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Vademecum per un viaggio in California.

Questa volta Davide ci regala un vero e proprio diario di viaggio/vademecum per la California e i grandi parchi dell’Ovest degli Stati Uniti!
Un itinerario indimenticabile, che ho fatto anche io anni fa, e che vi consiglio di leggere in questo post che, come per tutti quelli di Stecca, contiente sempre preziosi consigli 😉

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West USA, California e i grandi parchi

Giorni consigliati: quanto potete ma cmq almeno 15/21

Stagione consigliata: agosto

Costo: variabile, dipende dagli Hotel, se ti adatti anche basso

Mio periodo di visita: agosto 1991, 1998 e 2008 !!!

Comodo, non caro ed assolutamente esaltante viaggio è quello che può essere fatto con un semplice fly & drive dall’Italia nell’ovest degli USA (l’unica o quasi parte veramente bella di quel paese eccetto la somma N.Y si potrebbe anche dire….) e anche con bambini, agosto è il mese perfetto, insomma direi che è il viaggio estivo per antonomasia.

E’ un viaggio che abbina natura stupefacente a vita vorticosa, scenari “aperti” impressionanti a città tanto diverse quanto fascinose, io l’ho fatto per ben 3 volte nel 1991, nel 1998 e nel 2008 e sapete cosa vi dico…ci tornerei una quarta !!!!

Itinerario standard di 2/3 settimane con arrivo a Los Angeles e partenza da San Francisco:

1 giorno: Arrivo a L.A con fuso tosto, quindi meglio farsi una bella dormita in loco prima di partire, a tal proposito vi consiglio la nuovissima

Maison 140

140 S. Lasky Dr

Beverly Hills, CA 90212

+1 310-281-4000

Una stupenda villa bianca nel cuore di Beverly Hills (la Lasky è dove incrociano Wildshire e la S. Monica BLV e quindi vicino all’aereoporto di arrivo) così potete fare “due passi” (cosa non facilissima a L.A) nella zona verde e ricca (anzi direi “sardanapalica”….) di Rodeo Drive e Bel Air, rimandando a quando sarete meno spossati l’approccio a questa caotica ma a mio parere straordinaria città dai mille volti e dai mille quartieri estesa come la Toscana e che va girata per forza in auto (ma è facile).

2 giorno:  Partenza per San Diego (Autostrada 5 direzione sud) circa tre ore di auto, lungo la strada potete fermarvi a Laguna Beach un bel posto di mare frequentato da “artistoidi” dai molti danè, e quindi farvi due notti a San Diego così provate due zone diverse della ridente città al confine col Messico, famosa per le spiagge dei surfisti abbronzati e muscolosi.

La prima notte potete scegliere fra le varie spiagge dove il tramonto sul mare è spettacolare, dalla ricca e old style La Jolla alle più giovanili Ocean o Pacific o Mission Beach, e farvi un bel bagnetto nell’oceano tra i surfisti. Il posto più carino è a Mission Beach e si tratta di un resort di cottage su un lunghissimo molo di legno in mezzo al mare, il secondo giorno potrete invece addentrarvi nella città anche per farvi, grazie all’enorme sopraelevata che fa da ponte sulla baia, un giretto nella isola del famoso quanto “carerrimo” Hotel Coronado (dove han girato “A qualcuno piace caldo”). Noi abbiamo dormito a Hillcrest una zona molto carina e diciamo “di tendenza” poco sopra alla downtown, non mi sentirei tuttavia di consigliare il nostro hotel perchè ad onta di una mitica terrazza all’ottavo piano si pativa un caldo notevole giacchè le stanze sono senza aria condizionata e ad agosto fa molto caldo….la zona è piena di ristorantini carini da raggiungere a piedi.

4 giorno: Partenza verso il deserto della Arizona ed i suoi grandi parchi naturali, lungo la strada abbiamo voluto visitare la tanto conclamata Palm Beach e verrebbe da dire…beeech (non si capisce il suo successo se non per il famoso Betty Ford Centre dove vanno le americane ricche ed alcolizzate a farsi disintossicare da una vita del cavolo).

