La mia Venezia

Davide ormai è di casa sul mio blog così quanto lo è nella sua amata Venezia.
Anche questa volta riesce a catapultarci lì con lui e a questo punto la prossima volta che andrò nella Serenissima gli chiederò di farmi da Cicerone 😉
Le foto sono quelle del mio ultimo viaggio in questa meravigliosa città.
Buona lettura per sentirci un po’ veneziani anche noi…
Grazie Davide!

DSC_0335Venezia bene o male la conoscono tutti ma la gran parte a mio parere la conosce più male che bene, giacché la nota “serenissima”, famosa ed apprezzata in tutto il mondo, non si riduce certo ai soliti luoghi di meta del turismo di massa, e nonostante sia tutto sommato abbastanza piccola ed ancora (fortuna vuole) abbastanza uniforme nelle sue magiche strutture, è città molto diversa a seconda non solo dei suoi sei storici sestieri ma anche di quei suoi veri e propri micro-quartieri che si annidano nei detti sestieri.
Non a caso tra gli abitanti doc di Venezia chi bazzica un sestiero raramente mostra particolare interesse per gli altri, e così nascono e crescono per affetto frammisto ad abitudine i fans del proprio sestiere quasi peggio che a Pisa, e chi ama i sestieri più vissuti e nascosti come Castello o Canareggio guarderà con malcelato snobismo ai più rutilanti e colorati San Marco e Dorsoduro, cosiccome nel suo bel mezzo del serpentone che avvolge la città i “signori” di Santa Croce (il sestiere più chic) guardano con un certo fastidio al troppo frequentato confinante San Polo. Insomma dove vivi stai, i veneziani si sa non sono grandi scopritori di novità, e così io, che 13 anni fa ebbi la grande fortuna di aggiudicarmi un buchetto carino a Castello, ho finito con l’adeguarmi agli usi della città e quindi oggi per me Venezia è Castello, anzi dirò di più, per me Venezia è la vita di quartiere che faccio nel sestiere, e il mio quartiere è quello del quadrilatero che inizia appena dopo il campo San Bartolomeo (San Bortolo per i veneziani) dietro il ponte di Rialto all’altezza del ponte delle paste in San Lio e si chiude al campo dell’ospedale della chiesa dei santi Giovanni e Paolo al confine con Canareggio.

Quando arrivo mi installo qui e vivo come se fossi nel mio quartiere, qui c’è tutto e ci sto bene un po’ come a casa mia.
Al ponte della paste vado a trovare la bella signora bionda della omonima pasticceria specializzata in vaschette di crema, che è sempre abbronzata perché nel pomeriggio va da una amica con giardino, ed ha un figlio ormai grande che da anni studia a Milano ma ama tanto d’estate andare negli USA.
Un metro più avanti c’è il mitico e defilato Portego, uno dei più suggestivi “bacari” veneziani dove il nuovo cuoco è un genio specializzato in primi, e ogni volta che mi presento da solo mi da subito una birretta alla spina e quindi mi piazza sulla botte di entrata che siccome è la più scomoda non la vuole nessuno, e mi fa assaggiare la sua ennesima nuova creazione non prima di avermi placato con i suoi mitici cuori tondi di carciofo che da nessun’ altra parte del mondo puoi trovare così buoni e alla fine pago i soliti 15 euri dopo avere visto scene di vita veneziana giacchè il bacaro è il ritrovo di quelli che vanno a bere la mitica “ombra de vin” che in realtà significa che dopo 4 o 5 bicchieri di rosso sono tutti ubriachi e fanno un casino di inferno nella corte appena fuori dall’ entrata vicino al cesso, giovani e vecchi.
Dopo san lio, superato lo stupendo arco del paradiso del XIV secolo arriva il campo Formosa dove c’è il baracchino dello spriz più buono di Venezia ossia lo Zanzibar dove ormai appena mi siedo al primo tavolino libero del campo senza chiedermi nulla mi portano lo spriz all’aperol con due patatine rancide in croce al misero prezzo di 2 euro e 50 ma sono seduto davanti ad una vista magnifica e prima delle 10 di mattina il caffè me lo lasciano portare da me senza menate di servizio e sovraprezzi, poi meglio di no sennò vedono i turisti a cui il sovraprezzo lo chiedono eccome…
Nella calle longa ci sono i miei due amici ossia i due fantastici fratelli che vivono alle fondamenta nuove (nove per loro) e che qui gestiscono edicola, tabacchi e internet point e che soprattutto mi tengono da anni le chiavi di riserva per ogni evenienza, insomma la tabaccheria di calle longa è un po’ la mia dependance.
Ormai poi Formosa è diventato un must, ora infatti non c’è più solo la Fondazione Querini con il celebre giardino di Scarpa ma ha finalmente riaperto anche il mitico Palazzo Grimani di rugaciuffa forse uno dei più bei palazzi di Venezia, peccato abbiano già chiuso l’annesso bar interno del cortile che era gestito da un toscano, ottimo per arrivarci giusto giusto prima di fare il ciclico salto alla fondamentale lavanderia a gettone di rugaciuffa dove il proprietario mi fa lo “sconto Venezia” da quando assistette divertito a me che ricevevo (ovviamente rifiutando) la mancia da due anziani signori canadesi cui avevo spiegato il funzionamento dell’essiccatore.

