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Fort-de-France: una tavolozza di colori nel cuore di Martinica

Aprile di qualche anno fa. Un viaggio indimenticabile in barca a vela nelle Piccole Antille con gli amici di sempre e la curiosità di scoprire una manciata di isole, nel cuore del Mar dei Caraibi, in poco più di una settimana.
Motivo del viaggio una bella “sfida” da affrontare insieme, pur nell’intenzione di ritagliarci una piacevole vacanza: partire da Marigot Bay, a Santa Lucia e portare la barca a Trinidad in tempo per essere messa in secco, passando per Saint Vincent e GrenadineGrenada e le altre piccole isole che compongono l’arcipelago, tutto in soli 10 giorni.

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Le ore di volo dall’Italia per giungere a destinazione sono tante, la strada via mare per raggiungere l’obiettivo è lunga. Di quei giorni trascorsi al largo delle coste delle Antille ricordo gli splendidi tramonti, le tante risate, le piccole isole incontaminate accessibili solo via mare e (ahinoi!!)le piogge fuori stagione che, come accade di consueto in queste zone, hanno una portata torrenziale, durano pochi minuti ma, in barca rendono più “complicato” il trascorrere delle ore.

 

Conservo gelosamente il ricordo di questa “piccola” traversata nell’immenso Oceano che, nella sua tappa finale, ci regala il lungo saluto dei delfini giunti a prua a farci da “guida” per accompagnarci in porto e darci il loro personale “arrivederci” a chissà quando!!

Il viaggio termina, come previsto, nello Stato insulare di Trinidad e Tobago.
Nella capitale, Port of Spain, ci attende il primo volo che ci riporterà a casa.
Atterriamo con un piccolo aereo a Fort-de-France, nella Martinica, e qui ci aspettano ben 6 ore di scalo prima di riprendere il viaggio verso l’Europa. Che si fa? Si depositano i bagagli e si approfitta del tempo a disposizione per gustarci le ultime ore ai caraibi…questa volta finalmente via terra! 😉

 

Questa piccola città coloniale, avamposto francese d’oltremare, è una vera e propria esplosione di colori. Una tavolozza di tinte pastello dove a farla da padrone sono il giallo il blu e il rosso che, insieme ad un mix di altri colori più o meno fluorescenti, danno vita ad un allegro arcobaleno che da sempre per me rappresenta la quinta essenza  dei Caraibi.
I colori dei suoi palazzi, della sua frutta esotica, dei vestiti delle donne, dei suoi piatti tipici, si danno tutti appuntamento qui a Fort-de-France  al gran mercato delle spezie e nelle stradine ad esso circostanti.

Costruito nei primi anni del ‘900, è il mercato più grande dell’isola. Si trova al riparo dal caldo e dai forti raggi del sole,  in una grandiosa struttura di ferro e vetro dove ad accogliervi saranno ovviamente i colori accesi ma anche gli amichevoli sorrisi della gente del posto e i profumi dell’isola. Frutta e verdura provenienti dalle coltivazioni locali, sacchi accatastati e recipienti vari che traboccano di ogni genere di frutto della Martinica e poi ancora vaniglia, spezie,  peperoncino, bottiglie di rum e decotti dai “poteri miracolosi” che promettono di rimetterti al mondo!
Oltre ai sapori della sua terra gli abitanti di For-de-France, in questo variopinto mercato, mettono in bella mostra ed in economica vendita anche diversi oggetti d’artigianato tra cui spiccano i cappelli bakoua (tradizionale copricapo della Martinica), i più disparati oggetti realizzati  con le noci di cocco e simpatiche bambole vestite con i coloratissimi vestiti locali.

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CARAIBI Aprile 2008 268

Dopo qualche ora trascorsa a curiosare tra i suoi banchi, lasciate il mercato per esplorare la città, ma non prima di aver bevuto un rinfrescante e dolcissimo latte di cocco direttamente dal frutto appena aperto che le braccia possenti dei tagliatori di cocco vi offriranno all’uscita.

CARAIBI Aprile 2008 274

Mentre si passeggia senza fretta (qui lo scorrere lento della vita è quasi un karma!) le facciate dei palazzi catturano l’attenzione dei turisti il cui naso è continuamente stimolato dal gradevole profumo dei piatti tipici creoli (pesce alla griglia,   gamberetti, chatrou, colombo di pollo…) proveniente dai  piccoli ristoranti aperti all’ora di pranzo.
Peccato essere costretti a lasciare questo bel dipinto!
Mi piace credere in quell’ “arrivederci” dei delfini e saluto Martinica, convinta che…. prima o poi la rivedrò! 😉

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Il paradiso incontaminato di Palmarola. Una splendida sorpresa in mezzo al mare!

Il 25 Aprile 2007, complice la splendida giornata di sole e le temperature quasi estive del litorale laziale, salpo con un gruppo di amici dal porto di Nettuno diretta a Ponza per una piacevole giornata in barca.

Il programma “fai da te” prevede una sosta veloce a Palmarola ma la scoperta di questo paradiso naturale  e la sua inaspettata bellezza ci trattengono più del previsto e, dimenticatici della regina delle isole Pontine, trascorriamo il giorno ad esplorare le coste frastagliate di questo piccolo gioiello disabitato.

25 APRILE 2007 - ISOLA DI PALMAROLA IN BARCA 046
Isola di Palmarola

L’isola è una riserva naturale a circa 10km ad ovest di Ponza, meno conosciuta della sua illustre vicina e delle altre isole che compongono l’arcipelago pontino: S. Stefano, Ventotene, Gavi, Zanone.