Siccome lungo la nostra strada c’era solo Havasu Lake city abbiamo dormito una notte in questo posto caldissimo sul lago dove un pazzo ha fatto trasportare il London Bridge (vero !!!). Vale la pena per il bagnetto nel lago al tramonto (spettacolare) e per un memorabile ristorante in perfetto stile americano-cowboy ma vero e non per turisti poco fuori in direzione aeroporto, che si chiama tipo oldshare o qualcosa del genere….dove si mangia una carne pazzesca e che ci ha consigliato la simpaticissima tipa che gestiva il nostro albergo ossia il Lake Havasu Travelodge che consiglio perché pulito, spazioso ed economico.

5 giorno: Arrivo al Grand Canyon (Arizona) ossia nel posto più spettacolare del viaggio, inutile descriverlo occorre andarci e basta e dormire almeno una notte in uno dei (pochi) resort dentro il parco dalla parte del south rim. Il più bello e caro è El Troubar ma si consiglia il contiguo Bright Angel Lodge gestito dalla imbattibile Xamberra (che è una sorta di nostrano FAI) posizionato proprio sul rim. Se state due notti (cosa che consiglio) e quindi avete un giorno pieno (il G.C va visto rigorosamente al tramonto o all’alba perché di giorno fa un caldo pazzesco ed è un carnaio di gente con gli hot dog) dovete prendere assolutamente l’elicottero che si infila dentro il canyon (esperienza memorabile) mentre per gli amanti del treno del tempo che fu, sempre la Xanterra ha riaperto la vecchia ferrovia del glorioso Coconino che puoi fare sorseggiando birra nei vecchissimi vagoni che corrono su una unica rotaia in mezzo ad una foresta strettissima. Ovvio che i più sportivi debbono cimentarsi nella discesa a piedi fino al Colorado che dura due giorni perché il clima richiede di farla in orario gestibile e quindi un simpatico resort ospita gli scalatori durante la notte.

7 giorno: Si arriva al punto più a Est del nostro viaggio ossia nella terra degli indiani Navajo per la spettacolare Monument Valley, il set preferito dai film di John Wayne per intenderci, che al tramonto è davvero imperdibile coi suoi riflessi naturali rosso fuoco sulle cime e per dormire, se non volete spendere troppo nel memorabile nuovo resort fronte Monument, non resta che cercare nella vicina Kayenta, noi ci siamo trovati benissimo al Best Western Highway 163, Kayenta, Arizona, 86033, US.

8 giorno: Direzione Nord-West e da Kayenta Arizona si va nello Utah verso lo spettacolare Bryce Canyon dove c’è il famoso anfiteatro dai pinnacoli rossi (meraviglioso), ma prima, se partite di buon ora da Kayenta, avete tutto il tempo di vedere prima dall’alto il per me un tantino sopravvalutato Lake Powell (mai capito dove nasca il suo mito) e quindi di farvi una fantastica gitarella al bellissimo parco di Zion e ritrovare quel verde che vi era un po’ mancato nel secco deserto dell’arizona, e così arrivate giusti giusti allo spettacolare tramonto sul Bryce (da urlo !!!). Per dormire la nostra sistemazione al Bryce Canyon Resort sulla panoramica Highwy 12 appena fuori dal parco (139 WEST UTAH HIGHWAY 12,PO 640006) era davvero ottima, ed alla sera ci sono alcuni ranch alla americana per mangiare tanto, bene e spendendo poco, che direi che è il massimo….

