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A Maggio tutti a Cordoba, gioiello andaluso.

Siete indecisi su quale meta scegliere per un bel week end lungo di Maggio? Ma Cordoba naturalmente!
Forse non tutti sanno che questo è il mese in cui il gioiello dell’Andalusia vive il suo momento migliore. Il clima non è ancora troppo caldo (qui in estate  la temperatura supera spesso i 40°!) e un fitto calendario di eventi anima ogni anno la città che fa da splendido scenario ad una successione di feste popolari ineguagliabili….ottima scusa per venire a scoprire cosa ha da offrire la città più araba d’Andalusia.

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Vista sul Ponte Romano dalla Torre de la Cahorra

Splendida regione l’Andalusia. L’ho attraversata in macchina in lungo e in largo durante l’estate del 2009. Come dico sempre, per me un viaggio è il trionfo dei 5 sensi, e diventa indimenticabile quando queste impressioni sensoriali contrastano tra loro. La convivenza armoniosa di suoni, colori, sapori, odori e tradizioni in Andalusia regna inconfondibile  in un elegante e pacifico connubio di delicati opposti. Un’alternante mix di passato e presente.
Cadice, la città più antica d’Europa, ma anche le gettonate metropoli della costa del Sol. Le strette stradine dei piccoli capoluoghi andalusi e i grandi spazi dei parchi protetti e delle spiagge attorno a Tarifa. La Spagna più vera e poi, poco più in là, la “solitaria” Gibilterra e le sue insegne anglosassoni. Le splendide ricchezze medievali e l’arte contemporanea di Picasso. Tornerò a scrivere di questa regione ma questo post è solo per lei, la regina di Maggio!

Se riuscite a programmare il vostro viaggio proprio in questo mese tenete bene a mente il suo ricco calendario di eventi:
Las Cruces. La Festa delle Croci. Tra fine Aprile ed inizio Maggio ogni anno Cordoba saluta la Primavera con enormi e coloratissime croci di fiori che svettano in tutti i vicoli e le piazze della città. A volte sono decorate anche dai tipici “Mantones de Manila“, scialli multicolori della cultura popolare cittadina. Passeggiare per le vie di San Basilio, San Andrés, Santa Marina e San Agustín regala un’ immagine unica di Cordoba in questo periodo dell’anno.
Los Patios. La Festa dei Patios.  Proclamata dall’UNESCO Patrimonio Immateriale dell’Umanità,  si svolge per tutta la prima metà di maggio e regala ai visitatori la possibilità di godere della bellezza dei tipici patios andalusi. Circa 40 patios aprono le loro porte ai curiosi che arrivano qui provvisti di una vera e propria mappa reperibile negli uffici del turismo, negli hotel e negli stessi patios. Ogni cortile (patio) viene decorato con i fiori più belli e, al suono del flamenco e sotto l’ombra degli aranci, si disputa una gara per decretare il più bello! Si rinnova ogni anno nel migliore dei modi l’ antica tradizione di adornare i balconi con bellissimi e profumatissimi fiori.
Cata del Vino. Degustazione di Vini. Per qualche giorno a Maggio tutti i produttori portano i loro vini in Avenida de America.  Occasione imperdibile per gustare le tapas accompagnate dai migliori vini della provincia.
Feria. Tutti gli anni a fine maggio per una settimana, a chiusura dei festeggiamenti dell’intero mese, si celebra la festa in onore della Nuestra Senora de la Salud, patrona della città. Scenario consolidato di questa festa è l’Arenal. L’ingresso ai padiglioni è libero e i colori dei vestiti tradizionali, le corride e la musica richiamano tantissimi visitatori da ogni parte della Spagna e del mondo!

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Non c’è angolo di Cordoba che non meriti una sosta e che non richiami il fascino incantato di un passato arabo che oggi affiora nella sua cucina speziata, nei suoi più imponenti monumenti, persino nei volti dei suoi abitanti e nei cortili dei suoi palazzi che molte volte mi sono tornati alla mente vagando nelle stradine della Medina di Marrakech. Tra le 3 “grandi” città della Regione (insieme a Siviglia e Granada), resta per me quella più affascinante e suggestiva.  Adagiata su un’ansa del Guadalquivir, è una piccola città dalla grande storia e un capolavoro architettonico di commistione di stili che raggiunge il suo culmine nella meravigliosa Mezquita!
La lunga dominazione araba ha lasciato la sua suggestiva impronta un po’ ovunque ma fondendosi armonicamente con la cultura ebraica e cattolica dando così vita ad una quanto mai eccezionale espressione di tolleranza che ancora oggi si respira durante tutta la sua visita.
La Juderia, il  quartiere ebraico medievale che si snoda attorno alla grande Moschea, è forse la parte più bella di Cordoba (non so voi ma io trovo irresistibili i quartieri ebraici delle città del mondo perché spesso sono quelli che conservano le peculiarità più suggestive). Sembra un villaggio a se stante fatto di stradine strette e tortuose e facciate bianchissime. Tutto il centro storico lo si gira a piedi e su tutto domina indiscussa la Mezquita. Visitarla lascia senza fiato (e non esagero!). L’espressione più alta dell’architettura islamica in occidente risale al 785 e fu eretta sul sito occupato da una chiesa visigota. Nel corso dei secoli è stata arricchita ed ampliata fino ad occupare un’area complessiva di quasi 23.000 metri quadrati!

