Tutti gli articoli di Lady Pillo

Travelblogger, gestisco il blog www.viaggiareesognare.com

Il mio Autunno a New York 

C’è qualcosa nell’aria di New York che rende il sonno inutile” …. quanta ragione aveva Simone de Beauvoir! 

E così, in una tersa serata di fine ottobre, atterri al JFK e capisci che nulla potranno più su di te il fuso orario, le ore di volo, la lombosciatalgia che ti affligge da una settimana e la stanchezza di un mese piuttosto intenso di lavoro. Le uniche cose che ti rimbalzeranno in testa e alimenteranno l’adrenalina necessaria a non farti chiudere gli occhi saranno: la consapevolezza che 6 giorni qui sono pochi (ma d’altronde anche un mese lo sarebbe!), e l’immagine di un inconfondibile Sky Line, di cui cominci a riempirti gli occhi già nel taxi che ti sta portando a Manhattan

Vista sulla baia di NY dal Top of the Rock - Rockfeller Center
Vista sulla baia di NY dal Top of the Rock – Rockfeller Center

L’aria autunnale di New York non fa che sussurrarti che non avrai voglia di dormire, che il tuo sonno, inutile, lo ricaccerai nei tuoi sbadigli, perché la grande mela devi divorarla a grandi morsi! 

L’autunno a New York per me ha il colore degli alberi di Central Park, il sapore incredibile delle aragoste al Chelsea Market, l’odore di plastica e stoffe vintage delle maschere in sfilata al Village la notte di Halloween, la vista privilegiata sull’Empire State Building dal 17esimo piano della nostra camera 1717 al Kimpton Hotel Eventi, il calore inaspettato della carezza del sole sulla terrazza del Top of the Rock, il suono assordante del tifo dei Brooklyn Nets al Barclays Center e quello provocante delle musiche di “Chicago” a Broadway….

Vista dalla camera dell'Hotel Eventi Kimpton
Vista dalla camera dell’Hotel Eventi Kimpton

La mattina la sveglia suona presto, e le giornate cominciano all’angolo tra la ventiseiesima e Avenue of the Americas, con un muffin al cioccolato e una bevanda che ricorda un cappuccino, seduta davanti al finestrone del delizioso Koffeecake Corner. Adoro osservare da lì l’America che mi sfila davanti agli occhi, mentre cerco di segnare sulla cartina il folle itinerario che ho già impresso nella testa. Dimentico ogni volta che a NY si cammina con il naso all’insù e la mappa della città serve a ben poco. Solo guardando in alto può capitare che oltre ai celebri Empire State Building, Crysler Building e Rockfeer Center, i tuoi occhi s’imbattano in quei gioielli architettonici di acciaio e vetro che le più celebri “archistar” del mondo hanno voluto qui per spazzar via l’opacità del ferro e del cemento. Ed eccoli i “sovrani della luce”: il visionario Iac Building a Chelsea, l’ecologico Hearst Magazine Building, il cubo di vetro e acciaio che porta la firma di Renzo Piano alla Morgan Library, la lussuosa LVMH tower, l’irriverente facciata del Westin Hotel, l’elegante Beekman Tower e chi più ne ha più ne metta, in un laboratorio architettonico urbano in continuo divenire che nulla ha osato comunque togliere al fascino del più anziano “Flatiron Building” o alla morbida classicità della Public Library

A New York il nuovo non vuole rubare la scena al vecchio, perchè niente qui è poi così vecchio da non riuscire a danzare armoniosamente con forme moderne e futuristiche. E quanto sa essere bello anche il passato fuso insieme al presente e proiettato verso il futuro! Non dimostra i suoi anni il Grand Central Terminal. Aperto nel 1871, con i suoi famosi (e preziosissimi!!) orologi ricorda l’ora a più di 750.000 persone ogni giorno da decenni, e resta ancora oggi la più grande stazione ferroviaria al mondo. Devi entrarci. Devi fermarti e osservare tutto il resto in movimento. Sono rimasta qui il tempo sufficiente per trovare il suo celebre “Oyster Bar“, fotografare le bandiere patriottiche nel suo atrio, ma anche per accorgermi che ovunque, foglie di quercia e grappoli di ghirlande decorano gli interni e, se mentre osservavo il soffitto affrescato dell’atrio principale mi fossi messa a contare le sue stelle, sarei di certo arrivata a tutte e 2500! 