9 giorno: Rinfrancato lo spirito dai tramonti del lago, del Canyon della Monument e del Bryce, è ora di ritrovare luci e “casino” (anzi casinò…), e quindi è giunto il momento di andare nel Nevada verso la mitica Las Vegas che, poche storie, rimane ancora (e dopo che è la terza volta che ci vado !!!) nella sua assurdità uno dei posti imperdibili da vedere almeno una volta nella vita, anzi direi che migliora sempre. Tra i tanti hotel di grande lusso a prezzi concorrenziali del mitico quanto kilometrico strip, noi siamo stati all’Exalibur un tempo il più grande ma che ancora oggi sfoggia la più bella illuminazione serale e garantisce (fondamentale dato il clima giornaliero) una fantastica piscina con tutti i confort americani del caso. Memorabile il buffet giapponese al Today nel grande centro commerciale vicino al Paris (dopo cena cosa c’è di meglio di una salita sulla finta ma gigantesca torre Effeil ?), spettacolare il gioco di acqua notturno del Bellagio, e davvero da “fuori di testa” le 5 leonesse ingabbiate in uno zoo di vetro dell’albergo MGM sotto il cui pavimento trasparente la fila di turisti scatta improbabili foto al ventre delle medesime….Non fate le pazzesche montagne russe del New York Hotel se non siete allenati perchè scendete con la pettinatura di Stanlio….io già detti 10 anni fa e me lo ricordo ancora.

11 giorno: La seconda tappa più bella del viaggio dopo il Grand Canyon la si raggiunge dal deserto di Las Vegas ed è la famigerata Valle della Morte alias Death Valley anche essa, dati i 46 gradi, da gustare al tramonto o all’alba magari dal celebre Zabrinskie Point (vd. Antonioni), se vi beccate come noi pure la luna piena allora direi che sarete di fronte ad uno dei panorami più incredibili che esistono sul pianeta, l’ottimo Fournace Creek Ranch vi accoglierà per la notte e per la piscina durante la calura del giorno, in un ambiente straordinario di palmeti in pieno deserto da era glaciale (prenotatelo con largo anticipo è sempre strapieno).

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12 giorno: Dopo lo stacco del deserto è ora di riaffrontare la vita e quindi si torna a L.A dove vi consiglio di accaparrarvi per almeno due notti un posto davvero straordinario e parlo del Venice on the Beach Hotel, una villa di due piani in adobe in stile Hopper situata sulla spiaggia (nel vero senso….) della superba Ocean Front Walk di Venice Beach, gestita dallo strepitoso Gregg, tra l’altro a pochi metri dalla mitica Washington road dove alla sera convoglia la Venice che “vive”

Giuro che vale il viaggio quasi lei da sola……(2819 Ocean Front Walk, Venice, CA 90405 USA). Di giorno cosa di meglio che noleggiare una bici e pedalare lungo l’interminabile lungo mare continuo di Venice, Santa Monica e Marina del Rey tra una sosta e l’altra per un salutare tuffo nell’Oceano ?

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14 giorno: Ora ci si sposta (L.A non è una città è un continente…) dal mare di Venice alla zona di West Hollywood anche perché un giretto sulle varie Sunset nonché Hollywood Boulevard et similia vorrete farlo no ? Altra “dritta” da segnarvi col pennino d’oro ragazzi per due notti ivi, qualora non abbiate così tanti soldi da potervi permettere il più bell’albergo del mondo ovvero il mitico Chateau Marmond sulla Sunset nel punto dello strip (pazzesco !!!), è il Beverly Motor Laurel Hotel sulla Beverly Boulevard all’incrocio con la Laurel, davvero merita per luogo, posizione etc. e poi sotto ha il mitico Swingers dove la mattina puoi fare uno dei migliori breakfast degli USA !!!  Mi raccomando a L.A non mancate almeno una sera di salire in cima alla post-point street di Hollywood (zona Mullholland drive) da dove si domina tutta L.A dall’alto che si illumina all’imbrunire, di farvi una bella mezza giornata camminando nella Melrose avenue la via coi negozi più “strani” della california e se andate agli studios della Universal impedibile è la nuoverrima attrazione dei Simpson.