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Notarsi che il giorno dopo quella impresa avrei invece occupato in pieno giorno l’ intera calle con la mia amica Renata nel goffo tentativo di asciugare a mano al sole quelle maledette lenzuola matrimoniali che sull’onda dell’entusiasmo per quanto avvenuto il giorno precedente avevo inopinatamente deciso di lavare senza prima sincerarmi del corretto funzionamento appunto di detto essiccatore.
Però da quel giorno mi sorride sempre ogni volta che mi vede anche la ex burbera fruttivendola che finisce ogni volta preda delle inarrestabili macchine fotografiche dei japan ammirate dal suo banchetto colorato pieno di frutta semplicemente appoggiato al palazzo patrizio.
Al mattino di solito quando mi alzo vado a fare colazione dalla mia adorata signora Didovich, titolare della migliore pasticceria di venezia sita in campo santa marina, la Signora (la chiamano come Gertrude alias la monaca di Monza) vive al lido perché è più secco e più comodo, dice, ma da numerose generazioni gestisce quel locale, mi ama molto da quando ci siamo conosciuti anni fa ed ogni volta che vado insiste per offrirmi le sue paste e il cappuccio e siccome mi secca scroccare sempre, cerco almeno la mattina di andarci prima che la signora arrivi, ossia prima delle 10.
Preso il giornale dai fratelli di calle longa mi assiedo al bar dell’orologio del campo Formosa fronte alla chiesa (dove il parroco persona tutta speciale fa cantare gruppi etnici di ragazzi di tutte le provenienze, altro che benetton) che è il regno di una signora settantenne strepitosa che dopo avermi salutato con un ormai divenuto sintomo di raggiunta confidenzialità (questa è l’interpretazione che do io ovviamente, perché… l’altra mi piace meno) “ciao vecio”, mi regala ogni volta detti veneziani da brivido che poi molto spesso mi dimentico e che non ha mai perso il suo mattiniero buonumore neppure dopo essere rimasta drammaticamente vedova alcuni anni fa di un marito tanto burbero quanto all’apparenza (evidentemente sbagliata) invulnerabile e a cui volevano bene tutti.
A casa mia poi appena arrivo ricevo gli omaggi sinceri della giovane signora del secondo piano che ebbe a salvarmi la caldaia impazzita qualche natale orsono e che infatti mi dice “ciao” e quelli meno sinceri della perfida Cesca del quinto che infatti invece mi dice “buongiorno Avvocato”, e che nonostante sia stata a scrocco a casa mia per oltre 4 mesi con il marito quando dovette ristrutturare casa, ancora oggi mi chiede ogni volta il contributo per le pulizie delle scale che fa…(o almeno dice) lei, ma va bene così, detesterei stare in una casa dove non sanno chi sono.

