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Innamorarsi di Budapest

Di Budapest te ne innamori appena scendi dall’aereo!
L’Aeroporto Ferihegy, commercialmente noto come Aeroporto Internazionale Budapest-Ferenc Liszt, è già di per sé una piacevole scoperta: ordinato, moderno, pulitissimo e non troppo lontano dal centro città ma, soprattutto, con un sistema di “incanalamento” della fila per i taxi “sicuri” assolutamente da prendere a modello, specialmente per noi italiani! 🙂
Una segnaletica striscia a terra ti conduce al servizio taxi ufficiali (Zona Taxi) e alle altre ugualmente affidabili e sicure compagnie private tra cui la FoTaxi che, per circa 20 euro, dopo aver smistato con cura e rapidamente i passeggeri in attesa, in poco più di mezz’ora ti porta comodamente a destinazione (la tariffa varia a seconda della zona da raggiungere ma, di fatto, arrivare a Pest è molto conveniente, e può arrivare a costare un massimo di 25/30 euro).

Se il buon giorno dunque si vede dal mattino, la vacanza non poteva che riservarmi splendide sorprese! E in effetti è stato proprio così. Un week end lungo di San Valentino soleggiato, freddo quanto ti aspetti nel mese di Febbraio ma con un bel cielo terso,  e una piacevole assenza delle orde di  turisti che assalgono solitamente la città in periodi più gettonati come Natale e primavera.

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Pest , lungofiume _ Una delle tante statue di bronzo sparse per la città

Molto spesso ho letto e sentito paragonare la capitale ungherese a Praga. Personalmente, al di là del fascino malinconico che credo accomuni molte tra le più belle e note città dell’est europeo, non trovo il paragone molto calzante!
Budapest ha un’anima tutta sua, dove il passato non è mai lontano ma le cui cicatrici, almeno apparentemente, o almeno per me, sembrano “nascondersi meglio” e far capolino meno prepotentemente che altrove. Anche nel mostrare il suo difficile passato, Budapest sa essere discreta, riservata e rispettosa di chi vuole conoscerne le sue vicissitudini ma senza volersele vedere sbattute in faccia …. un’elegante signora eclettica ed impenetrabile come i suoi abitanti che, vuoi  per una lingua non semplicissima, vuoi per la moneta diversa da quel tanto diffuso Euro, sembrano vivere quasi in disparte nel vecchio continente, così da donare quel senso di unicità meraviglioso a questo gioiello architettonico che osserva i suoi vicini coraggioso e nobile, a cavallo del Danubio, tra le colline di Buda ad ovest e la grande pianura ad est, per sedurti e farti innamorare. Sullo sfondo un “palcoscenico” puntellato dalla serie di ponti più affascinanti che abbia mai attraversato e avuto il piacere di osservare e che, al tramonto, raggiunte il culmine della bellezza con il Liberty Bridge (Szabadsag hid).

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Buda _ Ponte della Libertà

Sono partita per Budapest bramosa di vedere il suo suggestivo Parlamento, il noto Ponte delle Catene, i bagni termali….poi arrivo lì e scopro che a lasciarmi il segno sono stati alcuni dettagli meno conosciuti come la sua antichissima metropolitana, le vie più lontane dal frequentatissimo quartiere Belvaros, la parte di Andrassy Utca delle ambasciate e degli edifici più eleganti che non punta dritto al Danubio ma al Piazzale degli Eroi, il suo più suggestivo “ruin barSzimpla Kert , le tante statue di bronzo disseminate per la città, la bella Szabadsag ter (la piazza dell’Ambasciata USA) e, se i particolari sono spesso a fare la differenza, il toccante messaggio inciso nella scultura di fronte la casa del Terrore che simboleggia la Cortina di Ferro ed infine, la sua cucina tradizionale che ha saputo dotarsi di quel tocco di internazionalità da far tranquillamente annoverare Budapest tra le migliori città europee per offerta e varietà, oltre che per l’alto livello di ristoranti e pasticcerie!

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Pest , Andrassy Utca _ Monumento “Cortina di Ferro” di fronte la casa del Terrore

Un week end lungo può bastare come primo approccio alla città…ma una seconda o terza visita possono regalare utili ore in più per poter fare tutto quello per cui venire a Budapest è assolutamente consigliabile. Presto tornerò anche io per vedere e fare ciò che dopo il bel week end manca ancora all’appello:
– Rilassarmi alle terme Széchenyi o ai Bagni Gellért
– Girovagare tra le statue del Memento Park
– Godermi il tramonto sulla città da uno dei tanti battelli che effettuano romantiche gite sul Danubio (un’alternativa al battello è la linea 2 del tram che attraversa tutto il centro storico della città lungo le sponde del Danubio)
– Godermi una mattinata di sole sull’isola Margherita
– Scattare una bella foto ai “ragazzi della via Pal” di fronte al civico 11 di Prater Utca.

