Il mio Autunno a New York 

C’è qualcosa nell’aria di New York che rende il sonno inutile” …. quanta ragione aveva Simone de Beauvoir!

E così, in una tersa serata di fine ottobre, atterri al JFK e capisci che nulla potranno più su di te il fuso orario, le ore di volo, la lombosciatalgia che ti affligge da una settimana e la stanchezza di un mese piuttosto intenso di lavoro. Le uniche cose che ti rimbalzeranno in testa e alimenteranno l’adrenalina necessaria a non farti chiudere gli occhi saranno: la consapevolezza che 6 giorni qui sono pochi (ma d’altronde anche un mese lo sarebbe!), e l’immagine di un inconfondibile Sky Line, di cui cominci a riempirti gli occhi già nel taxi che ti sta portando a Manhattan.

Vista sulla baia di NY dal Top of the Rock - Rockfeller Center
Vista sulla baia di NY dal Top of the Rock – Rockfeller Center

L’aria autunnale di New York non fa che sussurrarti che non avrai voglia di dormire, che il tuo sonno, inutile, lo ricaccerai nei tuoi sbadigli, perché la grande mela devi divorarla a grandi morsi! 

L’autunno a New York per me ha il colore degli alberi di Central Park, il sapore incredibile delle aragoste al Chelsea Market, l’odore di plastica e stoffe vintage delle maschere in sfilata al Village la notte di Halloween, la vista privilegiata sull’Empire State Building dal 17esimo piano della nostra camera 1717 al Kimpton Hotel Eventi, il calore inaspettato della carezza del sole sulla terrazza del Top of the Rock, il suono assordante del tifo dei Brooklyn Nets al Barclays Center e quello provocante delle musiche di “Chicago” a Broadway….

Vista dalla camera dell'Hotel Eventi Kimpton
Vista dalla camera dell’Hotel Eventi Kimpton

La mattina la sveglia suona presto, e le giornate cominciano all’angolo tra la ventiseiesima e Avenue of the Americas, con un muffin al cioccolato e una bevanda che ricorda un cappuccino, seduta davanti al finestrone del delizioso Koffeecake Corner. Adoro osservare da lì l’America che mi sfila davanti agli occhi, mentre cerco di segnare sulla cartina il folle itinerario che ho già impresso nella testa. Dimentico ogni volta che a NY si cammina con il naso all’insù e la mappa della città serve a ben poco. Solo guardando in alto può capitare che oltre ai celebri Empire State Building, Crysler Building e Rockfeer Center, i tuoi occhi s’imbattano in quei gioielli architettonici di acciaio e vetro che le più celebri “archistar” del mondo hanno voluto qui per spazzar via l’opacità del ferro e del cemento. Ed eccoli i “sovrani della luce”: il visionario Iac Building a Chelsea, l’ecologico Hearst Magazine Building, il cubo di vetro e acciaio che porta la firma di Renzo Piano alla Morgan Library, la lussuosa LVMH tower, l’irriverente facciata del Westin Hotel, l’elegante Beekman Tower e chi più ne ha più ne metta, in un laboratorio architettonico urbano in continuo divenire che nulla ha osato comunque togliere al fascino del più anziano “Flatiron Building” o alla morbida classicità della Public Library.

A New York il nuovo non vuole rubare la scena al vecchio, perchè niente qui è poi così vecchio da non riuscire a danzare armoniosamente con forme moderne e futuristiche. E quanto sa essere bello anche il passato fuso insieme al presente e proiettato verso il futuro! Non dimostra i suoi anni il Grand Central Terminal. Aperto nel 1871, con i suoi famosi (e preziosissimi!!) orologi ricorda l’ora a più di 750.000 persone ogni giorno da decenni, e resta ancora oggi la più grande stazione ferroviaria al mondo. Devi entrarci. Devi fermarti e osservare tutto il resto in movimento. Sono rimasta qui il tempo sufficiente per trovare il suo celebre “Oyster Bar“, fotografare le bandiere patriottiche nel suo atrio, ma anche per accorgermi che ovunque, foglie di quercia e grappoli di ghirlande decorano gli interni e, se mentre osservavo il soffitto affrescato dell’atrio principale mi fossi messa a contare le sue stelle, sarei di certo arrivata a tutte e 2500!

