In Normandia tra storia, arte e gastronomia. (Rouen e le spiagge dello sbarco)

… Ed eccoci finalmente arrivati in Normandia. Lasciata Parigi, la sensazione è quella di essere davvero entrati con un salto in un quadro di Monet! Non ci restano molti giorni per vedere tutta la regione (rimandiamo Mont Saint Michel e dintorni ad un prossimo viaggio) e dobbiamo optare necessariamente per una base comoda in cui dormire 3 notti e che ci consenta di spostarci nei dintorni tranquillamente in giornata.
La meta perfetta sembra essere Rouen, una delle città simbolo della Normandia,  tanto amata e celebrata da Monet e dagli altri pittori impressionisti e, una volta arrivati, il perché di tanto amore non resta difficile immaginarlo.

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Case a graticcio nel centro storico di Rouen

Cominciamo a gustare la bellezza e la storia della città già varcando l’ingresso del nostro hotel: il bellissimo Bourgtheroulde Autograph Collection. Struttura di livello con tanto di spa e ristorante gourmet situato in pieno centro storico, in una delle piazze più belle della città e a pochi passi dalla Cattedrale,  dal “Gros Horloge” e dalla “Place du Vieux Marche“. Non lasciatevi ingannare dal numero di stelle e dal lusso da grande catena alberghiera (è della Marriott!) che queste promettono o dall’imponenza della struttura, questo boutique hotel è discretamente nascosto all’esterno dalle meravigliose mura dell’edificio storico in cui è ospitato: un palazzo risalente al XV secolo le cui facciate sono decorate da bellissimi bassorilievi in stile classico e gotico. La corte interna è incantevole la sera per prendere un aperitivo.

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Hotel Bourghteroulde Autograph Collection

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Complici il clima piacevole (di sera anche freddino….favoloso ad Agosto!!) e la vitalità della proposta infinita di locali e ristoranti, Rouen è di una bellezza incredibile! Se siete in Normandia non potete non inserirla tra le tappe del vostro viaggio. A mio parere è la perla indiscussa della regione, un vero e proprio gioiello architettonico in cui si fondono magistralmente arte, storia, cultura, una vivace vita sociale e un’eccellente proposta gastronomica.  La buona sorte ha voluto che rimanesse illesa durante le devastazioni della guerra e oggi conserva una delle più belle cattedrali gotiche d’Europa e un centro storico medievale con più di 200 autentiche case a graticcio.

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Tipiche case a graticcio

 

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tipiche case a graticcio nel centro storico di Rouen
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Case a graticcio _ particolare
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Case a graticcio nel centro storico di Rouen

Qui morì sul rogo Giovanna d’Arco e proprio questo clima gotico, che affonda le sue radici nell’epoca dell’inquisizione, sembra regalare alla città parte del suo incredibile fascino.
In Place du Vieux-Marché nel medioevo venivano eseguite le condanne capitali compresa quella dell’eroina locale nel 1431.
Rouen non è solo spiritualità “cupa” ma anche (e soprattutto!) un trionfo di colori pastello, di giochi di luce riflessi sul bianco candido di molti dei suoi edifici e sull’oro scintillante dei suoi decori.
Ogni mattina prima di metterci in macchina e ogni tardo pomeriggio al ritorno dal giro alla scoperta delle altre località normanne, ho passeggiato ore perdendomi tra i suoi vicoli, fotografando i suoi palazzi e la sua maestosa cattedrale tentando, con la macchina fotografica, di imitare l’impresa che Monet fece con i suoi pennelli con la celebre serie di tele dedicate alla cattedrale di Rouen: immortalarla, dal lato di Santa Caterina,  a tutte le ore del giorno (e per lui anche delle stagioni) per cogliere l’effetto della variazione della luce sulle sue splendide facciate merlate.
Ricordatevi anche che al suo interno  è conservato il cuore di Riccardo Cuor di Leone. Se come noi vi troverete a trascorrere il vostro soggiorno qui in estate, sappiate che la sera per circa 40 minuti una serie di giochi di luci e suoni colora ed illumina la facciata della cattedrale.

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Cattedrale di Rouen

Altro bellissimo esempio di stile gotico è il Palais de Justice, un capolavoro con guglie, doccioni e statue e poi ancora la chiesa di Saint-Maclou. Giratele attorno e potrete visitare l’Aître Saint-Maclou un ossario medievale dove venivano sepolte le vittime della peste e poi ancora, intorno al cortile, si cela un reticolo di case a graticcio dall’aspetto spettrale con sculture che raffigurano teschi, ossa umane e l’antica carcassa di un gatto nero, probabilmente ritenuta incarnazione del demonio e sepolta qui per tenere lontani gli spiriti maligni.

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Chiesa di Saint-Maclou

Imperdibile il Gros-Horloge che da sempre è uno dei monumenti più fotografati della città. Bellissimo di giorno illuminato dai raggi del sole, romantico al tramonto con i suoi riflessi dorati, e suggestivo la sera quando illuminato svetta nel buio della notte.
Si tratta di una meravigliosa costruzione rinascimentale con un orologio che mostra anche le divinità della settimana e le fasi della luna.