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Fino a qualche tempo fa nella casa attaccata dal muro confinante ci abitava anche il mio amico Paolino della galleria Bugno ma ora lui si è trasferito in Toscana e mi ha lasciato in eredità la mitica signora Margherita che ad onta del nome è in realtà una gentilissima signora rumena che ogni tanto viene a pulirmi la casa e che è poi l’amica di quel signore egiziano che invece ogni tanto viene a rimettermela su, visto che l’umidità a pian terreno è tale che anche i muri ogni tot vanno come dire un po’…ripresi.
Nel campo dell’ospedale c’è il mitico Rosa Salva che piace tanto ai miei amici perché è facile arrivarci dopo il ponte Minich per la prima colazione, e a me pure ma ben mi guardo dal sedermi fuori visto che i prezzi sono da…fuori di testa, però è anche vero che quel campo è straordinario e che oltre alla facciata dell’ospedale che è poi la gloriosa scuola di san Marco e alla statua in bronzo del Colleoni è quello dal quale si possono programmare varie gite per zone meno note.
Dal lato destro si va verso la zona della superba chiesa di San Francesco della Vigna con il colonnato fuori ed il meraviglioso Bellini dentro oltre il chiostro è una delle cose più belle da vedere a Venezia, dal lato sinistro si va verso Canareggio e la chiesa dei miracoli dove era ambientato il film di Sordini, dopo aver superato la bellissima casa del papà del mio amico Gionata, e infine andando dritti si va verso la stupenda passeggiata di fondamenta nuove luogo da dove partono le barche per le isole.
Poi se voglio evadere dal mio quartiere ma continuare a sentirmi a casa mia, la sera mi trovo con il mio amico Giovanni che abita nel punto più bello di Canareggio, ovvero sulle fondamenta in zona Sant’Alvise e a cui devo la attuale permanenza della casa sommersa dalla tremenda ondata di due anni fa, e che mi porta dove sa lui magari con il “topine” (che è poi suo figlio Francesco) e Roberta, o vado da solo al cinema Giorgione agli apostoli o vado a mangiare con gli amici al mio adorato Zucca nel bellissimo campo San Giacomo dove il proprietario, che sa di somigliare un po’ a Rossi Stuart ma non per questo se la tira, ormai mi conosce e non mi fa mancare il suo storico flan, la sera mi piace andarci allo zucca perché così passo da Santa Croce che di notte è magica e poi posso concludere la serata nell’unico punto notturno vivo di Venezia ossia a Rialto (imparagonabile di sera rispetto al giorno) nella zona del Tribunale e del bancogiro dove sempre il Giovanni, alias il GS, racconta trovasse usbergo tra una scorribanda e l’altra il Casanova…una sera mi sono visto su uno schermo aperto in campo di uno dei tanti bar affollatissimi l’intera partita dell’Inter a scrocco dove a settembre è anche sede del festival di liberazione ex rifondazione che è una panacea ogni tanto frequentare dopo tanti lustrini borghesi della mostra del cinema.
Oppure proseguo oltre san Bartolo verso il meraviglioso Teatro Malibran e mi infilo nel ramo del remer oltre la fiaschetteria toscana per fumarmi nell’omonimo campiello una sigaretta in uno dei più bei punti aperti sul canale di Venezia affacciato a sinistra sul ponte di rialto illuminato, al centro sul mercato del pesce e a destra su ca Pesaro fronte Ca d’oro per poi prima di rientrare fermarmi a mangiare la mitica crepe alla nutella del negozietto verso la bissa.

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Domenica mattina dopo essermi spinto nella zona estrema di Castello dove c’è San Pietro e quindi la quiete dei giardini di sant’Elena  se non mi fermo a mangiare ai mitici Tosi nulla di meglio che tornare a San Bortolo dove superato il negozio Disney c’è il mio ristorante preferito ossia l’Antico Calice gestito da simpaticissimi fratelli che un tempo erano i proprietari della Botte dietro calle della bissa e che possono anche fari sognare con le tagliatelle alle capesante e pomodorini più buone del mondo.
Poi Venezia è tanto altro, ma per me la mia vera Venezia si gioca più o meno tutta lì, poco ? Credetemi per me è talmente bella che da tempo la considero un po’ la mia seconda casa, ed il bello è che ormai anche quel quartiere la pensa così di me, visto che anche tutti i commessi del celebre negozio di ferramenta Ratti dove si vende di tutto prima di arrivare in San Marco mi salutano ogni volta che mi incontrano lungo le calli della zona…
E io ? Quanti amici ho portato per questo quartiere del sestiere in questi quasi 15 anni ? Non lo so, tanti di sicuro e nessuno si è mai lamentato di Castello e per vedere San Marco aspettano la notte quando in giro per Venezia non c’è più quasi nessuno.

