Allunaggio a Lanzarote

Ciò che videro gli occhi di Armstrong, Collins e Aldrin il 20 luglio 1969 quando l’Apollo 11 toccò per la prima volta al mondo il suolo lunare, credo non fosse poi così diverso dall’incredibile paesaggio che oggi si mostra alla vista dei visitatori di Lanzarote.

Questa piccola isola di fuoco, per un terzo ricoperta di lava solidificata, dichiarata dall’UNESCO Riserva della Biosfera, resta per me una delle isole più affascinanti dell’arcipelago delle Canarie. Il clima costantemente primaverile – estivo piacevole anche ad Agosto, la presenza di quasi 300 coni vulcanici che conferiscono a questa parte di mondo una peculiarità geologico-paesaggistica senza eguali, le lunghe distese di nera lava, la presenza di spiagge ancora incontaminate e la mancanza di quel turismo di massa che si riversa più facilmente nelle vicine Tenerife e Gran Canaria, mi hanno convinta a sceglierla come seconda tappa di una vacanza estiva di qualche anno fa….

Si parte da Corralejo a Fuerteventura (parlerò anche di Fuerte ma in un prossimo articolo!), e in poco più di mezz’ora si raggiunge Playa Blanca all’estremità meridionale dell’isola. Assolutamente indispensabile noleggiare un’auto. L’isola è piccola e la si gira con facilità.

Il viaggio inizia subito meravigliosamente grazie all’azzeccatissima scelta dell’Hotel. Incredibile offerta su booking.com trovata un paio di giorni prima di raggiungere l’isola e il sogno è servito!

Sufficientemente lontano dalla confusione di Arrecife e Puerto del Carmen ma, strategicamente ubicato per raggiungere con estrema facilità qualsiasi punto dell’isola, l’Hotel Hesperia di Puerto Calero ci regala panorami mozzafiato sull’oceano (camera enorme con vista incredibile!), tranquillità e relax per godere appieno anche delle poche ore che decidiamo di trascorrervi a fine giornata (con le sue bellissime piscine perfettamente in armonia con l’ambiente circostante e la sua piccola spiaggia di sabbia vulcanica nerissima, può costituire una sistemazione ideale anche per i viaggiatori più sedentari che decidano di soffermarvisi anche durante il giorno 😉 )

Puerto Calero
Passeggiata Hotel Hesperia-Puerto Calero

Percorrere a piedi al tramonto la stradina che costeggia l’Oceano e collega l’hotel al porticciolo è davvero piacevole, in pochi minuti si raggiunge un gioiellino ancora non troppo turistico, relativamente tranquillo, e dalla rilassante atmosfera marinara dove comunque non mancano negozi alla moda, caffè e ristorantini. In questo angolo di paradiso non sembra di essere ad Agosto alle Canarie…..pochi Italiani, qualche turista francesce, inglese e tedesco che, come noi, vuole tenersi un po’ lontano dalla confusione dei grandi centri.

Per chi decidesse di sostare qui, o anche per i curiosi di passaggio a Puerto Calero, non posso che consigliare una cena in uno dei ristoranti dove ho mangiato meglio in tutta la mia vita! L’immancabile ed accurata analisi delle preziose recensioni lasciate su Tripadvisor ci ha portati con fortuna a scoprire AMURA: ristorante gourmet romantico ed incredibilmente buono! Un po’ caro per gli standard dell’isola ma l’alta qualità delle cene (ben 3 su 6 anche per una che come me ama provare sempre posti nuovi! 🙂 ) vale sicuramente la spesa!

Lasciato Puerto Calero, esploriamo facilmente l’isola in 6 giorni. Se la Natura ha dato il suo enorme contributo per renderla davvero speciale, indiscutibilmente parte del suo fascino si deve all’impegno di César Manrique, artista poliedrico, originario di Lanzarote,  che comprese l’importanza di impreziosire l’urbanistica e il paesaggio della sua terra per attirare turismo ma costruendo edifici in perfetta armonia con la natura vulcanica del terreno.