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Mezquita

La sua straordinaria bellezza non risiede solo nei suoi lucenti mosaici dorati e nelle file di archi bianchi e rossi che sembrano ripetersi all’infinito illuminate dal pallido bagliore della luce naturale che penetra dagli ampi finestroni, ma anche e soprattutto nell’inserimento insolito di una cattedrale cristiana, costruita al centro dell’edificio, avvenuta nel XVI secolo. Entrate dalla Puerta del Perdon su Calle Cardenal Herrero e osservate accanto ad essa una torre eretta nel XVI secolo sui resti dell’antico Minareto. Attraversate il cortile degli Aranci, dove un tempo avvenivano le abluzioni rituali che precedono la preghiera e, una volta entrati, ammirate il Mihrab. Qui la foresta di colonne ed archi delle navate islamiche diventa più imponente ed elaborata perché era proprio in questo punto che si trovava la Maksura, il luogo di preghiera dei califfi. Il portale del Mihrab è di rara bellezza. Realizzato con oltre 1500 kg di tessere d’oro che fanno sì che questa parte della Moschea-Cattedrale ricordi anche gli sfarzi di una chiesa bizantina! Mi torna alla memoria in modo vivido lo stupore provato mentre attraversavo questo capolavoro. Sono rimasta molto tempo al suo interno rapita dall’eleganza e dalla raffinatezza del susseguirsi delle colonne (con occhio attento noterete anche voi che alcune sono inclinate per via del forte terremoto di Lisbona che arrivò fin qui!). Ho lasciato più e più volte vagare lo sguardo sulle prospettive, abbandonandomi ad una permeante sensazione d’infinito che conquista e ammalia il visitatore.

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Mezquita
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Mezquita – perimetro esterno delle mura
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Mesquita – Mihrab

Con gli anni ho finito per associare Cordoba quasi esclusivamente alla Mezquita, tanto mi conquistò la sua bellezza, ma oggi, mentre scrivo questo post, mi tornano in mente tanti altri suoi tesori. Ricordo la lunga passeggiata sotto il sole caldissimo di Agosto alle 2 del pomeriggio alla ricerca di un gioiello in filigrana d’argento (la lavorazione dei gioielli è senza dubbio la tradizione più famosa di Cordoba ed una delle principali attività economiche della città. Usando tecniche molto raffinate qui si producono gioielli in filigrana con disegni che ricordano il pizzo). Per caso  giunsi a scoprire il mercatino municipale dell’artigianato, Zoco de Artisania, con un ampio patio su cui si affacciano diversi negozi-laboratorio di piccoli artigiani. Ricordo la “caccia” alla stradina più piccola della città, nota con il nome di Calleja del Panuelo, così stretta che deve proprio il suo nome al fatto di non superare la larghezza di un fazzoletto (in spagnolo panuelo) e alla Calle de las Flores, non lontana dalla Mezquita, tutta ornata di vasi colmi di fiori e piante, perfetta per foto da cartolina!

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Cortile del mercatino artigianale Zoco
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Alcazar de los Reyes Cristianos _ Giardini

Mi torna in mente la sosta in uno dei tanti bar ricavati proprio attorno alle fontane dei patios dei palazzi, coloratissimi e profumatissimi. Rivivo l’emozione della mattinata trascorsa passeggiando nei bellissimi giardini dell’ Alcazar de los Reyes Cristianos. Questo antico palazzo che domina il Guadalquivir, fu per oltre 300 anni la sede dell’inquisizione spagnola. Un edificio che ancora una volta mostra le diverse facce di questa città: un struttura moresca, circondata da giardini con fontane zampillanti, che al suo interno custodisce mosaici romani dei tempi di Augusto e che fu utilizzata per ricevere i sovrani fedeli alla chiesa cattolica! Dai suoi bastioni una splendida vista sul ponte romano difeso dall’imponente torre merlata costruita dai mori e chiamata Torre della Calahorra.