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Io a Londra mangio qui! :-)

Adoro Londra per tanti motivi, uno di questi è sicuramente il piacere di mangiare fuori e qui c’è davvero da sbizzarrirsi!
Ristoranti internazionali, alla moda, intimi, retrò, fantasiosi, tradizionali, semplici, ricercati……ovunque puoi trovare il posto perfetto per ogni esigenza, quello  giusto per una ricca colazione, un ottimo brunch, un pranzo veloce, una cena gustosa e super trendy oppure ottima ma senza fronzoli.

A Londra, se conosci i posti giusti, puoi mangiare divinamente ma a mio parere puoi anche concederti il lusso di sperimentare e magari scoprire nuovi angoli del gusto graziosi e di qualità.

Personalmente mi piace molto provare posti nuovi, andare anche un po’ a fortuna entrando in ristoranti, pub e bar che semplicemente mi ispirano per il design degli interni o per i piatti particolari presenti sul menu ma, se voglio andare a colpo sicuro (molti li ho scoperti proprio dando retta all’istinto 😉 ), quando sono a Londra io vado qui!

MOMO _ 23-25 Heddon St. W1. Ottima cucina nordafricana in questo posto che è un po’ ristorante, un po’ locale per aperitivi, per dopocena o magrebini brunch domenicali, un po’ bar e alle cinque anche sala da the (nel deserto).
Avete voglia di Tajine, cous cous e atmosfere marocchine? Prenotate un tavolo per cena (d’estate anche all’aperto) e preparatevi ad assaporare l’Africa anche con gli occhi, sia per gli interni che ricordano molto le atmosfere di Bazaar e Riad, sia per la danza del ventre che sensuali ragazze dai tratti algerini/marocchini, più o meno alla stessa ora ogni sera, balleranno per voi. Qui si viene soprattutto per le luci soffuse e l’atmosfera da mille e una notte.

FISH WORKS _ 7-9 Swallow St. W1B 4DE (Piccadilly). Questo è uno di quei posti scoperti per caso, perché al ristorante accanto non c’era posto. Che fantastica sorpresa! Se il tempo lo permette si può cenare all’interno ma con i grandi finestroni aperti che danno sulla strada tranquilla e poco trafficata e la qualità dei deliziosi piatti di pesce è indiscutibile. Vasta e ottima la scelta dei vini a disposizione.

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Fish Works

CORRIGAN’S MAYFAIR _ 28 upper Grosvenor St. W1K 7EH. Pesce, pesce, pesce! Freschissimi gli ingredienti e molto cortese il personale. Se non trovate posto nei tavoli, cenate pure tranquillamente al bancone…l’atmosfera sarà comunque perfetta.

AQUA _ 5th Floor, 240 Regent St. W1. Questo favoloso ristorante, presente a Hong Kong, Pechino e Londra, è davvero il mio preferito!
Enorme e su più piani, è la quinta essenza del glamour. 3 diverse aree per 3 differenti proposte che vede due ristoranti: AQUA KYOTO per una cucina contemporanea giapponese; AQUA NUEVA, le cui intime sale si raggiungono dopo aver attraversato un corridoio nero con luci soffuse  al termine del quale c’è un gigantesco toro! Il menu qui è spagnolo con qualche rivisitazione per le sue deliziose tapas; AQUA SPIRIT, il  cocktail bar super alla moda dove poter sorseggiare sia prima che dopo cena, anche al ritmo di musica, ottimi cocktails sulle panoramiche terrazze.

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AQUA KYOTO
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AQUA SPIRIT _ Terrazze

GAUCHO_ 25 Swallow St. W1B 4QR (Piccadilly). Atmosfera super argentina…. o almeno questo sembra essere ciò a cui vogliono aspirare i proprietari di questo locale su più piani molto alla moda e dall’ambiente ricercato ma di fatto, che siamo a Londra è evidente in ogni angolo! Troppo fashion e  troppo curato ma il posto piace anche per questo. Enormi lampadari, pelli di mucca (spero finta) a tappezzare le pareti, illuminazione studiatissima per questo ristorante la cui qualità e vasta scelta della carne argentina è assolutamente innegabile. Con gli anni credo che abbia perso un po’ del suo fascino…. ma comunque se sono a Londra una cena qui la prenoto sempre 😉

SUSHI SAMBA_ 110 Bishopsgate EC2N 4AY.  Ho provato solo di recente questo gettonatissimo e famossimo ristorante Giapponese/Brasiliano al 39° piano della Heron Tower e devo dire che le proposte culinarie sono davvero favolose! Ormai il suo nome è ovunque (New York, Miami, Las Vegas..) e sembra essere molto gradito da star e starlette di tutto il mondo. Vista pazzesca sulla City (che si può cominciare già ad intuire salendo con l’ascensore a vetri esterno) ma un ambiente un po’ asettico e troppo illuminato di giallo/arancio/rosso che non mi ha fatto proprio impazzire. Qui però bisogna venirci per i piatti giapponesi rivisitati alla brasiliana e alla peruviana (ho assaggiato praticamente quasi tutte le proposte del menu ed era tutto buonissimo!) e per guardare fuori dalla vetrate!