Grand Central Terminal
Grand Central Terminal

In questa stazione, città nella città, ci si potrebbe vivere, dimenticandosi che qui si arriva e si parte, perché si può anche restare,  per mangiare, fare shopping, giocare sussurrando nella sua galleria acustica e persino per fare una partita a tennis al Vanderbilt Tennis Club!!

E chissà perché, quando nei ricordi mi rivedo con la mia reflex intenta a fermare il tempo e lo spazio in una foto da una delle gradinate della stazione, ripenso ad un luogo così tanto in contrapposizione a questo ma assai simile nelle emozioni che mi ha lasciato: la splendida Public Library. Forse perché anche qui osservi il passato e il presente insieme, perché anche qui si viene e si va, forse perché in biblioteca come in stazione, le persone se varcano il suo ingresso lo fanno per fermarsi, curiosare, andarsene e tornare. In questa enorme biblioteca pubblica c’è una New York antica che riecheggia tra le calde mura dell’edificio dove ognuno, seppur in silenzio, porta via con sè un bagaglio fatto di libri, mappe, manifesti, disegni, lettere e testi antichi, consultabili tra i suoi scaffali o in digitale. Vecchio e nuovo, tradizione e modernità, solo scrivendo ora capisco perché questi due luoghi sono ancora nella stessa stanza dei miei ricordi!

Public Library
Public Library

Quasi tutti i pomeriggi di questa vacanza, li abbiamo trascorsi passeggiando a Central Park. Dopo che lo osservi ammaliato dall’alto del Top of the Rock, non vedi l’ora di attraversarlo (a piedi, in bicicletta, in carrozza, in barca..) questo polmone verde tinto di oro, rosso e arancio dall’autunno, la cui magia vissuta qui supera di gran lunga ogni aspettativa di meraviglia quando ne progetti la sua visita sfogliando le guide!

Vista su Central Park - Top of the Rock
Vista su Central Park – Top of the Rock

Ogni passo una scoperta. Un paradiso naturale dove siamo venuti a rifugiarci per godere di un po’ di relax e riempirci gli occhi e il cuore dell’incanto di questo microcosmo fatto di alberi, stagni, laghetti, viottoli, rocce, statue, ponti, sentieri, teatri, ristoranti e dove trovano anche spazio un celebre zoo e un carosello dei primi del ‘900 con bellissimi cavalli in legno fatti a mano!

Central Park
Central Park

Non ne avevamo mai abbastanza di Central Park. Un pezzettino di lui ogni giorno e abbiamo capito che è così che va vissuto per comprenderne davvero la sua maestosità. Il foliage ha reso questo quadro indimenticabile e romantico. Vedere la città “da fuori, qui dentro”, al di là dei profili delle collinette puntellate dagli alberi dai colori unici, era come osservare un film in TV, comodamente seduti su un divano al centro di una serra ☺️

Central Park
Central Park
Central Park
Central Park
Central Park
Central Park
Central Park
Central Park
Central Park
Central Park

Una volta usciti da qui, di nuovo l’esplosione frenetica di vita con cui NY investe i suoi abitanti e allora, via di corsa a vedere i suoi musei (2 per tutti: il Natural History e il Moma. Bellissimi!), scattare foto a Times Square, gironzolare in lower Manhattan continuamente osservati da fantasmi, zucche, scheletri e streghe appollaiati alle finestre e in ogni ingresso delle case perché siamo ad Halloween, e qui forse come in nessun posto altrove viene celebrata e vissuta la notte delle streghe!

Halloween per le strade di Manhattan
Halloween per le strade di Manhattan
Chelsea Market
Chelsea Market
Chelsea Market
Chelsea Market
Chelsea Market
Chelsea Market

Come Michael Jackson in thriller, ho camminato accanto a tombe e ragnatele, schivato le sinistre mani che fuoriuscivano dal terreno e cercato di ignorare teschi e demoni ai cancelli, calpestando qua e là resti di zucche diabolicamente sorridenti ☺️. E se halloween deve essere, che halloween sia, così ti immergi per due ore nel Central Market concedendoti il piacere di un King Crab, un’ostrica o un’aragosta cucinati al momento in quello che per me resta il posto più buono al mondo in cui gustarli: Lobster Place.