16 giorno: Ora si sale verso la California del centro-nord e basta col caldo e vi porto nella davvero incantevole Peninsula di Monterey non tanto per la leziosa e odiosamente riccastra Carmel (la cittadina di cui fu sindaco Clint Eastwood) ma per farvi fare al tramonto la straordinaria 17 Miles drive ovvero quella superba strada a pagamento che nebbiosamente si infrattaglia fronte oceano con viste e punti spettacolari illuminata da colori mozzafiato. Alla sera per la notte consiglio il Pacific Grove Inn una vecchia casa vittoriana in stile del 1905 di Pacific Grove dove puoi anche gustare dei favolosi Waffels cotti al momento per te a colazione.

Questo da L.A a Monterey peninsula è il tratto di strada più lungo del viaggio e dura circa 6 ore di auto, ma è pieno di luoghi ove fare pause etc. se riuscite a ricavarvi un po’ di tempo merita di essere fatto tutto sulla mitica panoramica lungo-costa meglio nota come il  celebre Big Sur.

17 giorno: Due ore circa di auto da Pacific Grove e finalmente si arriva a San Francisco che è talmente bella che direi che è inutile che ve la descriva. L’albergo dove prenotare tutta la vita è il Triton in pieno centro a fianco della porta cinese dove la Grant incrocia la Bush e che ha persino tre stanze pittate da glorie locali, e parlo di gente del calibro di Graham Nash o di Garcia dei Greateful Dead .

Tutta san Francisco merita di essere assaporata metro per metro ed occorre destinarvi almeno 2 o 3 giorni pieni, certo ci sono i luoghi must come il punto delle sette sorelle, la vista dall’alto di Twin Peacks, il celebre ponte che conduce a Sausalito, Alcatraz, la guidata sulla Lombard Street (la strada ripida più tortuosa del mondo), un giretto sul Cable di legno, il bagno di folla al Fisherman, il giro completo della Haight/Asbury dove è nata tutta la musica che conta degli anni sessanta etc. etc.

(*) Se volete infine farvi una escursione di due giorni ed una notte da San Francisco, invece delle solite Napa o Yosemithe (comunque molto belle soprattutto la seconda) vi propongo un posto meno battuto dai turisti italiani ovvero il Lago Tahoe al confine con il Nevada a circa 3 ore e mezza di auto e reso celebre dal Padrino parte seconda. Si tratta di un immenso lago di montagna dal colore incredibilmente blu e circondato da montagne piene di pini e dove, diciamocelo pure, dati per acquisiti i tanti fascini del Pacifico, ti fai di gran lunga il più bel bagno del viaggio. Ovvio che anche l’ennesimo tramonto del West sia all’altezza…. Per il pernottamento è pieno di alloggi in legno carini, il nostro dava pure le bici gratis per girare, trattasi dell’ America Vacation Hotel (3845 Pioneer Trail – South Lake Tahoe 96150 – Stati Uniti).

Altre estensioni, se avete ulteriori giorni a disposizione, che si consigliano, sono alcuni altri parchi verso est e molto belli tipo il Sequoia o l’Arches, oppure una ulteriore estensione oltre la Monument valley verso le riserve indiane del Navajo fino al famoso Four corner point (dove incrociano 4 stati) e andare al Mesa Verde nello stato del Colorado stupefacente e ben conservato villaggio nella roccia che risale a molti secoli fa.

Oppure verso nord si può arrivare fino alla capitale dello Utah Salt Lake city per visitare lo spettacolare parco di Yellowstone (quello dell’orso Yoghi per intenderci) coi suoi stupefacenti gheiser eruttanti, mentre se volete invece scendere ancora più a sud di San Diego può essere “interessante” raggiungere il confine messicano di Tijuana per vedere la micidiale ed inquietante differenza tra tra straricchi e strapoveri in pochi metri (fa effetto !!).