Ora posso semplicemente provare a farvi sognare di essere lì o ispirarvi per organizzare un vostro prossimo viaggio, raccontandovi cosa vale davvero la pena fare e vedere per me una volta arrivati e con un paio di giorni a disposizione!

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Pest _ Statua in bronzo di Imre Nagy che guarda verso il Parlamento

Cercate una sistemazione a Pest innanzitutto! E’ a est del Danubio che troverete le zone più vive della città e la maggior parte delle attrazioni e da qui, con assoluta facilità, potrete raggiungere la collina di Buda grazie ai tanti ponti che collegano le due sponde del fiume. Budapest offre ancora eccellenti sistemazioni a prezzi molto convenienti…potrete soggiornare in hotel 5 stelle al costo che solitamente caratterizza un 3/4 stelle in una qualunque altra città del vecchio continente!

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Duna Korzò (Lungo Danubio) , Pest _ Kiskiralylany (Principessina), statua in bronzo

Indipendentemente dall’ora di arrivo in città, puntate dritto al Danubio! Il primo impatto con Budapest dovete averlo da lì.
Se siete a Pest godrete della vista sul Palazzo Reale e sulla Citadella, se vi trovate a Buda ad incantarvi sarà il profilo neogotico del Palazzo del Parlamento e, dovunque vi troviate, la scenografia sarà sempre e comunque impreziosita dalla vista dei 4 bellissimi ponti principali che collegano le due sponde del fiume: il Ponte Margherita, il Ponte delle Catene, il Ponte Elisabetta e il Ponte della Libertà.

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Pest _ Ponte delle Catene

Questo primo approccio servirà solo per caricarvi del giusto spirito con cui visitare questa città: un mix di curiosità, ammirazione, romanticismo e relax.
Armati di tanto bagaglio emotivo, percorrete le strade del quartiere Erzsébetvaros, non mancando di attraversare Andrassy Utca verso la Basilica di Santo Stefano dove entrerete per salire sulla sua cupola e godere dello splendido panorama su tutta la città  e dove varrà la pena soffermarsi qualche minuto per vedere la reliquia della mano destra del re-santo Stefano.
Dirigetevi più a nord verso il quartiere Lipotvaros per raggiungere la bella piazza Szabadsag. Un rettangolo arioso ed elegante dominato dall’edificio dell’Ambasciata USA e dal memoriale dell’Esercito Sovietico a farle da storico contraltare! Arrivateci passando davanti il colorato edificio art noveau del Posta Takarekpenztar (Postal Savings Bank) e proseguite poi verso il Parlamento non prima di averlo osservato insieme alla Statua di Imre Nagy su un piccolo ponte in bronzo.

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Pest _ Szabadsag tér

Arrivati davanti al Parlamento fermatevi e scattate le consuete foto di rito ma godetevi soprattutto la sua elegante maestosità che per un attimo sembra catapultarvi a Londra di fronte al ben più lontano palazzo di Westminster!
Passeggiate sul lato del palazzo che si affaccia sul fiume, riempite gli occhi e il cuore con la vista verso Buda e il ponte delle Catene e mentre vi dirigete verso Belvaros, osservate in silenzio le sessanta paia di scarpe di bronzo in memoria della Shoa.
60 paia di scarpe che sembrano vere, 60 paia di scarpe che tolgono il respiro e che ricordano agli occhi di chi le osserva la ferita più grande della città che porta il nome di Olocausto.

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Pest _ Memoriale Shoa

Una targa spiega in lingua ungherese e inglese, il senso del monumento. È il memoriale dell’eccidio ebraico avvenuto nell’inverno tra il ’44 e il ’45. Le Croci Frecciate collaborarono con i nazisti nel processo di deportazione e assassinio di migliaia di ebrei ungheresi. Il Danubio a fare da fossa comune per uomini, donne e bambini torturati, violentati e poi trascinati sulle sponde di Pest, derubati delle proprie scarpe e della propria dignità.
Legati a gruppi di tre venivano trascinati  in acqua dal peso inerme del cadavere della persona che si trovava al centro e a cui senza pietà si puntava la pistola. Una sola pallottola e in fondo al fiume, nella corrente, tre anime senza colpa.  Un memoriale che colpisce dritto al cuore come l’albero della vita nel cortile della Grande  Sinagoga. Andate a vedere questo edificio moresco, il più grande di culto ebraico presente in Europa e secondo solo alla Sinagoga di New York.
Il salice piangente di Imre Varga sistemato nel cortile della Sinagoga Dohany è fatto di tante piccole foglie d’argento ognuna della quali rappresenta una persona, una vita umana volata via d’improvviso come le foglie in autunno.