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Gros-Horloge
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Gros-Horloge

Ma tra le tante meraviglie di questo gioiello tra il mare e la Senna, sicuramente al primo posto per me ci sono le antiche vie della città vecchia costeggiate dagli esempi più mirabili di case a graticcio tipiche della regione e il suo reticolo di vicoli acciottolati su cui si affacciano negozietti, botteghe artigiane e antiquarie dove vi sembrerà di essere ritornati in epoca medievale. Come sempre vi consiglio di esplorare questa zona della città lasciandovi guidare dell’istinto.
Purtroppo ci siamo persi la visita del mercato della domenica mattina in Place Saint-Marc dove la città si trasforma in un grande villaggio di campagna con fiori e specialità tipiche come salumi e formaggi.

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Casa a graticcio _ particolare

Di giorno romantica e affascinante, di sera allegra e brulicante di turisti (e non) alla ricerca di un posto dove gustare i buonissimi piatti locali, e tra i tanti ristoranti disseminati nel centro storico, come non consigliarvi una cena a  Le Parvis??
Voto 10 e lode per questo ristorante semplice e genuino con tavolini all’aperto proprio sulla piazza della chiesa di Saint Maclou. Il menu propone piatti freschissimi e rigorosamente della tradizione, adattandosi anche alla disponibilità del pescato del giorno. La vista vale già di per sé il costo (comunque contenuto) della cena.

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Svegliarsi al mattino, fare colazione in una delle tante patisserie (oppure proprio di fronte all’hotel in Place de la Pucelle in un piccolo bar con tavolini all’aperto che, uscendo dall’albergo, potete trovare sulla sinistra….ottime le spremute e le uova strapazzate 😉 ), passeggiare senza fretta tra i vicoli medievali e poi mettersi in macchina per esplorare le bellezze storiche e paesaggistiche della regione. Tutto fattibile scegliendo come base la città di Rouen.

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Omaha Beach _ Le spiagge dello sbarco

spiagge dello sbarco

Da qui, in circa due ore, si può arrivare alle spiagge dello sbarco. Questo lungo tratto di costa chiamato Côte de Nacre (costa di madreperla) d’estate, con una bella giornata di sole, sembra quasi impossibile immaginarlo teatro di una delle pagine più drammatiche della nostra storia. Famiglie e giovani sotto i nostri occhi un po’ stupiti, vista la temperatura non proprio estiva, sfidano le fredde acque dell’Atlantico e trascorrono qualche ora sotto il sole della Normandia che, per quanto splendente in un cielo terso, non sembra scaldare mai completamente la pelle come sulle nostre spiagge. Guardiamo al di là della strada, verso il mare, e forse proprio il bel tempo e le grida gioiose dei bimbi che giocano con la sabbia, sembrano togliere qualcosa all’impatto emotivo/psicologico, alla solennità malinconica che ci aspettavamo di provare arrivando qui (impatto fortissimo che invece avremo visitando il cimitero e il  memoriale americano così come il Pointe du Hoc!).
Il primo pensiero è: “Forse venire qui con il cielo grigio e la conseguente spiaggia deserta avrebbe reso più vivo il ricordo di quell’alba del 6 giugno 1944?” quando  ebbe inizio la più grande offensiva militare della storia recente: l’Operation Overload, ribattezzata D-Day, in cui 7.000 unità e decine di migliaia di soldati inglesi, americani e canadesi sbarcarono sulle coste normanne per liberare l’Europa dalla Germania nazista.

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Omaha Beach
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Omaha Beach

Il tratto di costa è molto lungo e noi abbiamo scelto di soffermarci ad Omaha Beach, l’ampia spiaggia di circa 6 km dove si è combattuta la battaglia più drammatica e cruenta di tutta l’operazione, il luogo dove avvenne lo sbarco raccontato dal film Salvate il soldato Ryan e dove si consumò un vero e proprio massacro dei soldati americani.

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Arrivo ad Omaha Beach
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Omaha Beach

Un monumento ricorda le vittime e, ai suoi piedi, mazzolini di fiori sempre freschi danno un tocco di colore ad una tela color ocra che appare infinita. Si resta lì in silenzio. Ad un tratto il sole cala, si alza il vento e la sensazione iniziale che un cielo più “cupo” avrebbe reso più facile immagine il dramma di quei tragici eventi, viene confermata. Mentre sopra di noi l’azzurro si tinge di piombo, davanti ai nostri occhi il blu del mare ci abbaglia e sembra di vederli quei ragazzi tuffarsi in mare, sotto il fuoco nemico proveniente dalle dune, pronti a morire in nome della libertà. Infreddoliti ci infiliamo i maglioni e riprendiamo il nostro viaggio per raggiungere il Normandy American Cimitery and Memorial, a Colleville-sur-Mer, sopra la scogliera di Omaha.
Torna a splendere il sole. Qui in Normandia il tempo è così, ti sorprende come la bellezza dei suoi paesaggi che cambiano aspetto allo svoltare di una stradina o entrando in una città appena salutato un piccolo villaggio.  Il cielo normanno è unico.  L’azzurro pastello fa costantemente capolino tra le candide nubi che ti sembra siano state appena disegnate proprio sopra quell’intenso mantello celeste, le vedi correre veloci, portare una fitta pioggerellina o un temporale ma mai offuscare completamente quell’azzurro prorompente che si affaccia testardo come solo qui ho visto fare.