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Patio di un bar

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Proprio a Cordoba mi sono anche concessa il piacere di assistere al mio primo e unico spettacolo di Flamenco, in una cornice d’eccezione: il Tablao Cardenal. Di fronte alla Mezquita, cercatelo e acquistate un biglietto per godervi, sorseggiando un buon bicchiere di sangria, l’eleganza e la sensualità dei rinomati artisti che d’estate si esibiscono nel suo grande patio.

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Tablao Cardenal _ spettacolo di Flamenco

Per dormire respirando la storia antica della città, vi consiglio vivamente l’hotel con patio molto caratteristico Hacienda Posada de Vallina. La scelta mi ha permesso di godere non solo della fantastica ubicazione vicinissima alla Moschea, ma anche di una atmosfera elegante e rilassata di cui si racconta abbia beneficiato anche Cristoforo Colombo che dormì proprio qui nella stanza numero 204!  😉

Non vi resta che fare le valige e partire alla volta di questo gioiello andaluso che vi assicuro vi resterà davvero nel cuore.

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Allunaggio a Lanzarote

Ciò che videro gli occhi di Armstrong, Collins e Aldrin il 20 luglio 1969 quando l’Apollo 11 toccò per la prima volta al mondo il suolo lunare, credo non fosse poi così diverso dall’incredibile paesaggio che oggi si mostra alla vista dei visitatori di Lanzarote.

Questa piccola isola di fuoco, per un terzo ricoperta di lava solidificata, dichiarata dall’UNESCO Riserva della Biosfera, resta per me una delle isole più affascinanti dell’arcipelago delle Canarie. Il clima costantemente primaverile – estivo piacevole anche ad Agosto, la presenza di quasi 300 coni vulcanici che conferiscono a questa parte di mondo una peculiarità geologico-paesaggistica senza eguali, le lunghe distese di nera lava, la presenza di spiagge ancora incontaminate e la mancanza di quel turismo di massa che si riversa più facilmente nelle vicine Tenerife e Gran Canaria, mi hanno convinta a sceglierla come seconda tappa di una vacanza estiva di qualche anno fa….

Si parte da Corralejo a Fuerteventura (parlerò anche di Fuerte ma in un prossimo articolo!), e in poco più di mezz’ora si raggiunge Playa Blanca all’estremità meridionale dell’isola. Assolutamente indispensabile noleggiare un’auto. L’isola è piccola e la si gira con facilità.

Il viaggio inizia subito meravigliosamente grazie all’azzeccatissima scelta dell’Hotel. Incredibile offerta su booking.com trovata un paio di giorni prima di raggiungere l’isola e il sogno è servito!

Sufficientemente lontano dalla confusione di Arrecife e Puerto del Carmen ma, strategicamente ubicato per raggiungere con estrema facilità qualsiasi punto dell’isola, l’Hotel Hesperia di Puerto Calero ci regala panorami mozzafiato sull’oceano (camera enorme con vista incredibile!), tranquillità e relax per godere appieno anche delle poche ore che decidiamo di trascorrervi a fine giornata (con le sue bellissime piscine perfettamente in armonia con l’ambiente circostante e la sua piccola spiaggia di sabbia vulcanica nerissima, può costituire una sistemazione ideale anche per i viaggiatori più sedentari che decidano di soffermarvisi anche durante il giorno 😉 )

Puerto Calero
Passeggiata Hotel Hesperia-Puerto Calero

Percorrere a piedi al tramonto la stradina che costeggia l’Oceano e collega l’hotel al porticciolo è davvero piacevole, in pochi minuti si raggiunge un gioiellino ancora non troppo turistico, relativamente tranquillo, e dalla rilassante atmosfera marinara dove comunque non mancano negozi alla moda, caffè e ristorantini. In questo angolo di paradiso non sembra di essere ad Agosto alle Canarie…..pochi Italiani, qualche turista francesce, inglese e tedesco che, come noi, vuole tenersi un po’ lontano dalla confusione dei grandi centri.

Per chi decidesse di sostare qui, o anche per i curiosi di passaggio a Puerto Calero, non posso che consigliare una cena in uno dei ristoranti dove ho mangiato meglio in tutta la mia vita! L’immancabile ed accurata analisi delle preziose recensioni lasciate su Tripadvisor ci ha portati con fortuna a scoprire AMURA: ristorante gourmet romantico ed incredibilmente buono! Un po’ caro per gli standard dell’isola ma l’alta qualità delle cene (ben 3 su 6 anche per una che come me ama provare sempre posti nuovi! 🙂 ) vale sicuramente la spesa!

Lasciato Puerto Calero, esploriamo facilmente l’isola in 6 giorni. Se la Natura ha dato il suo enorme contributo per renderla davvero speciale, indiscutibilmente parte del suo fascino si deve all’impegno di César Manrique, artista poliedrico, originario di Lanzarote,  che comprese l’importanza di impreziosire l’urbanistica e il paesaggio della sua terra per attirare turismo ma costruendo edifici in perfetta armonia con la natura vulcanica del terreno.