P.S: consiglio personale: se volete poi recarvi a fare mare nella successiva Baja California fermatevi al mere di Cortez e non scendete assolutamente verso Los Cabos e Capo san Luca che tutte le agenzie ti propinano perchè sono due posti assurdi, brutti, pieni di gente, caldissimi e con un mare quasi inaccessibile.

 *La foto di copertina è un mio scatto a San Francisco.

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Tutto il mondo in una strada, tutta la sua follia in una città: Las Vegas!

Rumorosa, assurda, folle, unica, spettacolare. Questa è Las Vegas! Non importa se non siete amanti del gioco d’azzardo, se non avete mai sognato un matrimonio trash “in stile Elvis” o se il vostro viaggio in USA non prevedeva una sosta qui….siate pronti a cambiare programma e a trascorrere anche solo qualche ora in questo vero e proprio luna park per soli adulti eretto peccaminosamente nel deserto. Visitare Las Vegas è sicuramente una delle cose da fare almeno una volta nella vita, anche se solo per una notte e senza giocare nemmeno un centesimo! La amerete o la odierete, di certo non vi lascerà indifferenti.

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Hotel Venetian

Era l’estate del 2010 quando ho deciso di buttare giù un po’ di idee per organizzare un viaggio on the road di circa 20 giorni che mi avrebbe portato a percorrere il più bel tratto di costa degli Stati Uniti (Big Sur, che ho già raccontato in questo articolo),  a vivere qualche giorno a San Diego e a San Francisco, a rimanere letteralmente a bocca aperta di fronte a ciò che è in grado di plasmare la natura nei grandi parchi della California, ad attraversare il deserto e a stupirmi di Las Vegas.
Un viaggio studiato preventivamente per decidere le tappe irrinunciabili, scegliere le mete più suggestive e calcolare un po’ le distanze ma senza il condizionamento di prenotazioni fatte dall’Italia. Parto da Roma avendo scelto e pagato solo gli hotel nella città di arrivo (San Diego) e di partenza (San Francisco), nel mezzo, quello che succede succede! Ma questa in fondo è un’altra storia, un altro bel racconto di viaggio che non mancherò di condividere con voi nel mio blog. Ora la protagonista indiscussa è lei: Las Vegas, la regina del kitsch e dell’eccesso.

Prima di arrivare avevo in testa l’immagine che mi ero fatta di lei grazie ai tanti film ambientati proprio tra i suoi eccentrici hotel. Come per molti angoli degli USA, anche qui ti sembra di esserci già stato, di esserti seduto ai tavoli da Black Jack del Bellagio, dell’MGM o del Mirage insieme a George Clooney e Julia Roberts, di essere sopravvissuto incredibilmente ad “Una Notte da Leoni” :-D.

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The Strip _ Las Vegas Boulevard

A distanza di quasi 5 anni, due sono le sensazioni che ancora percepisco forti come se fossi tornata dal viaggio solo ieri: l’assurdità della sua nascita, della sua esistenza, della sua sopravvivenza e del suo surreale fascino;  la spettacolarità del suo profilo che si mostra piano piano quando si arriva in auto (a mio avviso il modo migliore per raggiungerla), dopo ore e ore in macchina nel bel mezzo del deserto.
A farle da anticamera la Mojave National Preserve, l’enorme distesa desertica della California , un luogo incontaminato a circa 200 km a nord-est di Los Angeles. Siamo in pieno deserto, la temperatura in estate qui supera facilmente i 40 gradi e non è facile imbattersi in qualche altro essere vivente che non sia un mitico roadrunner o un serpente a sonagli del Mojave.  A sud est, lungo la strada, seguite le indicazioni per le Kelso Dunes che vale la pena vedere e fotografare ma, tutto quello che dovete fare, se non siete al volante, è osservare dal finestrino la foresta di Joshua Tree più vasta del mondo!