Fondazione Cesar Manrique
Casa Manrique – Ingresso

La sua impronta edilizia è visibile ovunque, a lui si devono alcune delle attrazioni più suggestive: il Mirador del Rio, la Cueva de los Verdes, il Jameos de Agua e il Jardin de Cactus,  luoghi magici simbolo dell’originalità dell’isola, frutto dei progetti creativi sul territorio realizzati da Manrique preservando, conservando e valorizzando l’ambiente.  Ci si trova così in pochi giorni a vivere in un sogno fatto di più di 10.00 specie di Cactus all’interno di un cava di cenere vulcanica abbandonata (Jardin de Cactus), oppure ad attraversare un tunnel sotterraneo di oltre 5 km scavato naturalmente dalle eruzioni di un vulcano e che arriva fino al mare! (Cueva de Los Verdes. Jameos del Agua è la parte del tunnel più vicina alla costa dove alcuni bar e un ristorante voluti da Manrique, si snodano attorno ad un lago naturale, regalando un suggestivo complesso perfettamente integrato con la natura circostante).

Se ci si vuole immergere appieno nella fantasiosa creatività dell’artista, non potete perdere una visita alla Fondazione Manrique, oggi Istituzione culturale che promuove la diffusione e la conservazione delle sue opere, un tempo la sua casa costruita sopra la colata lavica delle eruzioni avvenute tra il 1730 e il 1736 e i cui spazi interni sono ricavati all’interno di enormi bolle vulcaniche! Bella la vista dall’enorme vetrata che guarda sulla distesa di lava all’esterno e sull’enorme sommità di un vulcano.

Manrique casa 1
Interno casa Manrique – Particolare piscine
Vista sull’esterno – Casa Manrique

Manrique Vetrata

Ma la profonda sensazione di essere sbarcati davvero sulla Luna la si prova spingendosi ad Ovest dell’Isola, esattamente nel Parco Nazionale di Timanfaya. Qui il mondo sembra essersi fermato! Ci si ritrova nel bel mezzo del nulla circondati da lava, crateri, enormi vulcani e silenzio come in un film fantascientifico di Steven Spielberg.

Le Montagne del fuoco o Timanfaya, fanno parte di una vastissima zona colpita dalle eruzioni vulcaniche che nel tempo hanno cambiato completamente l’aspetto morfologico dell’Isola. L’uomo qui non ha alterato nulla, il paesaggio vulcanico è quello che si formò proprio tra il 1730 e il 1736 e poi nel 1824!

All’Interno del Parco Nazionale si trova la Ruta de Los Volcanes, un percorso di circa 14 km percorribile grazie ad un bus turistico che si addentra in uno dei più spettacolari paesaggi vulcanici oggi visitabili.

Ruta de los Volcanes2
Parco Nazionale di Timanfaya – Ruta de los Volcanes
Ruta de los Volcanes3
Parco Nazionale di Timanfaya – Ruta de Los Volcanes
Ruta de los Volcanes1
Ruta de los Volcanes

Per chi come me ama il “fai da te”, imperdibile anche la Caldera de la Montana Blanca. La sommità del Vulcano, a cui è possibile arrivare dopo una salita un po’ faticosa, regala una vista  meravigliosa a 360 gradi sul parco di Timanfaya. Dopo una camminata tra enormi colate di lava, ci si trova di fronte ad un quadro dipinto con le più svariate sfumature di viola, rosso, rosa, grigio e nero.  Macchina fotografica a portata di mano e via con scatti da sogno!

Lanzarote isola dai colori di fuoco dunque ma anche dalle mille sfumature di blu, per l’intenso colore del suo mare della cui bellezza e tranquillità è possibile godere se ci si spinge fino alle belle spiagge di Punta Papagayo, oppure della cui forza si può avere tangibile testimonianza o raggiungendo l’insenatura di Famara, lunga distesa di sabbia scura regno indiscusso dei surfisti grazie al vento che non cessa mai di soffiare (praticamente impossibile passare più di mezz’ora seduti sulla spiaggia senza combattere contro il vento che fa stare a malapena in piedi e che trasforma i granelli di sabbia in piccoli chiodi che puntellano la pelle!), o fermandosi ad osservare le scogliere de Los Hervideros. Qui coste rocciose a picco sul mare ed enormi grotte, regalano paesaggi Danteschi grazie all’impeto delle onde che vi si infrangono facendo quasi ribollire l’acqua (in spagnolo hervir significa proprio bollire).