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Pest _ Albero della Vita nel cortile della Grande Sinagoga

Un popolo che ignora il proprio passato non saprà mai nulla del proprio presente” scriveva Indro Montanelli e la straordinarietà del popolo ungherese risiede nella sua capacità di non dimenticare ma allo stesso tempo di saper guardare al presente e al futuro e ingegnarsi ed è così che, non molto lontano dalla Sinagoga, potrete concedervi una pausa  nella più fantasiosa espressione dell’originalità cittadina costituita dai “ruin  bar”: il Szimpla Kert.
I pub in rovina sono  una peculiarità di Budapest e nascono dall’estro e dalla fantasia di giovani intraprendenti che, da vecchi edifici in rovina appunto, hanno deciso di ricavare suggestivi angoli di ritrovo frequentati  da turisti e molta gente del posto.

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Pest, quartiere ebraico _ particolare del “ruin bar” Szimpla Kert
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Pest, quartiere ebraico _ Szimpla Kert

Tra i 100 bar più belli del mondo secondo l’autorevole Lonely Planet,  il Szimpla Kert, ricavato all’interno di una fabbrica abbandonata, non può che conquistare gli avventori che qui vengono per bere una birra, per ascoltare musica dal vivo, ballare o assistere a mostre fotografiche o di design, il tutto in un’atmosfera surreale che poco a che fare con il concetto di bar/pub tradizionale che tutti noi abbiamo in mente. Tante sale eccentriche con strani neon alle pareti o insolite sculture, angoli arredati come vecchi salotti o sensuali boudoir, banconi circondati da piante e un enorme cortile con sedie e biciclette appese a cielo aperto. Un posto da non perdere a Budapest incastonato in una gradevole via, Kazinczy Utca, vicinissima a Wesselenyi Utca, altro caratteristico gioiellino urbano pieno di wine bar e caffè intimi e alternativi così diversi dai turistici locali di Belvaros che comunque merita una visita.

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Pest, quartiere ebraico _ Interno dello Szimpla Kert

Sempre a Pest, fermatevi in mezzo alla Piazza degli Eroi e respirate tutto il suo simbolismo, proprio lì vicino i Bagni Széchenyi, e il fiabesco Castello di Vajdahunyad ai cui piedi d’inverno entra in funzione la pista di pattinaggio sul ghiaccio più grande d’Europa. Nel tragitto verso la piazza degli Eroi al 60 di Andrassy Utca, trascorrete un paio d’ore nella Casa del Terrore, il museo allestito nell’ex sede centrale della temutissima polizia segreta.

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Pesy _ Castello di Vajdahunyad

 

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Pest_ Ingresso Casa del Terrore

Lasciate Pest e attraversando il Ponte delle Catene raggiungete Buda, salite sulla Budavari Siklò, la funicolare del 1870 che vi porterà in cima alla collina del Castello e una volta lì girate nei giardini del Palazzo Reale godendovi il panorama dai tanti punti panoramici che faranno solo da più modesto preludio all’incredibile vista che vi incanterà dal vicino Bastione dei Pescatori, proprio lì dove ad aspettarvi c’è anche la Chiesa di Mattia che forse vedrete troppo velocemente perché rapiti dal panorama antistante e dal tramonto più bello sulla città di Pest. (Altro punto panoramico verso il Parlamento, oltre il Bastione e sempre a Buda, molto meno noto è quello costituito dalla Piazza Batthyany….è un segreto…non diciamolo troppo ai turisti! 😉 )

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Buda _ Funicolare

 

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Buda _ Vista sul Parlamento dal Bastione dei Pescatori

Già che siete da questa parte della città, non vi resta che concludere la giornata in un ristorante FAVOLOSO: Arany Kaviar . Sedetevi in questo salotto rosso e gustate qualsiasi piatto…anche se non capirete cosa state mangiando il vostro palato vi ringrazierà! 😀 … due passi per smaltire la cena, la splendida vista notturna verso Pest e la felicità è servita!
Un po’ caro per gli standard della città ma altrettanto degno di nota il ristorante Onyx a Pest. Molto chic e dall’arredamento ricercato, vi farà dimenticare di essere a Budapest ed uscendo vi chiederete che fine ha fatto l’Empire State Building! Ma qui siamo in Europa, questa non è New York anche se ci si può divertire lo stesso la sera, basta mettersi in fila per entrare in uno dei tanti locali di tendenza sulla Szécheny István. Noi abbiamo scelto il BadGirlz Bar & Club…un gettonato incrocio tra il  Coyote Ugly di stampo USA e il nostrano Loolapaloosa meneghino!