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Vista sulla City dalla Heron Tower _ Sushi Samba

 

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Ingresso della Heron Tower _ Sushi Samba

Fin qui vi ho dato indicazioni su dove trascorrere una bella serata e gustare un’ottima cena, di giorno Londra può offrire ancora di più! Ho mangiato in tantissimi posti e, come scrivevo all’inizio, la pratica di entrare dove più ci si sente ispirati è ancora più valida a pranzo.
Se avete voglia di ottimi hamburger i miei indirizzi preferiti sono due…

GOURMET BURGER KITCHEN_ 160 Portobello Road W11 2EB. Ce ne sono diversi in città, io ho provato quello di Notting Hill a Portobello. Le proposte sono tantissime e la carne davvero di prima qualità! Il locale non è molto grande e sempre pieno, con molta probabilità dovrete mettervi in fila e lasciare il vostro nome. Si trova in piena Notting Hill, quindi ammazzare il tempo durante l’attesa non sarà un problema 😉

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Gourmet Burger Kitchen

BYRON PROPER HAMBURGERS_ 33-35 Wellington St. WC2E 7BN. Anche di questa catena di genuinissime hamburgherie ce n’è una gran quantità sparsa per la città.  Carne di prima scelta e gustosissima!

Ovviamente ci sono tantissimi altri posti che meritano una sosta…quanti pub e pasticcerie da leccarsi i baffi! Vale
una visita, non fosse altro che per la bellezza degli interni, il reparto alimentare di Harrods (per me vale la pena passare da lì solo per questo ad essere sinceri 🙂 ) dove troverete di tutto e proveniente da ogni angolo del pianeta.

E per i più golosi e amanti della moda “Cup Cakes” ho scovato un posticino nei pressi di Covent Garden molto carino e con queste piccole colorate creazioni davvero squisite:
LOLA’S CUPCAKES _ 14-18 Neal St. WC2H 9LY. I suoi dolcetti li vendono un po’ ovunque a Londra ma prenderli take away qui durante un giro di shopping è molto più piacevole.

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Lola’s Cupcakes

Per il momento è tutto. Non mi resta che auguravi un sincero
ENJOY YOUR MEAL! 😉

Innamorarsi di Budapest

Di Budapest te ne innamori appena scendi dall’aereo!
L’Aeroporto Ferihegy, commercialmente noto come Aeroporto Internazionale Budapest-Ferenc Liszt, è già di per sé una piacevole scoperta: ordinato, moderno, pulitissimo e non troppo lontano dal centro città ma, soprattutto, con un sistema di “incanalamento” della fila per i taxi “sicuri” assolutamente da prendere a modello, specialmente per noi italiani! 🙂
Una segnaletica striscia a terra ti conduce al servizio taxi ufficiali (Zona Taxi) e alle altre ugualmente affidabili e sicure compagnie private tra cui la FoTaxi che, per circa 20 euro, dopo aver smistato con cura e rapidamente i passeggeri in attesa, in poco più di mezz’ora ti porta comodamente a destinazione (la tariffa varia a seconda della zona da raggiungere ma, di fatto, arrivare a Pest è molto conveniente, e può arrivare a costare un massimo di 25/30 euro).

Se il buon giorno dunque si vede dal mattino, la vacanza non poteva che riservarmi splendide sorprese! E in effetti è stato proprio così. Un week end lungo di San Valentino soleggiato, freddo quanto ti aspetti nel mese di Febbraio ma con un bel cielo terso,  e una piacevole assenza delle orde di  turisti che assalgono solitamente la città in periodi più gettonati come Natale e primavera.