Grand Central Terminal
Grand Central Terminal

In questa stazione, città nella città, ci si potrebbe vivere, dimenticandosi che qui si arriva e si parte, perché si può anche restare,  per mangiare, fare shopping, giocare sussurrando nella sua galleria acustica e persino per fare una partita a tennis al Vanderbilt Tennis Club!! 

E chissà perché, quando nei ricordi mi rivedo con la mia reflex intenta a fermare il tempo e lo spazio in una foto da una delle gradinate della stazione, ripenso ad un luogo così tanto in contrapposizione a questo ma assai simile nelle emozioni che mi ha lasciato: la splendida Public Library. Forse perché anche qui osservi il passato e il presente insieme, perché anche qui si viene e si va, forse perché in biblioteca come in stazione, le persone se varcano il suo ingresso lo fanno per fermarsi, curiosare, andarsene e tornare. In questa enorme biblioteca pubblica c’è una New York antica che riecheggia tra le calde mura dell’edificio dove ognuno, seppur in silenzio, porta via con sè un bagaglio fatto di libri, mappe, manifesti, disegni, lettere e testi antichi, consultabili tra i suoi scaffali o in digitale. Vecchio e nuovo, tradizione e modernità, solo scrivendo ora capisco perché questi due luoghi sono ancora nella stessa stanza dei miei ricordi! 

Public Library
Public Library

Quasi tutti i pomeriggi di questa vacanza, li abbiamo trascorsi passeggiando a Central Park. Dopo che lo osservi ammaliato dall’alto del Top of the Rock, non vedi l’ora di attraversarlo (a piedi, in bicicletta, in carrozza, in barca..) questo polmone verde tinto di oro, rosso e arancio dall’autunno, la cui magia vissuta qui supera di gran lunga ogni aspettativa di meraviglia quando ne progetti la sua visita sfogliando le guide! 

Vista su Central Park - Top of the Rock
Vista su Central Park – Top of the Rock

Ogni passo una scoperta. Un paradiso naturale dove siamo venuti a rifugiarci per godere di un po’ di relax e riempirci gli occhi e il cuore dell’incanto di questo microcosmo fatto di alberi, stagni, laghetti, viottoli, rocce, statue, ponti, sentieri, teatri, ristoranti e dove trovano anche spazio un celebre zoo e un carosello dei primi del ‘900 con bellissimi cavalli in legno fatti a mano! 

Central Park
Central Park

Non ne avevamo mai abbastanza di Central Park. Un pezzettino di lui ogni giorno e abbiamo capito che è così che va vissuto per comprenderne davvero la sua maestosità. Il foliage ha reso questo quadro indimenticabile e romantico. Vedere la città “da fuori, qui dentro”, al di là dei profili delle collinette puntellate dagli alberi dai colori unici, era come osservare un film in TV, comodamente seduti su un divano al centro di una serra ☺️

Central Park
Central Park
Central Park
Central Park
Central Park
Central Park
Central Park
Central Park
Central Park
Central Park

Una volta usciti da qui, di nuovo l’esplosione frenetica di vita con cui NY investe i suoi abitanti e allora, via di corsa a vedere i suoi musei (2 per tutti: il Natural History e il Moma. Bellissimi!), scattare foto a Times Square, gironzolare in lower Manhattan continuamente osservati da fantasmi, zucche, scheletri e streghe appollaiati alle finestre e in ogni ingresso delle case perché siamo ad Halloween, e qui forse come in nessun posto altrove viene celebrata e vissuta la notte delle streghe! 

Halloween per le strade di Manhattan
Halloween per le strade di Manhattan
Chelsea Market
Chelsea Market
Chelsea Market
Chelsea Market
Chelsea Market
Chelsea Market

Come Michael Jackson in thriller, ho camminato accanto a tombe e ragnatele, schivato le sinistre mani che fuoriuscivano dal terreno e cercato di ignorare teschi e demoni ai cancelli, calpestando qua e là resti di zucche diabolicamente sorridenti ☺️. E se halloween deve essere, che halloween sia, così ti immergi per due ore nel Central Market concedendoti il piacere di un King Crab, un’ostrica o un’aragosta cucinati al momento in quello che per me resta il posto più buono al mondo in cui gustarli: Lobster Place. 