MareSpiaggia DA IDENTIFICAREPAPAGAYOLos Hervideros

Il mio invito quindi è non farsi attrarre troppo dal turismo caotico e più conosciuto di altre isole delle Canarie ma di fermarsi a Lanzarote… una porzione di Luna sulla Terra!

Annunci

La magia del cupolone….così come non lo avete mai visto!

Nei pressi della collina del Gianicolo, a Roma, ogni giorno è possibile assistere gratuitamente ad uno straordinario “numero di magia”!

Il primo omaggio alla mia città natale lo dedico ad uno dei suoi inconfondibili simboli: Il Cupolone. Lo si può osservare da mille angolazioni, da un’infinità di terrazze e punti panoramici, semplicemente dalla piazza antistante la Basilica di San Pietro ma a mio avviso, la più magica e suggestiva visuale la si può godere da Via Piccolomini.

Proprio qui, un curioso effetto ottico di cui non tutti sono a conoscenza, ci permette di ammirare il capolavoro michelangiolesco attraverso una bizzarra e spettacolare prospettiva.

Arrivando da Villa Pamphili la cupola, visibile dal belvedere in fondo alla strada, ci appare IMMENSA, davvero enorme! Man mano che si procede lungo la via e ci si avvicina alla cupola questa diventa sempre più piccola proprio sotto i nostri occhi, fino a diventare minuscola! L’effetto è così evidente che lascia sbalorditi.

In rete si trovano tanti filmati ma l’effetto è molto più accentuato sul posto e in movimento reale.

Ho percorso avanti e indietro via Piccolomini tantissime volte….che la si faccia in macchina o a piedi la magia è sempre lì ad aspettare il passante o il turista curioso che ha scoperto il suo incantesimo!

Tenete a mente Via Piccolomini dunque se volete davvero osservare Roma come non avete mai fatto!

Oasi nel cuore della Medina. A Marrakech si dorme nei Riad.

Sognavo un viaggio a Marrakech da molto tempo per perdermi nei vicoli della sua famosa Medina, inserita nella Lista UNESCO dei siti patrimonio dell’umanità, curiosare e sperare di fare affari nei suoi Souk,  gustarmi il suo inconfondibile tè alla menta in una delle terrazze dei suoi tanti bar, deliziarmi con il Couscous e la Tajine, incontrare gli incantatori di serpenti ed ascoltare i cantastorie di piazza Djema El-Fna. Realizzo finalmente questo sogno lo scorso Febbraio per festeggiare il mio trentaduesimo compleanno. Carica di aspettative parto per la città dalle mille sfumature di rosso e all’ombra del profilo dell’inconfondibile Koutoubia, la Moschea che con il più alto minareto della città oggi è tra i simboli più fotografati di Marrakech, mi immergo 3 giorni nell’atmosfera da Mille e una notte di questa “metropoli” moderna dal cuore antico…..

image

Meta esotica nell’immaginario collettivo ma assolutamente  accessibile a tutti per la sua vicinanza all’Europa e i suoi prezzi contenuti, Marrakech appare in tutto il suo suggestivo fascino malinconico soprattutto con il calar del sole quando il colore ocra-rossastro della terra di cui sono fatti i suoi edifici e le possenti mura che racchiudono la città vecchia, risaltano sotto i raggi del sole che tramonta, rendendola assolutamente degna dell’appellativo con cui viene da sempre ricordata: La città rossa.