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Pest , lungofiume _ Una delle tante statue di bronzo sparse per la città

Molto spesso ho letto e sentito paragonare la capitale ungherese a Praga. Personalmente, al di là del fascino malinconico che credo accomuni molte tra le più belle e note città dell’est europeo, non trovo il paragone molto calzante!
Budapest ha un’anima tutta sua, dove il passato non è mai lontano ma le cui cicatrici, almeno apparentemente, o almeno per me, sembrano “nascondersi meglio” e far capolino meno prepotentemente che altrove. Anche nel mostrare il suo difficile passato, Budapest sa essere discreta, riservata e rispettosa di chi vuole conoscerne le sue vicissitudini ma senza volersele vedere sbattute in faccia …. un’elegante signora eclettica ed impenetrabile come i suoi abitanti che, vuoi  per una lingua non semplicissima, vuoi per la moneta diversa da quel tanto diffuso Euro, sembrano vivere quasi in disparte nel vecchio continente, così da donare quel senso di unicità meraviglioso a questo gioiello architettonico che osserva i suoi vicini coraggioso e nobile, a cavallo del Danubio, tra le colline di Buda ad ovest e la grande pianura ad est, per sedurti e farti innamorare. Sullo sfondo un “palcoscenico” puntellato dalla serie di ponti più affascinanti che abbia mai attraversato e avuto il piacere di osservare e che, al tramonto, raggiunte il culmine della bellezza con il Liberty Bridge (Szabadsag hid).

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Buda _ Ponte della Libertà

Sono partita per Budapest bramosa di vedere il suo suggestivo Parlamento, il noto Ponte delle Catene, i bagni termali….poi arrivo lì e scopro che a lasciarmi il segno sono stati alcuni dettagli meno conosciuti come la sua antichissima metropolitana, le vie più lontane dal frequentatissimo quartiere Belvaros, la parte di Andrassy Utca delle ambasciate e degli edifici più eleganti che non punta dritto al Danubio ma al Piazzale degli Eroi, il suo più suggestivo “ruin barSzimpla Kert , le tante statue di bronzo disseminate per la città, la bella Szabadsag ter (la piazza dell’Ambasciata USA) e, se i particolari sono spesso a fare la differenza, il toccante messaggio inciso nella scultura di fronte la casa del Terrore che simboleggia la Cortina di Ferro ed infine, la sua cucina tradizionale che ha saputo dotarsi di quel tocco di internazionalità da far tranquillamente annoverare Budapest tra le migliori città europee per offerta e varietà, oltre che per l’alto livello di ristoranti e pasticcerie!

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Pest , Andrassy Utca _ Monumento “Cortina di Ferro” di fronte la casa del Terrore

Un week end lungo può bastare come primo approccio alla città…ma una seconda o terza visita possono regalare utili ore in più per poter fare tutto quello per cui venire a Budapest è assolutamente consigliabile. Presto tornerò anche io per vedere e fare ciò che dopo il bel week end manca ancora all’appello:
– Rilassarmi alle terme Széchenyi o ai Bagni Gellért
– Girovagare tra le statue del Memento Park
– Godermi il tramonto sulla città da uno dei tanti battelli che effettuano romantiche gite sul Danubio (un’alternativa al battello è la linea 2 del tram che attraversa tutto il centro storico della città lungo le sponde del Danubio)
– Godermi una mattinata di sole sull’isola Margherita
– Scattare una bella foto ai “ragazzi della via Pal” di fronte al civico 11 di Prater Utca.

Ora posso semplicemente provare a farvi sognare di essere lì o ispirarvi per organizzare un vostro prossimo viaggio, raccontandovi cosa vale davvero la pena fare e vedere per me una volta arrivati e con un paio di giorni a disposizione!

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Pest _ Statua in bronzo di Imre Nagy che guarda verso il Parlamento

Cercate una sistemazione a Pest innanzitutto! E’ a est del Danubio che troverete le zone più vive della città e la maggior parte delle attrazioni e da qui, con assoluta facilità, potrete raggiungere la collina di Buda grazie ai tanti ponti che collegano le due sponde del fiume. Budapest offre ancora eccellenti sistemazioni a prezzi molto convenienti…potrete soggiornare in hotel 5 stelle al costo che solitamente caratterizza un 3/4 stelle in una qualunque altra città del vecchio continente!

