Con immenso piacere pubblico questo articolo dedicato ad un “viaggio” insolito. Nessun itinerario alla scoperta di terre lontane o antiche città. Questo è un tuffo straordinario nelle profondità del mare. Siamo in Italia, non ai Caraibi o sul Mar Rosso e la bellezza e ricchezza dei fondali è comunque unica. Gianluca ci porta con se nel mare nostrum del Conero e insieme a lui e la sua contagiosa passione, scendiamo negli abissi per incontrare un “piccolo amico”. Gianluca, come me, molti anni fa ha lasciato la sua amata Roma ma nel cuore delle Marche, terra che lo ha adottato, ha tanti preziosi amori, uno di questi è Il Mare.
Ah..Gianluca tra le altre cose è anche mio cugino….. la passione per il mondo e i suoi tesori sarà un “vizio” di famiglia! 🙂
Ore 07.00, mi accingo a prepararmi, monto l’attrezzatura e la sistemo, il tutto sul mezzo che ci porterà al porto dove si trova ormeggiato il gommone. Infilo il sottomuta, poi la mia fedele muta stagna, sì perché d’inverno il mare è freddo. E’ una mattina dal tempo sereno, destinazione: relitto “M/N NICOLE”, Numana.
Si parte, tutti sul gommone, ridiamo e scherziamo, euforici in attesa di tuffarci nel blu.
Ecco la boa, bianca, siamo arrivati! ancoriamo il gommone ed inizia la vestizione, controlliamo meticolosamente tutta la nostra attrezzatura…poi ci tuffiamo, ci diamo l’ok e scendiamo giù, oltre il pelo dell’acqua.
I primi metri mi sconfortano, visibilità di pochi centimetri, poi la sagoma, eccolo il relitto, fermo, immobile nel mare dal colore verdastro. Nuvole di pesci lo avvolgono, mi sento sereno. Il silenzio. Accendo la fotocamera, preparo il flash, devo essere pronto per quando lo vedrò. Giro intorno al relitto. Lamiere contorte. Ogni anno il mare ne reclama una parte, adesso mi stacco dalla parete puntando in mare aperto, la visibilità è discreta, la torcia fende l’acqua e illumina i punto di arrivo. Grovigli di tubi, reti intricate: è li che lui ci aspetta. Lo cerco, il suo mimetismo è eccezionale specialmente in questo periodo con il mare reso torbido dalle correnti, ma lo trovo, fiero, spettacolare, delicato, adagiato vicino ad una nassa sembra provenire da una storia fantastica, fiabesca…. è lui il cavalluccio marino.
È l’incontro con questa attività, la subacquea, che mi ha fatto scoprire ancora più profondamente il mare, un posto da me molto amato e dove fortunatamente vivo. Queste brevi righe fanno parte di un libro stampato nella mia mente e nel mio cuore.
Vivo nei pressi di Numana, in provincia di Ancona, dove ho scoperto un gruppo di appassionati e amanti del mare con cui vivo avventure stupende. Posto questo sicuramente da visitare sia per gli amanti di questa attività, sia per chi è amante del relax e del buon cibo!



La storia racconta che durante i lavori che nel 1936 furono avviati per abbassare il livello del terreno in cui si trova l’albero, sia stata trovata una moneta del XIV secolo tra le sue radici. Secondo me, al termine di questa breve passeggiata nel quartiere, avrete fatto sicuramente colpo e pensate che proprio nella bellissima e suggestiva Basilica di Santa Sabina dove avrete appena ammirato il sacro albero di arancio, molte domeniche è facile assistere ai matrimoni di tante giovani coppie! 🙂 Se siete superstiziosi però, e la passeggiata romantica sta andando proprio come speravate, non lanciatevi in ardite fantasie sul compiere il “gran passo” proprio in questo luogo, perché il diavolo in persona pare sia un assiduo frequentatore della zona 😀 Nel 1220 la vita di san Domenico e dei suoi frati, stando alle numerose leggende medievali, venne più volte messa a dura prova dal diavolo. Una di queste leggende tramanda che una notte San Domenico, mentre pregava prostrato per terra all’ingresso della chiesa, fu sfiorato da un pesante blocco di basalto nero che il diavolo, non riuscendo nell’impresa di indurlo in peccato, afferrò dal tetto della chiesa e gli scagliò contro con una violenza inaudita. Il blocco cadde vicino al Santo che incolume continuò a pregare. Si dice che alcuni riescano ancora a sentire nell’aria la presenza di Satana a Santa Sabina dove ogni tanto torna, si ferma sulla porta e poi, sconsolato, se ne va. 