Arriva il tramonto e non c’è altro posto dove vorrei andare a godermelo più della Hight Line. Un susseguirsi di sentieri, giardini, panchine, installazioni artistiche e panorami lungo la linea ferroviaria sopraelevata costruita negli anni ’30 e riconvertita a “passeggiata urbana” che si snoda da Gansevoort Street fino alla 20esima strada. Ho scattato un’infinità di foto e quasi ovunque l’obiettivo della fotocamera ha incrociato lo Standard Hotel. Si dice che dalla terrazza di questo albergo la vista sulla città sia pazzesca, ma abbiamo preferito guardarla dall’alto, di notte, sorseggiando un drink dal Top of the Strand prima e dalla Sky Room poi. Incredibili!

Hight Line
Hight Line
Hight Line
Hight Line
Hight Line
Hight Line
Hight Line
Hight Line

Le sere d’autunno invece, di cui vi racconto a distanza di quasi 3 anni ormai, ci hanno regalato l’emozione di un musical a Broadway, perché non puoi venire a NY senza entrare a teatro, senza farti travolgere dal quartiere dei sogni di gloria di tanti talenti che hanno assaporato la fama cominciando proprio da qui. E se Manhattan danza sulle musiche di Grease, Cats e del Rocky Horror Show, a pochi minuti di treno, altri incredibili talenti volteggiano sul palcoscenico del Barclays Center a Brooklyn. Lo show del basket nel regno di questo sport nazionale, da questa parte della città, ti strega tanto quanto la favolosa vista dal Brooklyn Heights Park.

Io
Io “negli anni ’20” alla festa in maschera di Gustavino’s 🙂
Brooklyn Nets VS New York Knicks al Barclays Center
Brooklyn Nets VS New York Knicks al Barclays Center
Tifosa dei Nets al Barclays Center :D
Tifosa dei Nets al Barclays Center 😀

Arriva il 31 ottobre e comincia il conto alla rovescia alla notte delle streghe. Assaporiamo l’atmosfera del Village già nel pomeriggio, girando tra i suoi negozi vintage e le botteghe ferme agli anni 20′.  Abbiamo prenotato una festa privata da Gustavino’s ma mai scelta fu più sbagliata! La parata dei costumi a Greenweech va vissuta dall’inizio alla fine, mentre noi purtroppo siamo stati solo un paio d’ore verso la fine della grande festa che trascina in strada migliaia di zombie, tetri vampiri, ubriachi Jack Sparrow e inquietanti Hannibal Lecter. La Halloween Parade si piazza a buon diritto tra le cose da vedere almeno una volta nella vita!


Il mio autunno a New York finisce qui, mi riprometto di tornarci presto, sempre in autunno, sempre all’Eventi Kimpton Hotel e sempre con mio marito. Oggi so che ci torneremo anche con nostro figlio che tra qualche giorno avrà 17 mesi. Proveremo i ristoranti in cui non siamo riusciti a mangiare, ma torneremo anche al russo Mari Vanna e al sofisticato Gramercy Tavern. Ci emozioneremo a Ground Zero e ci divertiremo a Coney Island. Cammineremo a Central Park contemplando i suoi colori e daremo ancora affamati morsi alla nostra travolgente, elettrizzante e unica Grande Mela!

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4 pensieri riguardo “Il mio Autunno a New York ”

  1. Bello, bello, bello! Tutto! Immagini meravigliose e un racconto così coinvolgente che mi sembra di essere stata lì con te. Ma non avevo dubbi, sai sempre rendere affascinante ogni pagina che scrivi da ogni luogo del mondo. Non sei una turista, ma una “viaggiatrice”. Grazie. Un grande abbraccio e un baciotto ad Umberto. Buona notte. 😀 ❤ 😀

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