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Duna Korzò (Lungo Danubio) , Pest _ Kiskiralylany (Principessina), statua in bronzo

Indipendentemente dall’ora di arrivo in città, puntate dritto al Danubio! Il primo impatto con Budapest dovete averlo da lì.
Se siete a Pest godrete della vista sul Palazzo Reale e sulla Citadella, se vi trovate a Buda ad incantarvi sarà il profilo neogotico del Palazzo del Parlamento e, dovunque vi troviate, la scenografia sarà sempre e comunque impreziosita dalla vista dei 4 bellissimi ponti principali che collegano le due sponde del fiume: il Ponte Margherita, il Ponte delle Catene, il Ponte Elisabetta e il Ponte della Libertà.

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Pest _ Ponte delle Catene

Questo primo approccio servirà solo per caricarvi del giusto spirito con cui visitare questa città: un mix di curiosità, ammirazione, romanticismo e relax.
Armati di tanto bagaglio emotivo, percorrete le strade del quartiere Erzsébetvaros, non mancando di attraversare Andrassy Utca verso la Basilica di Santo Stefano dove entrerete per salire sulla sua cupola e godere dello splendido panorama su tutta la città  e dove varrà la pena soffermarsi qualche minuto per vedere la reliquia della mano destra del re-santo Stefano.
Dirigetevi più a nord verso il quartiere Lipotvaros per raggiungere la bella piazza Szabadsag. Un rettangolo arioso ed elegante dominato dall’edificio dell’Ambasciata USA e dal memoriale dell’Esercito Sovietico a farle da storico contraltare! Arrivateci passando davanti il colorato edificio art noveau del Posta Takarekpenztar (Postal Savings Bank) e proseguite poi verso il Parlamento non prima di averlo osservato insieme alla Statua di Imre Nagy su un piccolo ponte in bronzo.

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Pest _ Szabadsag tér

Arrivati davanti al Parlamento fermatevi e scattate le consuete foto di rito ma godetevi soprattutto la sua elegante maestosità che per un attimo sembra catapultarvi a Londra di fronte al ben più lontano palazzo di Westminster!
Passeggiate sul lato del palazzo che si affaccia sul fiume, riempite gli occhi e il cuore con la vista verso Buda e il ponte delle Catene e mentre vi dirigete verso Belvaros, osservate in silenzio le sessanta paia di scarpe di bronzo in memoria della Shoa.
60 paia di scarpe che sembrano vere, 60 paia di scarpe che tolgono il respiro e che ricordano agli occhi di chi le osserva la ferita più grande della città che porta il nome di Olocausto.

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Pest _ Memoriale Shoa

Una targa spiega in lingua ungherese e inglese, il senso del monumento. È il memoriale dell’eccidio ebraico avvenuto nell’inverno tra il ’44 e il ’45. Le Croci Frecciate collaborarono con i nazisti nel processo di deportazione e assassinio di migliaia di ebrei ungheresi. Il Danubio a fare da fossa comune per uomini, donne e bambini torturati, violentati e poi trascinati sulle sponde di Pest, derubati delle proprie scarpe e della propria dignità.
Legati a gruppi di tre venivano trascinati  in acqua dal peso inerme del cadavere della persona che si trovava al centro e a cui senza pietà si puntava la pistola. Una sola pallottola e in fondo al fiume, nella corrente, tre anime senza colpa.  Un memoriale che colpisce dritto al cuore come l’albero della vita nel cortile della Grande  Sinagoga. Andate a vedere questo edificio moresco, il più grande di culto ebraico presente in Europa e secondo solo alla Sinagoga di New York.
Il salice piangente di Imre Varga sistemato nel cortile della Sinagoga Dohany è fatto di tante piccole foglie d’argento ognuna della quali rappresenta una persona, una vita umana volata via d’improvviso come le foglie in autunno.

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Pest _ Albero della Vita nel cortile della Grande Sinagoga

Un popolo che ignora il proprio passato non saprà mai nulla del proprio presente” scriveva Indro Montanelli e la straordinarietà del popolo ungherese risiede nella sua capacità di non dimenticare ma allo stesso tempo di saper guardare al presente e al futuro e ingegnarsi ed è così che, non molto lontano dalla Sinagoga, potrete concedervi una pausa  nella più fantasiosa espressione dell’originalità cittadina costituita dai “ruin  bar”: il Szimpla Kert.
I pub in rovina sono  una peculiarità di Budapest e nascono dall’estro e dalla fantasia di giovani intraprendenti che, da vecchi edifici in rovina appunto, hanno deciso di ricavare suggestivi angoli di ritrovo frequentati  da turisti e molta gente del posto.