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Kelso Dunes _ Deserto del Mojave

Gli Yucca Brevifolia, questo il nome botanico degli alberi di Giosuè, ad alcuni riporteranno alla memoria l’album degli U2 del 1987 ad altri, come me, le corse di Beep Beep perennemente inseguito da Willy il Coyote 🙂 ma a quanto pare il nome Joshua Tree fu dato da un gruppo di coloni mormoni che attraversando il deserto nella metà del XIX secolo, guardando la particolare forma di questi alberi, pensarono ad un passo della Bibbia in cui Giosuè alzava le braccia al cielo per pregare!
Pregate allora di non perdere tutti i vostri soldi a Las Vegas che di lì a poco farà capolino dalle aride rocce!

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Joshua Tree _ Deserto del Mojave

 

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Indicazioni per le Kelso Dunes

 

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Strada verso Las Vegas _ Deserto del Mojave

La città pulsa ad ogni ora. Di giorno vedrete orde di turisti stesi al sole nelle tante piscine degli strabilianti hotel della città oppure gruppi di giovani ragazze intente a girovagare in preda a maniacali istinti di shopping ossessivo-compulsivo alla ricerca di qualsivoglia souvenir ma, è con il calare del sole che si alza il sipario ed inizia lo spettacolo!
Uno show surreale che si ripete ogni sera fin dal lontano 1946, quando il gangster ebreo Bugsy Siegel aprì il primo hotel casinò di Las Vegas, il celeberrimo Flamingo, grazie ai finanziamenti delle famiglie mafiose della East Coast. Da allora, la città del peccato è diventata la capitale indiscussa del gioco d’azzardo e del divertimento. Si arriva qui e si sale su una giostra in funzione 24 ore su 24 dove è possibile fare davvero di tutto!

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Sostanzialmente Las Vegas è la Strip, la porzione del Las Vegas Boulevard lungo cui si allineano i casinò e gli alberghi più famosi.
E’ possibile vivere Las Vegas davvero in mille modi diversi.
Potrete scegliere uno o al massimo due alberghi dove trascorrere la serata, andare a qualche festa, assistere ad uno spettacolo e poi giocare ai tavoli o alle slot machine oppure, come ho fatto io, provare a vedere e vivere tutto quello che ha da offrire questo circo percorrendo la strip in lungo e in largo.

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Hotel Excalibur

Cosa fondamentale: scegliere in anticipo l’albergo dove trascorrere la notte.  Sul web sarà divertente documentarvi ma fondamentalmente, vista la vasta scelta, lasciate anche che a guidarvi sia l’istinto e l’ispirazione che a me hanno condotto alla piramide di vetro nero e acciaio alta 30 piani del Luxor, hotel in stile egiziano con anche una enorme sfinge! 😀
A Las Vegas potrete infatti decidere se passare la notte in qualche angolo di mondo o del passato, qui meticolosamente riprodotto per rendere ancora più surreale la vostra permanenza.
Avrei voluto dormire una notte in ogni hotel per poterli vedere tutti (sono la vera attrazione della città), ma con una sola notte a disposizione l’unica alternativa è stata partire dall’Excalibur (Vicino al Luxor) e risalire a piedi la Strip passando attraverso le hall di ogni hotel e poi ripercorrerla dall’altro lato al contrario! Adoro camminare (per fare quello che ho fatto io riponete i tacchi nello zaino, sfoderateli solo a cena o ad una festa, e camminate camminate camminate), ma anche se non sembra, la Strip è lunga. Vi fermerete molte volte per assistere agli spettacoli degli hotel, giocare e mangiare, quindi, una valida alternativa alla lunga e faticosa camminata potrebbe essere il Las Vegas Monorail. Questa monorotaia elevata è il modo più veloce e conveniente per muoversi lungo il Las Vegas Boulevard. I due estremi si trovano all’altezza dell’ MGM Grand sulla striscia sud e all’ Hotel Sahara a nord.

