzo.
Pest _ Szabadsag tér
Arrivati davanti al Parlamento fermatevi e scattate le consuete foto di rito ma godetevi soprattutto la sua elegante maestosità che per un attimo sembra catapultarvi a Londra di fronte al ben più lontano palazzo di Westminster!
Passeggiate sul lato del palazzo che si affaccia sul fiume, riempite gli occhi e il cuore con la vista verso Buda e il ponte delle Catene e mentre vi dirigete verso Belvaros, osservate in silenzio le sessanta paia di scarpe di bronzo in memoria della Shoa.
60 paia di scarpe che sembrano vere, 60 paia di scarpe che tolgono il respiro e che ricordano agli occhi di chi le osserva la ferita più grande della città che porta il nome di Olocausto.
Pest _ Memoriale Shoa
Una targa spiega in lingua ungherese e inglese, il senso del monumento. È il memoriale dell’eccidio ebraico avvenuto nell’inverno tra il ’44 e il ’45. Le Croci Frecciate collaborarono con i nazisti nel processo di deportazione e assassinio di migliaia di ebrei ungheresi. Il Danubio a fare da fossa comune per uomini, donne e bambini torturati, violentati e poi trascinati sulle sponde di Pest, derubati delle proprie scarpe e della propria dignità.
Legati a gruppi di tre venivano trascinati in acqua dal peso inerme del cadavere della persona che si trovava al centro e a cui senza pietà si puntava la pistola. Una sola pallottola e in fondo al fiume, nella corrente, tre anime senza colpa. Un memoriale che colpisce dritto al cuore come l’albero della vita nel cortile della Grande Sinagoga. Andate a vedere questo edificio moresco, il più grande di culto ebraico presente in Europa e secondo solo alla Sinagoga di New York.
Il salice piangente di Imre Varga sistemato nel cortile della Sinagoga Dohany è fatto di tante piccole foglie d’argento ognuna della quali rappresenta una persona, una vita umana volata via d’improvviso come le foglie in autunno.
Pest _ Albero della Vita nel cortile della Grande Sinagoga
“Un popolo che ignora il proprio passato non saprà mai nulla del proprio presente” scriveva Indro Montanelli e la straordinarietà del popolo ungherese risiede nella sua capacità di non dimenticare ma allo stesso tempo di saper guardare al presente e al futuro e ingegnarsi ed è così che, non molto lontano dalla Sinagoga, potrete concedervi una pausa nella più fantasiosa espressione dell’originalità cittadina costituita dai “ruin bar”: il Szimpla Kert.
I pub in rovina sono una peculiarità di Budapest e nascono dall’estro e dalla fantasia di giovani intraprendenti che, da vecchi edifici in rovina appunto, hanno deciso di ricavare suggestivi angoli di ritrovo frequentati da turisti e molta gente del posto.
Pest, quartiere ebraico _ particolare del “ruin bar” Szimpla KertPest, quartiere ebraico _ Szimpla Kert
Tra i 100 bar più belli del mondo secondo l’autorevole Lonely Planet, il Szimpla Kert, ricavato all’interno di una fabbrica abbandonata, non può che conquistare gli avventori che qui vengono per bere una birra, per ascoltare musica dal vivo, ballare o assistere a mostre fotografiche o di design, il tutto in un’atmosfera surreale che poco a che fare con il concetto di bar/pub tradizionale che tutti noi abbiamo in mente. Tante sale eccentriche con strani neon alle pareti o insolite sculture, angoli arredati come vecchi salotti o sensuali boudoir, banconi circondati da piante e un enorme cortile con sedie e biciclette appese a cielo aperto. Un posto da non perdere a Budapest incastonato in una gradevole via, Kazinczy Utca, vicinissima a Wesselenyi Utca, altro caratteristico gioiellino urbano pieno di wine bar e caffè intimi e alternativi così diversi dai turistici locali di Belvaros che comunque merita una visita.
Pest, quartiere ebraico _ Interno dello Szimpla Kert
Sempre a Pest, fermatevi in mezzo alla Piazza degli Eroi e respirate tutto il suo simbolismo, proprio lì vicino i Bagni Széchenyi, e il fiabesco Castello di Vajdahunyad ai cui piedi d’inverno entra in funzione la pista di pattinaggio sul ghiaccio più grande d’Europa. Nel tragitto verso la piazza degli Eroi al 60 di Andrassy Utca, trascorrete un paio d’ore nella Casa del Terrore, il museo allestito nell’ex sede centrale della temutissima polizia segreta.
Pesy _ Castello di Vajdahunyad
Pest_ Ingresso Casa del Terrore
Lasciate Pest e attraversando il Ponte delle Catene raggiungete Buda, salite sulla Budavari Siklò, la funicolare del 1870 che vi porterà in cima alla collina del Castello e una volta lì girate nei giardini del Palazzo Reale godendovi il panorama dai tanti punti panoramici che faranno solo da più modesto preludio all’incredibile vista che vi incanterà dal vicino Bastione dei Pescatori, proprio lì dove ad aspettarvi c’è anche la Chiesa di Mattia che forse vedrete troppo velocemente perché rapiti dal panorama antistante e dal tramonto più bello sulla città di Pest. (Altro punto panoramico verso il Parlamento, oltre il Bastione e sempre a Buda, molto meno noto è quello costituito dalla Piazza Batthyany….è un segreto…non diciamolo troppo ai turisti! 😉 )
Buda _ Funicolare
Buda _ Vista sul Parlamento dal Bastione dei Pescatori
Già che siete da questa parte della città, non vi resta che concludere la giornata in un ristorante FAVOLOSO: Arany Kaviar . Sedetevi in questo salotto rosso e gustate qualsiasi piatto…anche se non capirete cosa state mangiando il vostro palato vi ringrazierà! 😀 … due passi per smaltire la cena, la splendida vista notturna verso Pest e la felicità è servita!
Un po’ caro per gli standard della città ma altrettanto degno di nota il ristorante Onyx a Pest. Molto chic e dall’arredamento ricercato, vi farà dimenticare di essere a Budapest ed uscendo vi chiederete che fine ha fatto l’Empire State Building! Ma qui siamo in Europa, questa non è New York anche se ci si può divertire lo stesso la sera, basta mettersi in fila per entrare in uno dei tanti locali di tendenza sulla Szécheny István. Noi abbiamo scelto il BadGirlz Bar & Club…un gettonato incrocio tra il Coyote Ugly di stampo USA e il nostrano Loolapaloosa meneghino!
Pest _ BadGirlz Cafè & Club
Ottimi coktail, bella musica e allegre coreografie sul bancone del bar delle sue graziose bariste, clientela giovane ed internazionale dove i maschietti potranno finalmente dire di aver ammirato anche le famose bellezze ungheresi (e non mi riferisco a quelle architettoniche!) 😉
Pest, Duna Korzò (Lungo Danubio) _ Particolare statua di bronzo con sullo sfondo il Tram della Linea 2 che pecorre il centro città lungo il fiume