Arriva il tramonto e non c’è altro posto dove vorrei andare a godermelo più della Hight Line. Un susseguirsi di sentieri, giardini, panchine, installazioni artistiche e panorami lungo la linea ferroviaria sopraelevata costruita negli anni ’30 e riconvertita a “passeggiata urbana” che si snoda da Gansevoort Street fino alla 20esima strada. Ho scattato un’infinità di foto e quasi ovunque l’obiettivo della fotocamera ha incrociato lo Standard Hotel. Si dice che dalla terrazza di questo albergo la vista sulla città sia pazzesca, ma abbiamo preferito guardarla dall’alto, di notte, sorseggiando un drink dal Top of the Strand prima e dalla Sky Room poi. Incredibili! 

Hight Line
Hight Line
Hight Line
Hight Line
Hight Line
Hight Line
Hight Line
Hight Line

Le sere d’autunno invece, di cui vi racconto a distanza di quasi 3 anni ormai, ci hanno regalato l’emozione di un musical a Broadway, perché non puoi venire a NY senza entrare a teatro, senza farti travolgere dal quartiere dei sogni di gloria di tanti talenti che hanno assaporato la fama cominciando proprio da qui. E se Manhattan danza sulle musiche di Grease, Cats e del Rocky Horror Show, a pochi minuti di treno, altri incredibili talenti volteggiano sul palcoscenico del Barclays Center a Brooklyn. Lo show del basket nel regno di questo sport nazionale, da questa parte della città, ti strega tanto quanto la favolosa vista dal Brooklyn Heights Park

Io
Io “negli anni ’20” alla festa in maschera di Gustavino’s 🙂
Brooklyn Nets VS New York Knicks al Barclays Center
Brooklyn Nets VS New York Knicks al Barclays Center
Tifosa dei Nets al Barclays Center :D
Tifosa dei Nets al Barclays Center 😀

Arriva il 31 ottobre e comincia il conto alla rovescia alla notte delle streghe. Assaporiamo l’atmosfera del Village già nel pomeriggio, girando tra i suoi negozi vintage e le botteghe ferme agli anni 20′.  Abbiamo prenotato una festa privata da Gustavino’s ma mai scelta fu più sbagliata! La parata dei costumi a Greenweech va vissuta dall’inizio alla fine, mentre noi purtroppo siamo stati solo un paio d’ore verso la fine della grande festa che trascina in strada migliaia di zombie, tetri vampiri, ubriachi Jack Sparrow e inquietanti Hannibal Lecter. La Halloween Parade si piazza a buon diritto tra le cose da vedere almeno una volta nella vita! 


Il mio autunno a New York finisce qui, mi riprometto di tornarci presto, sempre in autunno, sempre all’Eventi Kimpton Hotel e sempre con mio marito. Oggi so che ci torneremo anche con nostro figlio che tra qualche giorno avrà 17 mesi. Proveremo i ristoranti in cui non siamo riusciti a mangiare, ma torneremo anche al russo Mari Vanna e al sofisticato Gramercy Tavern. Ci emozioneremo a Ground Zero e ci divertiremo a Coney Island. Cammineremo a Central Park contemplando i suoi colori e daremo ancora affamati morsi alla nostra travolgente, elettrizzante e unica Grande Mela! 

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Il prodigio del Sasso Spicco al Santuario de La Verna

“È una domenica mattina come tante quella appena trascorsa. Con i primi raggi di sole che filtrano dalla finestra della camera da letto, socchiudo gli occhi anticipando di qualche minuto il risveglio di mio figlio. Nel lettino accanto a me, le sue “antenne” lo avvisano che può svegliarsi tranquillo perché la mamma è li, pronta a dargli il buongiorno stringendolo a sè. Mentre mio marito gli prepara il latte, io accarezzo le sue guance morbide come il cuscino che è intento ad esplorare con le sue paffute manine, alla ricerca di un lembo di federa da strofinare tra il pollice e l’indice per rilassarsi. In pochi secondi svuota il biberon, ma restiamo ancora qualche minuto insieme nel lettone a giocare. Un dolce ed intimo rituale che si ripete dopo ogni risveglio fino a quando, di lí a pochi minuti, si abbandonerà di nuovo tra le braccia di Morfeo e ci resterà per circa un’ora. In quei 60 minuti si consuma la “domenica tutta per me”. Un’ora o poco più in cui cerco di fare quello che un anno fa avrei distribuito nell’arco di 8 ore! 😄.  