Hotel Luxor - Las Vegas
Hotel Luxor

Se tutto in una notte deve essere allora cominciate già ad immergervi nella follia della città  fin dall’ora dell’aperitivo e poi godetevi una cena tra le stelle in uno dei ristoranti più alti del mondo: il Top Of The World Restaurant.  La vista sulla città del gioco dall’ultimo piano dell’hotel Stratosphere è incredibile e la si può godere da qualsiasi angolazione: in 80 minuti, infatti, il ristorante ruota di 360° mostrando Las Vegas in tutto il suo splendore. Se la vista da qui non fosse sufficiente, all’esterno del ristorante c’è anche una giostra panoramica.

Bellagio
Hotel Bellagio

Entrate ed uscite dalle hall di tutti gli alberghi, fermatevi e fate il vostro gioco seduti a qualche tavolo e divertitevi alle slot machine, poi ancora guardate il bellissimo spettacolo delle fontane danzanti del Bellagio (qui potrete anche vedere il celebre show del Cirque du Soleil), assistete all’eruzione del Vulcano del Mirage, osservate le gondole del Venetian, ammirate gli squali dell’enorme acquario al Mandalay Bay Resort & Casino, divertitevi a vedere lo spettacolo dei pirati sul galeone del Treasure Island Hotel & Casino!
Ogni hotel saprà stupirvi ed intrattenervi con i suoi spettacoli e le sue attrazioni (splendidi esemplari di tigri bianche e un giardino esotico con i fenicotteri rosa vi accoglieranno rispettivamente all’hotel Mirage e al Flamingo!).  Tra tutti il Bellagio per me è uno dei più suggestivi per lo spettacolo delle fontane all’esterno e il soffitto interamente ricoperto di fiori di vetro di Murano all’interno della hall…..la serata volerà via, effimera e surreale, lasciando dentro di voi il ricordo di una notte folle, unica, fatta di divertimento, magia ed eccentricità.

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Fontane danzanti dell’Hotel Bellagio

 

Hotel New York New York - Las Vegas
Hotel New York New York

 

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Hotel Paris Las Vegas

E la mattina dopo, stremati dalla lunga nottata,  passando tra i corridoi del vostro hotel, troverete ancora tantissime persone su di giri, tutte con le carte di credito infilate nelle slot machine forse già dal mattino presto o, peggio ancora, dalla notte appena trascorsa… perché anche questo è Las Vegas.

Un tuffo nel blu nell’acquario delle meraviglie di Monterey

Il Vicolo Cannery a Monterey in California è un poema, un fetore, un rumore irritante, una qualità della luce, un tono, un’abitudine, una nostalgia, un sogno. Raccolti e sparpagliati nel Vicolo Cannery stanno scatole di latta e ferro e legno scheggiato, marciapiedi in disordine e terreni invasi dall’erbacce e mucchi di rifiuti, stabilimenti dove inscatolano le sardine coperti di ferro ondulato, balli pubblici, ristoranti e bordelli, e piccole drogherie zeppe, e laboratori e asili notturni. I suoi abitanti sono, come disse uno una volta, ‘Bagasce, ruffiani, giocatori e figli di mala femmina’, e intendeva dire: tutti quanti. Se costui avesse guardato attraverso uno spiraglio avrebbe potuto dire: ‘Santi e angeli e martiri e uomini di Dio’, e il significato sarebbe stato lo stesso”
(John Steinback,“Vicolo Cannery”, 1945).

Comincia così il grande romanzo popolare “Cannery Row”, con una cruda e quantomai realistica descrizione della strada che ha reso celebre il porto di Monterey, diventato intorno al 1930, la capitale mondiale delle sardine. Oggi l’antica stazione baleniera di Monterey, situata a nord di uno dei tratti di costa più suggestivi della California – la Central Coast – (è proprio qui che serpeggia la Highway1  regalando superbi panorami e continui avvistamenti di colonie di elefanti marini come quelle di Piedras Blancas), si è rivelata una piacevole tappa intermedia di un lungo viaggio di qualche anno fa alla scoperta della California e dei parchi naturali più suggestivi degli Stati Uniti.