Marrakech mi ha lasciato indiscutibilmente un segno. Sebbene non rientri tra le categorie di persone che innamorate della città decidono di tornarci più e più volte nel corso della loro vita, l’euforia del compleanno, il fascino che da sempre il continente nero esercita su di me (nonostante qui a Marrakech sia difficile comunque sentirsi davvero in Africa!!), mi hanno fatta tornare a casa carica di ricordi, impressioni e consigli per i suoi futuri visitatori 😉

image
Medina

 

Se state progettando un viaggio nella più famosa tra le città imperiali del Marocco, dimenticate le super catene alberghiere, gli hotel di lusso o gli albergoni internazionali e tuffatevi nel cuore della vita di Marrakech pernottando in uno dei suoi tanti Riad racchiusi nella Medina!

Così come New York ha i suoi grattaceli, Parigi le sue Cattedrali e Venezia i suoi incantevoli palazzi lungo i canali, Marrakech ha i suoi antichi RIAD, vere oasi di pace immerse nel frastuono della Medina. Ce ne sono davvero un’infinità, basta cercare su tripadvisor o booking.com per decidere quello che più fa al caso vostro  nel pieno imbarazzo della scelta!

Il Riad non è nient’altro che una casa tradizionale sviluppata attorno ad uno o più cortili, nascosta all’esterno da spesse mura bianche che, come vuole la tradizione marocchina, proteggono gli abitanti dal calore del sole e dalle intemperie. Gli inverni a Marrakech sono molto rigidi e questa tipica dimora sembra essere il luogo ideale anche per ripararsi dal gelo dei mesi più freddi.

image
Riad Green Mango & Spa – Cortile interno

Negli ultimi anni la ventata di modernità che ha investito inevitabilmente anche questa città, ha fatto proliferare moltissimi alberghi e boutique hotel fuori dalle mura della città vecchia in quartieri più nuovi e residenziali ma, a mio parere, un viaggio alla scoperta della Marrakech più autentica non può prescindere da un pernottamento in un Riad! I più scettici possono decidere anche di non pernottarvi e di visitare i suoi interni prenotando un tavolo per la cena. In un’atmosfera intima e autentica, potrete assaporare la vera cucina locale (i più “coraggiosi” possono anche assaggiare i prodotti locali nel ristorante all’aperto più famoso del mondo: Piazza Djema El-Fna. Dopo il tramonto la piazza viene invasa da chioschi, banchetti e ristoratori ambulanti che allestiscono cucine piuttosto rudimentali per servire agli avventori davvero di tutto!)

Queste antiche dimore sono per lo più gestite da privati, spesso europei (come il caso del Riad in cui sono stata) che hanno abbandonato la vita occidentale, le hanno acquistate e trasformate in eleganti e confortevoli guesthouse più o meno di lusso (ma i prezzi sono assolutamente per tutte le tasche ma ricordatevi che  molti Riad non accettano pagamenti con carta di credito :-I)

Quasi tutti i Riad offrono un servizio transfer da e per l’aeroporto….la maggior parte di queste dimore non espone alcuna insegna o targa con il nome della struttura perciò da soli o anche in taxi per la prima volta è impossibile trovarli. In realtà non è facile ritrovarli nemmeno dopo il primo pernottamento :-D, sono tutti dislocati in vicoli strettissimi e labirintici e di notte anche scarsamente illuminati ma…niente paura!, girare di giorno è sicurissimo, al massimo si rischia di perdersi e di non trovare la strada del ritorno in “hotel”…ci penseranno i locali a darvi una mano in cambio di qualche spicciolo, e di sera camminare per le vie della Medina non è più pericoloso di qualunque altra città al mondo durante le ore notturne, basta tenere i propri soldi in tasche non facilmente accessibili!

Amo il Riad perchè dopo ore trascorse a girovagare senza meta (il modo migliore per godersi la città è perdersi tra i suoi vicoli),  i suoi cortili e i suoi intimi bhou (tradizionali nicchie per sedersi), le sue terrazze da cui se si è fortunati nelle belle giornate è facile scorgere le cime perennemente innevate dei monti dell’Atlante, sono in grado di offrire un piacevole riparo dalla confusione, dai rumori, dagli odori forti delle spezie e delle carni, dai motorini sfreccianti che rendono davvero difficile girare la città per più di quattro ore senza concedersi almeno una sosta!