Leggo le notizie. Che invenzione meravigliosa il cellulare e internet! Il mondo scorre sotto il mio dito e in pochi secondi posso essere ovunque e leggere qualunque cosa. Leggo di orribili attentati che purtroppo minano la fiducia di molti ad allontanarsi da casa. Dei soliti teatrini della politica. Dei meme divertenti della visita della Trump Family al Papa 🙆. Su Facebook guardo gli aggiornamenti di stato dei gruppi dedicati al viaggio a cui sono iscritta, ormai sono un’infinità! Trovo sempre cose interessanti: posti insoliti, brevi racconti di viaggio, consigli su mete poco conosciute o super gettonate. Nel mare magnum di questi post di e per viaggiatori incalliti (o rosiconi un po’ invidiosi di chi posta foto sdraiato al sole dei tropici 😄), un’immagine cattura la mia attenzione: un enorme masso dorato sospeso in qualche luogo remoto della Birmania. È il post del portale “Si Viaggia” che allude ad un’antica leggenda di cui vengo a conoscenza solo aprendo il link all’articolo a cui rimanda.

Roccia d'oro sul Monte Kyaikto _ Myanmar (immagine presa dal web)
Roccia d’oro sul Monte Kyaikto _ Myanmar (immagine presa dal web)

Non ci vuole molto perché la mia mente torni indietro di tanti anni, in luoghi ben più vicini a noi del Myanmar, e associ questa leggenda della grande roccia d’oro sospesa in bilico sul monte Kyaikto (sorretta da un sottilissimo capello di Buddha!), ad un masso meno “appariscente” sospeso anch’esso miracolosamente  nel vuoto, nel silenzioso eremo di San Francesco al Santuario della Verna: il “Sasso Spicco“.

Iniziava così il mio post destinato a rimanere nelle bozze per diversi mesi fino ad oggi. Ci ritorno su stamattina, ancora una volta grazie agli aggiornamenti di stato di Facebook. Ancora un “lá” che oggi mi arriva però dalla pagina di Lonely Planet Italia che pubblica una bella clip del lontano luogo di pellegrinaggio birmano. Di nuovo quel “miracolo” buddhista mi catapulta ai margini del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi.

Valle del Casentino
Valle del Casentino

Non posso fare a meno di notare che il caso (ma a dir la verità soprattutto la mancanza di tempo) mi ha fatto ritornare su questa mia bozza nel periodo dell’anno in cui forse l’aretino sa regalarci più emozioni…tutto sommato scriverne ora mi sembra più giusto ☺️. Siamo nella stagione più bella per vivere e scoprire queste zone con le sue splendide città, gli antichi borghi, le dolci valli e i fitti boschi, il buon cibo, l’antica storia e le sue tradizioni. È il periodo delle castagne, del tartufo, del foliage…..in autunno qui il paesaggio ti inonda di meraviglia! 


Il Santuario de La Verna è un luogo solitario di pace e tranquillità, affacciato sulle splendide colline del Casentino. Conosco bene la provincia di Arezzo e porto con me tanti bei ricordi: i mercatini dell’antiquariato della prima domenica di ogni mese nel centro storico di Arezzo, l’odore dell’erba bagnata di campagna, le mangiate di crostini con i fegatini di pollo, i luoghi di Dante e Piero della Francesca e le domeniche a curiosare tra abiti e cappotti di grandi marche alla ricerca di un super affare in uno dei tanti outlet della zona.

Arezzo _ Mercato dell'antiquariato
Arezzo _ Mercato dell’antiquariato
Arezzo _ Mercato dell'antiquariato
Arezzo _ Mercato dell’antiquariato
Arezzo _ Mercato dell'antiquariato
Arezzo _ Mercato dell’antiquariato

Il complesso monastico si trova sul Monte Penna,  immerso in una rigogliosa foresta di faggi, a circa 5km da Chiusi della Verna. Le sue mura sono suggestivamente costruite sulle rocce della montagna, e il loro colore, quasi identico ai massi, fa si che sembri incastonato nel monte. 