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Siamo pronti per visitare un pezzo di America in Francia: la distesa verde puntellata da 9.387 croci bianche disposte in ordinate file infinite in questo centinaio di ettari a ricordare i ragazzi morti lontano da casa. Commuoversi è inevitabile. La distesa di croci  alle volte è interrotta da stelle di David e scaldata da rose, bandiere e medaglie forse lasciate da famigliari o forse da turisti che qui si recano spogliandosi della loro veste di assetati curiosi del mondo pronti a premere con facilità il dito sulla macchina fotografica, consapevoli che ciò che stanno guardando merita delicatezza, silenzioso rispetto e sincera ammirazione. Consci che dietro ogni croce si cela una vita spezzata, un sogno infranto, un dolore mai spento. Una sorta di calmo pellegrinaggio che aiuta a conservare intatta la sacralità di questo luogo a cui si arriva passeggiando nel verde all’ombra di alberi secolari  e costeggiando il mare che da qui regala infinite sfumature di azzurro.

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Normandy American Cimitery and Memorial
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Normandy American Cimitery and Memorial
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Normandy American Cimitery and Memorial

Lasciato il cimitero americano, da qui si può proseguire alla volta delle altre spiagge, dell’altrettanto toccante cimitero militare tedesco oppure andare dritti al vicino Pointe du Hoc dove il ricordo di quei terribili giorni è ancora più forte.  Noi optiamo per quest’ultimo.

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Scogliera di Pointe du Hoc

La Punta dell’Oca, in lingua locale, è il luogo in cui il 6 giugno del 1944 le truppe scelte dell’esercito Alleato, i Rangers, assaltarono la scogliera alta circa 30 metri nel tentativo di scalare la roccia e distruggere le linee tedesche asserragliate nei bunker in cima.
Senza il loro sacrificio i cannoni tedeschi puntati sulla spiaggia di Omaha, avrebbero distrutto i mezzi anfibi ed impedito lo sbarco sulla costa. L’impresa per raggiungere la vetta fu incredibile e oggi passeggiare tra i crateri lasciati dalla bombe su questa scogliera resta una delle esperienze più emozionanti provate in Normandia.

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Crateri a Pointe du Hoc
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Crateri a Pointe du Hoc

Con gli occhi colmi del panorama sulle alte falesie avvolte dal silenzio interrotto solo dal rumore del mare, riprendiamo la macchina per tornare a Rouen e proseguire, l’indomani mattina, il nostro viaggio sulle orme dei pittori impressionisti……

 

 

 

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11 pensieri su “In Normandia tra storia, arte e gastronomia. (Rouen e le spiagge dello sbarco)”

  1. Bel giro. Simile a quello che ho fatto io diversi anni fa.
    Ma io avevo un percorso storico da seguire e quindi ho visto più velocemente i vari posti che leggo qui e mi sono dedicato principalmente ai siti che mi interessavano come Bayeux per il suo arazzo e una escursione nel cuore della Normandia alla ricerca di Hauteville la Guichard che è il luogo da cui provengono i primi Normanni che esattamente 1000 anni fa si insediarono nel sud Italia e da cui discesero Ruggero I, Guglielmo I e Guglielmo II, Re Normanni di Sicilia.
    Se qualche volta verrai in Sicilia e ti piace la storia…..sono a disposizione.

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    1. Bellissimo il tuo tour storico!
      Io dopo le spiagge e Rouen ho proseguito ad Etretat e Honfleur con una veloce puntatina serale a deuville…veramente bellissime. Ne parlerò nel terzo ed ultimo post della serie Nornandia 🙂
      Bellissima terra la Sicilia! 😉

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  2. Ho letto la notte scorsa i tuoi pezzi sulla Normandia, li ho trovati come sempre fantastici, mi sembrava di essere lì con voi, ho apprezzato tutto di questi reportage, descrizione, foto, ogni particolare. E’ sempre un piacere enorme leggerti, scrivi con la passione di una vera “viaggiatrice”, che è ben diversa dall’essere una semplice turista! Aspetto con ansia il terzo articolo, per finire questo viaggio insieme a te. Grazie, un abbraccio. 🙂

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  3. Che belli questi luoghi ricchi di storia e così caratteristici!
    Sembrano una fiaba. E’ tanto che penso ad un viaggio tra Normandia e Bretagna, ma in estate purtroppo lavoro 😉 Spero di ritagliarmi presto del tempo x scoprire questi luoghi bellissimi. Monica

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  4. Che posti meravigliosi! Ricordo di essermi fermata un sacco di tempo sulla spiaggia. Mi ha fatto uno strano effetto osservare il paesaggio ed immaginare come dovesse apparire quel luogo quando la storia ci ha camminato sopra.

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