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Highway 1

Ci si può spingere in questa piccola località di mare e nella sua omonima baia per ripercorrere i luoghi narrati da Steinback, per rilassarsi sulle tranquille spiagge di Pacific Grove o semplicemente per curiosare tra le lussuose stradine di Carmel ma, senza dubbio, l’attrattiva principale di tutta la Penisola resta l’enorme acquario che si affaccia sul Monterey Bay National Marine Sanctuary.

Con una media di 1,8 milioni di visitatori all’anno, è il secondo acquario più frequentato degli Stati Uniti e un’incredibile esperienza per grandi e piccini desiderosi di scoprire l’affascinante mondo marino preservato in questo ambiente dotato di un sofisticato impianto di pompaggio che fa circolare l’acqua oceanica, prelevata dalla baia di Monterey, all’interno delle vasche.

Bellissimo osservare la prateria di alghe kelp (questo acquario è l’unico al mondo ad essere riuscito, tramite un procedimento di formazione di onde artificiali, a coltivare questa specie di alghe) dove si aggirano numerose specie di pesci tra cui enormi squali ed eleganti razze.

Suggerisco di soffermarsi tra le enormi vasche durante l’ora dei pasti, quando alcuni addetti si tuffano in acqua per dare da mangiare ai grandi pesci predatori o alle simpatiche lontre marine che si crogiolano al sole all’esterno dell’acquario nella Great Tide Pool.

Non perdete lo spettacolo degli squali martello nell’enorme vasca situata nella Outer Bay Wing, con una finestra di osservazione tra le più grandi del mondo. Qui è anche possibile osservare un branco di 3000 alici che nuotano  contro una corrente creata artificialmente.

Dal 2008 l’acquario ospita un gruppo di pinguini provenienti dall’Aquarium of the Americas di New Orleans, gravemente danneggiato dall’uragano Katrina.

Lo spettacolo più suggestivo a mio parere ci viene offerto dall’elegante e lento fluttuare delle numerose specie di meduse nella Drifter’s Gallery.
In questa porzione di acquario si viene lettaralmente rapiti dalla grazia e bellezza di questi animali. Uno spettacolo di luci che incanta il visitatore assorto nell’osservare la loro leggiadra danza nell’acqua.

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Meduse
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Acquario di Monterey
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Acquario di Monterey – Meduse

Deliziose vasche ricche di cavallucci marini e  il panorama mozzafiato sulla baia della terrazza esterna, hanno contribuito ad imprimere nel cuore e nella memoria le ore trascorse in questo paradiso marino.

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Acquario di Monterey – Cavalluccio marino
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Acquario di Monterey – Cavalluccio marino

All’uscita dell’acquario, esplorate Monterey per poi ripartire alla volta di Santa Cruz, cittadina dall’atmosfera “new age” permeata dalla sua ideologia del “vivi e lascia vivere”.

Studenti, surfisti, hippies, punk e cartomanti si aggirano tra le sue strade e le sue spiagge per poi darsi tutti immancabilmente appuntamento al Santa Cruz Beach Boardwalk, il parco divertimenti sul mare più antico della West Coast (risale al 1907).

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Parco divertimenti di Santa Cruz

A qualunque ora del giorno e della notte, orde di studenti e turisti possono immergersi in un’atmosfera da college americano di altri tempi, dove l’odore di zucchero filato si mescola all’aria salmastra e alle grida dei bambini sulle giostre.

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Santa Cruz – Beach Boardwalk

Dolci di ogni colore e grandezza qui la fanno da padrone….confesso di non aver avuto il coraggio di assaggiarne nemmeno uno! 🙂
Dopo un giro sul Giant Dipper (un ottovolante d’epoca in legno) e qualche foto, concludete la giornata con una cena sul molo godendovi lo spettacolo del sole che tramonta sul mare per lasciare il posto alle magiche luci del lunapark!

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Santa Cruz – Boardwalk dal molo