Santuario de La Verna (immagine presa dal web)
Santuario de La Verna (immagine presa dal web)

Lo si può raggiungere in macchina, ma arrivarci a piedi attraversando il bosco e poi risalendo l’antica stradina da cui si arriva all’ingresso meridionale del Santiario è senza dubbio la scelta migliore! La vista dal Quadrante, il piazzale lastricato che si affaccia da un’altezza di circa 1300 metri sulla valle del casentino, ripaga di ogni fatica. 
Sentiero nel bosco che porta al Santuario
Sentiero nel bosco che porta al Santuario
Sentiero nel bosco che porta al Santuario
Sentiero nel bosco che porta al Santuario
Sentiero nel bosco che porta al Santuario
Sentiero nel bosco che porta al Santuario
Piazzale del Quadrante _ Santuario de La Verna
Piazzale del Quadrante _ Santuario de La Verna

Ovunque si respira pace e armonia. Tutt’intorno la semplicità e la grazia degli edifici lasciano facilmente immaginare la vita modesta e ritirata che qui San Francesco d’Assisi riuscì a condurre lontano da ogni tentazione e ricchezza. 

Santuario de La Verna
Santuario de La Verna

Sulla Piazza del Quadrante si trova la Basilica Maggiore, nella cui cappella delle Reliquie, sono tutt’oggi conservati alcuni oggetti appartenuti proprio a San Francesco e il panno di lino intriso del suo sangue. Ma il ricordo più suggestivo è quello legato alla visita al Corridoio delle Stimmate, edificato tra il 1578 e il 1582. Qui ogni giorno, dal lontano 1431, si svolge la processione dei frati al luogo dove Francesco ricevette le stigmate. La leggenda narra che una notte d’inverno, quando fuori imperversava una tormenta, i frati dovettero rinunciare alla processione. La mattina dopo trovarono nella neve le orme degli animali del bosco, che erano andati in processione al loro posto. Costruirono cosi il corridoio, affrescato con episodi della vita di San Francesco, per ripararsi anche in inverno. A circa metà del percorso, una porta coperta di chiodi consente l’accesso ad una grotta buia in fondo alla quale troviamo una lastra di roccia. Qui San Francesco era solito riposare, usando la nuda pietra come letto. Una griglia di ferro è stata posta a protezione della pietra per evitare che i visitatori, credendola miracolosa, ne asportassero dei pezzi.

La pietra dove riposava San Francesco
La pietra dove riposava San Francesco

Questa premessa doverosa solo per raccontare del mistero prodigioso per cui sono tornata con la mente in cima a questo monte: il Sasso Spicco. Sempre dal piazzale è possibile scendere in una gola che si apre fra enormi massi. Qui, dove la montagna sembra spaccata, questa imponente roccia sporge sopra un’altro grande masso. L’impressione che si ha è quella che la roccia sia staccata (il nome “spicco” significa proprio “che sporge”) e si regge solo per il contrappeso della sua parte nascosta. Sotto il riparo offerto dal sasso San Francesco pregava in solitudine, e a ricordo delle sue meditazioni, qui è stata posta una grande croce in legno. 

Il Sasso Spicco
Il Sasso Spicco
Non è necessario essere credenti per salire al santuario. Non importa credere o meno al miracolo. Come succede per molti splendidi luoghi di preghiera e contemplazione, ci si reca a vederli per conoscerne la storia, apprezzarne la tranquillità, goderne il misticismo, apprenderne gli insegnamenti e abbracciarne la bellezza. Ho attraversato il bosco e raggiunto La Verna per questo e molto altro. Ho imparato la storia e contemplato l’arte. 


Ho amato Arezzo, lasciato il cuore a Cortona, gustato le castagne più buone di sempre a Caprese Michelangelo (il nome non è casuale ma è proprio qui che nacque Michelangelo Buonarroti!), scoperto Città di Castello e Castiglion Fiorentino, e le sconosciute Poppi e Bibbiena e sulle tracce di Dante ho attraversato il ponte “Là dove l’Arno disdegnoso torce il muso agli aretini“, nel piccolo borgo di Giovi, dove il torrente Chiassa si immette nel fiume Arno (Una targa in travertino riporta il passo di Dante, Purgatorio XIV v.48).

Cortona
Cortona

Son venuta in questa bellissima parte di Toscana tante e tante volte, e in Autunno ho potuto vivere ogni sua meraviglia ancor più intensamente. Programmate un week end prima che arrivi il freddo, che qui si fa sentire davvero, e concedetevi il piacere di un viaggio alla scoperta di natura, arte, storia, spiritualità e ottimo cibo. 