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Pest _ BadGirlz Cafè & Club

Ottimi coktail, bella musica e allegre coreografie sul bancone del bar delle sue graziose bariste, clientela giovane ed internazionale dove i maschietti potranno finalmente dire di aver ammirato anche le famose bellezze ungheresi (e non mi riferisco a quelle architettoniche!) 😉

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Pest, Duna Korzò (Lungo Danubio) _ Particolare statua di bronzo con sullo sfondo il Tram della Linea 2 che pecorre il centro città lungo il fiume

 

 

Vi racconto di me…..

Per svelarvi  un po’ di me ho deciso di pubblicare l’intera intervista fattami dai ragazzi della community di viaggiatori “Wanderlust Italia”.  11 domande per scoprire chi sono. 11 risposte per provare a raccontarvi dei miei sogni.

Zabrieskie Point _ Death Valley
Zabriskie Point _ Death Valley

La prima domanda, classica, che ti poniamo è: quale è il tuo nome, il nome del tuo blog e perchè hai scelto questo nome?

Mi chiamo Federica e il mio blog “Viaggiare è Sognare”. Appassionata di viaggi da sempre ed inguaribile sognatrice, sono fermamente convinta che il viaggio sia la realizzazione di un sogno…almeno per me!
Anche quando non si ha la possibilità di viaggiare davvero, lo si può fare comunque con la fantasia, ascoltando/leggendo i racconti di viaggio altrui e quindi sognando. Questo significato ambivalente del viaggio concretamente intrapreso come realizzazione di un sogno, e del viaggio immaginato, fantasticato, soltanto sognato appunto, mi sembrava perfetto per il mio blog che vorrei riuscisse ad arrivare al viaggiatore più incallito ma anche al semplice curioso sognatore che ama viaggiare solo con l’immaginazione. Attraverso il mio sito, vorrei trasmettere la meraviglia, lo stupore, la felicità e il senso di soddisfazione e pace interiore che provo quando vado in giro per il mondo, che sono poi anche alcune delle sensazioni che vivo quando faccio un bel sogno.
Questo il motivo più “filosofico” della scelta del nome, c’è poi quello più “semplice” dell’aver dato al blog lo stesso titolo di uno dei tanti libri a tema viaggi che mi sono stati regalati e che conservo gelosamente nella mia libreria: “Viaggiare è Sognare” di Gloria Chilanti! Lo chiesi in regalo soltanto basandomi sul titolo che mi aveva colpito molto.

Da quanto tempo di cimenti in questa vita da travel blogger?

Scrivo dei miei viaggi sul blog solo da pochi mesi, per l’esattezza da novembre ma, praticamente da sempre, viaggio appena posso e quando ho i soldi per farlo!

Come è scaturita in te l’idea di aprire un blog e gestirlo?

Mi ha spronata il mio compagno. Siamo entrambi piuttosto “esperti” nell’utilizzo di internet e dei social media per questioni professionali, così, in un momento in cui ho avuto più tempo per dedicarmi alle mie passioni mi ha detto: “perché non scrivi dei tuoi viaggi? Sei appassionata e scrivi bene, potresti aprire un blog ed io potrei aiutarti a metterlo in piedi dal punto di vista grafico …..corredalo con le foto che ami tanto fare e magari, prima o poi, riuscirai a trasformare una vera passione in un lavoro!”. Il giorno dopo mi ha inviato una mail in cui c’erano i dettagli della URL acquistata su word press e allegate le varie mail di conferma dell’apertura del profilo “Viaggiare è Sognare” sui vari social network per la sua “pubblicità”!. “Ora hai tutto” ha aggiunto, “Comincia a scrivere e vedrai che piacerà a te e ai tuoi lettori!”.

Quali sono state la peggior e la miglior esperienza vissuta durante i tuoi viaggi?