Fondazione Cesar Manrique
Casa Manrique – Ingresso

La sua impronta edilizia è visibile ovunque, a lui si devono alcune delle attrazioni più suggestive: il Mirador del Rio, la Cueva de los Verdes, il Jameos de Agua e il Jardin de Cactus,  luoghi magici simbolo dell’originalità dell’isola, frutto dei progetti creativi sul territorio realizzati da Manrique preservando, conservando e valorizzando l’ambiente.  Ci si trova così in pochi giorni a vivere in un sogno fatto di più di 10.00 specie di Cactus all’interno di un cava di cenere vulcanica abbandonata (Jardin de Cactus), oppure ad attraversare un tunnel sotterraneo di oltre 5 km scavato naturalmente dalle eruzioni di un vulcano e che arriva fino al mare! (Cueva de Los Verdes. Jameos del Agua è la parte del tunnel più vicina alla costa dove alcuni bar e un ristorante voluti da Manrique, si snodano attorno ad un lago naturale, regalando un suggestivo complesso perfettamente integrato con la natura circostante).

Se ci si vuole immergere appieno nella fantasiosa creatività dell’artista, non potete perdere una visita alla Fondazione Manrique, oggi Istituzione culturale che promuove la diffusione e la conservazione delle sue opere, un tempo la sua casa costruita sopra la colata lavica delle eruzioni avvenute tra il 1730 e il 1736 e i cui spazi interni sono ricavati all’interno di enormi bolle vulcaniche! Bella la vista dall’enorme vetrata che guarda sulla distesa di lava all’esterno e sull’enorme sommità di un vulcano.

Manrique casa 1
Interno casa Manrique – Particolare piscine
Vista sull’esterno – Casa Manrique

Manrique Vetrata

Ma la profonda sensazione di essere sbarcati davvero sulla Luna la si prova spingendosi ad Ovest dell’Isola, esattamente nel Parco Nazionale di Timanfaya. Qui il mondo sembra essersi fermato! Ci si ritrova nel bel mezzo del nulla circondati da lava, crateri, enormi vulcani e silenzio come in un film fantascientifico di Steven Spielberg.

Le Montagne del fuoco o Timanfaya, fanno parte di una vastissima zona colpita dalle eruzioni vulcaniche che nel tempo hanno cambiato completamente l’aspetto morfologico dell’Isola. L’uomo qui non ha alterato nulla, il paesaggio vulcanico è quello che si formò proprio tra il 1730 e il 1736 e poi nel 1824!

All’Interno del Parco Nazionale si trova la Ruta de Los Volcanes, un percorso di circa 14 km percorribile grazie ad un bus turistico che si addentra in uno dei più spettacolari paesaggi vulcanici oggi visitabili.

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Parco Nazionale di Timanfaya – Ruta de los Volcanes
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Parco Nazionale di Timanfaya – Ruta de Los Volcanes
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Ruta de los Volcanes

Per chi come me ama il “fai da te”, imperdibile anche la Caldera de la Montana Blanca. La sommità del Vulcano, a cui è possibile arrivare dopo una salita un po’ faticosa, regala una vista  meravigliosa a 360 gradi sul parco di Timanfaya. Dopo una camminata tra enormi colate di lava, ci si trova di fronte ad un quadro dipinto con le più svariate sfumature di viola, rosso, rosa, grigio e nero.  Macchina fotografica a portata di mano e via con scatti da sogno!

Lanzarote isola dai colori di fuoco dunque ma anche dalle mille sfumature di blu, per l’intenso colore del suo mare della cui bellezza e tranquillità è possibile godere se ci si spinge fino alle belle spiagge di Punta Papagayo, oppure della cui forza si può avere tangibile testimonianza o raggiungendo l’insenatura di Famara, lunga distesa di sabbia scura regno indiscusso dei surfisti grazie al vento che non cessa mai di soffiare (praticamente impossibile passare più di mezz’ora seduti sulla spiaggia senza combattere contro il vento che fa stare a malapena in piedi e che trasforma i granelli di sabbia in piccoli chiodi che puntellano la pelle!), o fermandosi ad osservare le scogliere de Los Hervideros. Qui coste rocciose a picco sul mare ed enormi grotte, regalano paesaggi Danteschi grazie all’impeto delle onde che vi si infrangono facendo quasi ribollire l’acqua (in spagnolo hervir significa proprio bollire).

MareSpiaggia DA IDENTIFICAREPAPAGAYOLos Hervideros

Il mio invito quindi è non farsi attrarre troppo dal turismo caotico e più conosciuto di altre isole delle Canarie ma di fermarsi a Lanzarote… una porzione di Luna sulla Terra!