Viaggi e sogni d’Autunno 

L’odore di castagne arrostite nelle strade, il conto alla rovescia alle feste di Natale, i primi freddi al calduccio sotto le coperte e con la prima tazza di cioccolata calda tra le mani, le passeggiate al parco circondati dalla bellezza dei colori del foliage. Che meraviglia l’Autunno, e per me non c’è stagione più bella per fare la valigia e partire! Le temperature ancora miti e la varietà di delizie culinarie che, almeno in Italia, caratterizzano i mesi da Settembre a Novembre, sono un ulteriore incentivo a scoprire posti nuovi o rivedere luoghi già visti, ma che in questo periodo dell’anno si accendono di ulteriore fascino grazie alle sfumature calde, dorate e rossastre di cui si tinge la natura.

Central Park _ New York City
Central Park _ New York City
Alzaia Naviglio Grande _ Milano
Alzaia Naviglio Grande _ Milano

Un esempio tra tanti, le celebri “ottobrate romane” che rendono la capitale meravigliosa….non a caso due anni fa è proprio a fine Ottobre che ho deciso di sposarmi a Roma! A Central Park a New York, nell’autunno del 2013 ci ho lasciato il cuore, e in questo periodo dell’anno il Giappone resta per me il re assoluto dei viaggi da programmare se si hanno tanti giorni ancora a disposizione! 😉

Castello Sant'Angelo _ Roma
Castello Sant’Angelo _ Roma

Senza andare troppo lontano, invece, il piccolo gioiello medievale di Borghetto, in Veneto, può fare da ottimo punto di partenza per esplorare e vivere insieme ai bimbi la magia del Parco Giardino Sigurtá! 

Parco Giardino Sigurtá
Parco Giardino Sigurtá

Personalmente in questi giorni sto già pensando a quando approfittare del favore del clima, per salire finalmente sul celebre Trenino Rosso del Bernina e, sempre in tema viaggi su rotaia, non vedo l’ora di attraversare, insieme al mio piccolo Umberto, gli splendidi paesaggi in cui si addentra il Treno del Foliage che collega Domodossola a Locarno. 

Kensington Gardens - Londra
Kensington Gardens – Londra

Sono davvero tanti i consigli di viaggio per godere al meglio della bellezza dell’autunno ma, sarà perché da sempre la considero la mia casa lontano da casa, o forse perché è stato il primo viaggio di mio figlio fuori dall’Italia, Londra tra ottobre e novembre è sempre la mia prima scelta. Sa incantare e offrire tanto da fare e vedere a grandi e piccini! 

Kensington Gardens - Londra
Kensington Gardens – Londra

Ho raccontato al mio piccolo la storia di Peter Pan nei Kensington Gardens, giocato con gli scoiattoli ad Hyde Park e ammirato la bellezza del profilo di Westminster e del Big Ben dal London Eye. Abbiamo fatto merenda nel giardino sospeso nel cuore della City, lo Sky Garden, e programmato un prossimo viaggio più il lá nel tempo, quando l’età gli consentirà di emozionarsi, per salire sul Treno per Hogwarts alla Stazione di King’s Cross. Per tutti i bimbi (e non!) appassionati di Harry Potter, a soli 30 minuti da Londra, il parco a tema del maghetto più famoso del pianeta regalerà diverse ore di magia! 

Kensington Gardens _ Londra
Kensington Gardens _ Londra

Londra per un viaggio con bambini vuol dire anche Hamleys, il più grande negozio di giocattoli della città, e poi ancora l’M&Ms World, il Museo di Storia Naturale, il gigantesco Sea Life e un “pranzo nella giungla” al Rainforest Cafè, a soli due minuti da Piccadilly Circus. Se dovete scegliere esattamente quali giorni preferire in questa stagione, allora programmate il viaggio a fine ottobre e portate con voi le maschere da streghette, maghi e vampiri dei vostri piccoli viaggiatori e assaporate l’atmosfera da brivido festoso della notte di Halloween! 

*Sul blog di INTERMUNDIAL potete trovare questi e ulteriori consigli per viaggi in autunno con bambini di altre 10 mamme blogger 😉