Per i Romani come me (e per gli appassionati di immersioni!), questi luoghi diventano meta gettonatissima per trascorrere i caldi week end estivi all’insegna di sole, mare, divertimento e gustose cene di pesce.

Prima di capitarci così, letteralmente per caso, confesso che non conoscevo Palmarola. Non ne avevo sentito parlare e difficilmente avrei potuto credere a chi mi dicesse che, a sole 60 miglia nautiche dalla capitale, si potesse trovare un mare così meraviglioso ed un luogo magico ancora incontaminato, dove il turismo di massa non è arrivato a danneggiare il paesaggio.
Sicuramente la visita “fuori stagione” e l’idilliaco approccio all’isola “via mare”, hanno reso l’esperienza ancora più piacevole ma, la bellezza e i colori di questa terra non lasciano alcun dubbio sulle motivazioni che hanno spinto illustri personaggi, come Folco Quilici e Jacques Cousteau, a definirla l’isola più bella del mondo!

25 APRILE 2007 - ISOLA DI PALMAROLA IN BARCA 063
Isola di Palmarola

Tantissimi  gli approdi naturali  e gli scorci mozzafiato. Scogli, grotte e faraglioni ne fanno un ambiente davvero spettacolare. Incredibili i colori del mare che spaziano dall’azzurro turchese al verde smeraldo lasciando letteralmente incantati e ricchissima la vegetazione che disegna i contorni dei rilievi dell’entroterra.

Ma la peculiarità del luogo risiede soprattutto nella sorpresa che riservano al visitatore le pendici delle sue alture…
Nascoste agli occhi degli osservatori meno attenti, le numerose cavità della roccia celano la caratteristica più singolare dell’isola:
la presenza di una decina di case-grotta.
Scavate dai ponzesi a partire dal ‘700 principalmente per pescare o come buen retiro lontano dal caos di Ponza, queste abitazioni spartane e comode quanto basta, hanno svolto in passato una funzione prettamente abitativa per poi essere adibite col tempo anche a depositi per attrezzi agricoli.
Oggi Palmarola è abitata solo d’estate dai pochi fortunati ponzesi che vi si rifugiano e pensate che le uniche costruzioni dell’isola sono proprio queste caratteristiche “case”, i due piccoli ristoranti a Cala del Porto e la villa delle sorelle Fendi, custodita durante l’anno da quello che si può definire l’unico vero abitante dell’isola 🙂 .

25 APRILE 2007 - ISOLA DI PALMAROLA IN BARCA 068
Isola di Palmarola – Casa-Grotta

Che arriviate con un’imbarcazione privata o con i collegamenti giornalieri veloci  da Ponza, siate audaci e, come noi,  provate a chiedere di poter visitare l’interno di una delle case grotta se siete abbastanza fortunati da imbattervi in uno dei suoi proprietari.

25 APRILE 2007 - ISOLA DI PALMAROLA IN BARCA 075
Isola di Palmarola – Casa-grotta
25 APRILE 2007 - ISOLA DI PALMAROLA IN BARCA 078
Vista dalla terrazza della casa-grotta
25 APRILE 2007 - ISOLA DI PALMAROLA IN BARCA 080
Unico corridoio della casa-grotta
25 APRILE 2007 - ISOLA DI PALMAROLA IN BARCA 081
“finestra” della casa-grotta

Dopo qualche ora passata tra i faraglioni e le calette, decidiamo di fermarci proprio dove da lontano aveva catturato la nostra attenzione un signore intento a trafficare sulla “terrazza” di una casa. Ancoriamo la barca e incuriositi risaliamo la parete di roccia fino ad arrivare alla porta d’ingresso. L’accoglienza è calorosa! Il proprietario, per nulla infastidito dalla nostra discreta curiosità, ci invita ad entrare, ci lascia scattare foto e ci racconta di come trascorre le giornate a pescare con il figlio.
la vista dall’alto è meravigliosa! il silenzio è interrotto solo dai gabbiani e dal rumore del mare e resta difficile credere come si possa vivere così, ad un passo da tutto, facendosi bastare il niente o poco più! Percorso l’umidissimo corridoio che porta all’altra estremità del promontorio e della casa, ci aspetta la finestra più suggestiva da cui abbia mai avuto il privilegio e la fortuna di osservare il mondo: una fessura ricavata nella roccia a pochi metri dal mare che lascia contemplare, immersi in una pace surreale, il panorama circostante.

25 APRILE 2007 - ISOLA DI PALMAROLA IN BARCA 118
Isola di Palmarola – approdo

 

25 APRILE 2007 - ISOLA DI PALMAROLA IN BARCA 121
Isola di Palmarola – grotte
25 APRILE 2007 - ISOLA DI PALMAROLA IN BARCA 030
Isola di Palmarola – grotta naturale

La giornata purtroppo passa veloce, il sole comincia a calare,  ancora il tempo  di un caffè e si è fatta già l’ora di riprendere la navigazione verso casa……la brezza marina piuttosto fredda di Aprile punge la nostra pelle mentre, assorti nei nostri pensieri, ci lasciamo alle spalle questo paradiso terrestre dove sarebbe bello poter tornare per fare quel tuffo nelle sue limpidissime acque che la temperatura di quel lontano 25 Aprile non mi ha concesso di fare ormai più di 7 anni fa! 🙂