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Pest, quartiere ebraico _ particolare del “ruin bar” Szimpla Kert
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Pest, quartiere ebraico _ Szimpla Kert

Tra i 100 bar più belli del mondo secondo l’autorevole Lonely Planet,  il Szimpla Kert, ricavato all’interno di una fabbrica abbandonata, non può che conquistare gli avventori che qui vengono per bere una birra, per ascoltare musica dal vivo, ballare o assistere a mostre fotografiche o di design, il tutto in un’atmosfera surreale che poco a che fare con il concetto di bar/pub tradizionale che tutti noi abbiamo in mente. Tante sale eccentriche con strani neon alle pareti o insolite sculture, angoli arredati come vecchi salotti o sensuali boudoir, banconi circondati da piante e un enorme cortile con sedie e biciclette appese a cielo aperto. Un posto da non perdere a Budapest incastonato in una gradevole via, Kazinczy Utca, vicinissima a Wesselenyi Utca, altro caratteristico gioiellino urbano pieno di wine bar e caffè intimi e alternativi così diversi dai turistici locali di Belvaros che comunque merita una visita.

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Pest, quartiere ebraico _ Interno dello Szimpla Kert

Sempre a Pest, fermatevi in mezzo alla Piazza degli Eroi e respirate tutto il suo simbolismo, proprio lì vicino i Bagni Széchenyi, e il fiabesco Castello di Vajdahunyad ai cui piedi d’inverno entra in funzione la pista di pattinaggio sul ghiaccio più grande d’Europa. Nel tragitto verso la piazza degli Eroi al 60 di Andrassy Utca, trascorrete un paio d’ore nella Casa del Terrore, il museo allestito nell’ex sede centrale della temutissima polizia segreta.

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Pesy _ Castello di Vajdahunyad

 

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Pest_ Ingresso Casa del Terrore

Lasciate Pest e attraversando il Ponte delle Catene raggiungete Buda, salite sulla Budavari Siklò, la funicolare del 1870 che vi porterà in cima alla collina del Castello e una volta lì girate nei giardini del Palazzo Reale godendovi il panorama dai tanti punti panoramici che faranno solo da più modesto preludio all’incredibile vista che vi incanterà dal vicino Bastione dei Pescatori, proprio lì dove ad aspettarvi c’è anche la Chiesa di Mattia che forse vedrete troppo velocemente perché rapiti dal panorama antistante e dal tramonto più bello sulla città di Pest. (Altro punto panoramico verso il Parlamento, oltre il Bastione e sempre a Buda, molto meno noto è quello costituito dalla Piazza Batthyany….è un segreto…non diciamolo troppo ai turisti! 😉 )

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Buda _ Funicolare

 

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Buda _ Vista sul Parlamento dal Bastione dei Pescatori

Già che siete da questa parte della città, non vi resta che concludere la giornata in un ristorante FAVOLOSO: Arany Kaviar . Sedetevi in questo salotto rosso e gustate qualsiasi piatto…anche se non capirete cosa state mangiando il vostro palato vi ringrazierà! 😀 … due passi per smaltire la cena, la splendida vista notturna verso Pest e la felicità è servita!
Un po’ caro per gli standard della città ma altrettanto degno di nota il ristorante Onyx a Pest. Molto chic e dall’arredamento ricercato, vi farà dimenticare di essere a Budapest ed uscendo vi chiederete che fine ha fatto l’Empire State Building! Ma qui siamo in Europa, questa non è New York anche se ci si può divertire lo stesso la sera, basta mettersi in fila per entrare in uno dei tanti locali di tendenza sulla Szécheny István. Noi abbiamo scelto il BadGirlz Bar & Club…un gettonato incrocio tra il  Coyote Ugly di stampo USA e il nostrano Loolapaloosa meneghino!

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Pest _ BadGirlz Cafè & Club

Ottimi coktail, bella musica e allegre coreografie sul bancone del bar delle sue graziose bariste, clientela giovane ed internazionale dove i maschietti potranno finalmente dire di aver ammirato anche le famose bellezze ungheresi (e non mi riferisco a quelle architettoniche!) 😉

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Pest, Duna Korzò (Lungo Danubio) _ Particolare statua di bronzo con sullo sfondo il Tram della Linea 2 che pecorre il centro città lungo il fiume