La sosta nel Riad può durare il tempo di un tè, di una chiacchierata con il proprietario, di un corso di cucina locale che spesso i Riad più organizzati tengono per i propri ospiti, di una lettura  al dolce suono dello zampillare delle fontane…per me la pausa nel Riad aveva una sola parola d’ordine: HAMMAM!

Godersi il piacere dell’Hammam a Marrakech potrebbe sembrare un banale cliché ma vi assicuro che per me è stata una delle esperienze  più piacevoli del soggiorno!

Non ero mai stata prima in un Hammam, nemmeno anni fa in Turchia, dove la pratica di concedersi questo rilassante trattamento è routine per gli abitanti di Istanbul, e devo ammettere che appena tornata a Milano ho cercato posti dove poter ripetere l’esperienza 🙂

E’ possibile farsi coccolare dalle sapienti mani del tebbaya (l’addetto/a all’Hammam) un po’ ovunque a Marrakech, ci sono moltissimi Hammam pubblici (più economici ma meno “intimi” e puliti) e ormai la stragrande maggioranza degli hotel e dei Riad ne possiede uno.

I getti alternati di acqua calda e fredda, il gommage con il savon noir (sapone nero naturale) e il guanto di crine rimettono davvero al mondo! Un massaggio con olio di Argan – molto meno vigoroso rispetto a quello a cui si viene sottoposti per lo scrub – e un sorso di tè alla menta, spesso concludono questo ritemprante rituale.

image
Medina

 

image
Jardin Majorelle

 

image
Conceria Berbera

 

Al ritorno in valigia ovviamente tante confezioni di sapone nero e olio di Argan che a Marrakech è possibile acquistare davvero con pochissimi Dirham così come argento e stoffe coloratissime, che con il loro verde e blu intenso ogni volta mi fanno tornare alla mente i colori accesi del Jardin Majorelle, lo spettacolare giardino stracolmo di cactus, fiorere gialllo limone e profumate bouganville che lo stilista Yves Saint Laurent ha donato alla città. I giardini meritano sicuramente una visita, anche solo per spingersi oltre le mura  della Medina dove invece consiglio di non perdere l’esperienza della visita alla Medersa Ben Youssef (scuola coranica), unico edificio religioso della città aperto ai non musulmani. La scuola si dice sia una delle più belle di tutta l’Africa del Nord e nelle calde giornate estive può costituire una piacevole tappa al riparo dal sole cocente.  Cupole e balconi di legno sapientemente intagliati, mosaici e stucchi che ricordano la tipica arte arabo-andalusa che è possibile riconoscere anche in altri palazzi più noti come l’Alhambra di Granada, lasciano davvero impressionati (nel momento del suo massimo splendore pensate che qui vivevano circa 900 studenti in poco più di 100 celle e un solo bagno!!!).

Per una cena super chic, prenotate un tavolo in un angolo riservato del ristorante dello storico hotel La Mamounia …indimenticabile cena di compleanno grazie alla migliore Tajine de poulet mai mangiata e all’atmosfera intima e di charme. Passeggiare tra i suoi lussureggianti giardini e i suoi storici corridoi vale sicuramente una visita, dormire in una delle sue sfarzose stanze un lusso per pochi eletti! la scelta del Riad resta indiscutibilmente la migliore 😉

image
Riad Green Mango & Spa

Buon viaggio a Marrakech dunque!

Ad ognuno di voi la scelta di  vivere questa città unica al mondo nel modo migliore: semplice tappa intermedia di un viaggio itinerante nel deserto e nelle regioni più interne del Marocco, oppure  meta per un week end lungo all’insegna dello shopping e del divertimento…perchè nella Marrakech più moderna si viene anche per non perdersi l’occasione di visitare una delle mete più cool dell’Africa Mediterranea!

image
Comptoir Darma – Spettacolo di danza del ventre