Forse sono particolarmente fortunata o forse soltanto dotata di poca memoria quando si tratta di cose spiacevoli :-D, ma ho la sensazione di aver vissuto esperienze sempre positive durante i miei viaggi. Ci può essere stata qualche delusione relativa alla scelta degli alloggi (viaggio rigorosamente organizzando tutto da sola, senza terzi che lo facciano al posto mio), o luoghi che credevo più magici e belli di quanto in realtà fossero dal vivo o episodi poco simpatici con la gente del luogo ma, di fatto, anche dalle esperienza meno entusiasmanti, ho sempre cercato di trarre il lato positivo. Quella che forse posso definire “La peggior esperienza” guarda caso, non è legata ad una mia sensazione spiacevole ma a quella del mio attuale compagno di vita e di viaggio 🙂 …… il suo disagio ha finito per rendere meno piacevole anche per me un qualcosa che probabilmente da sola non avrei trovato poi così terribile: La visita a Marrakech di una conceria berbera! Siamo arrivati alla conceria dopo essere stati “fregati” da un finto berbero che ci ha chiesto dei soldi per averci dato una mano a raggiungerla; una volta entrati, l’odore acre di escrementi di piccione con cui riempiono le vasche per conciare le pelli, ci ha costretti a girare nella conceria con una foglia di menta sotto il naso…nulla di particolarmente disastroso fin qui se non fosse che, per ben due volte, il mio compagno è stato sul punto di cadere nelle vasche maleodoranti e piene di urina! Finito il “tour” in compagnia di un simpatico locale, praticamente siamo stati costretti ad acquistare un manufatto di pelle che probabilmente si può trovare anche sulle bancarelle del mercato di via Sannio a Roma, alla modica cifra di 60 euro che vi assicuro è la cifra più alta spesa per un “souvenir” a Marrakech 😀

Conceria Berbera _ Marrakech

Per quanto riguarda la migliore esperienza di viaggio, mi sento di voler fare una generalizzazione: tutti i viaggi fatti in barca a vela (amo il mare e per anni con cari amici ho fatto bellissimi viaggi in barca…Croazia, Sardegna, Corsica, Puglia, Antille Francesi …. ). La vista privilegiata di certi luoghi che si può avere dal mare, resta quanto di meglio ho avuto il piacere di osservare negli anni. Per essere più precisa invece, credo che il safari in Kenya fatto due estati fa, sia assolutamente annoverabile tra le esperienze più belle di viaggio mai fatte! Di questa avventura in Kenya parlerò presto nel mio blog.

CARAIBI Aprile 2008 151
su Argentaria nelle Antille Francesi

Quale è stato l’articolo che hai scritto con più gioia?

Amo scrivere della mia città: Roma. Ma mi ha dato molta soddisfazione scrivere del mio viaggio on the road nella Valle della Loira. È un posto magico che vale la pena visitare, possibilmente in primavera o in estate. Da piccolina adoravo il cartone animato “Lady Oscar” e crescendo ho sviluppato un forte interesse per la storia ….. La Valle della Loira era perfetta per me!

Dimmi cosa è per te un viaggio: esprimilo cercando di trasmettere le emozioni che provi

Credo di aver già risposto a questa domanda prima, quando ho spiegato il perché del nome del mio blog. Aggiungo che per me ogni viaggio è una crescita interiore, un arricchimento personale. Viaggiando scopro cosa c’è oltre la mia città, il mio paese e le sue usanze, e mi apro al “diverso” e alle sue tradizioni, imparando e portando al mio ritorno nella valigia qualche contenuto in più: ricordi, emozioni, persone, luoghi di straordinaria bellezza e tante scoperte! Usando le parole di Stanislao Nievo: “Il viaggio è una forma antica di uscire da se stessi, continuando a restarci. Cambia il panorama, spesso le persone, qualche volta il cuore e si passa l’esame con se stessi in ogni luogo, o almeno ci si vede fuori dalle proprie abitudini……Il Viaggio è un costume diverso, un vestito che mette a prova la nostra capacità d’indossare il mondo, lontano da casa..” Il viaggio infine per me è il trionfo dei cinque sensi, ciò che più stimola nell’essere umano il loro contemporaneo utilizzo! Volete insegnare ad un bambino quali sono e come funzionano i 5 sensi? Portatelo in viaggio!
Un bel viaggio, il più delle volte, può essere un gran piacere per gli occhi grazie alle tante meraviglie che si può avere occasione di vedere (penso ai canyon scavati dal fiume Colorado negli USA o alle Sequoie giganti nel Sequoia National Park in California); delizia per il palato per la cucina locale che si può aver voglia di sperimentare (senza soffermarmi su tante squisite scoperte culinarie all’estero, come non apprezzare la varietà della cucina regionale in qualunque viaggio in Italia!!!); stimolo per l’olfatto quando si è in grado di prestare attenzione anche agli odori di certi luoghi (io da anni mi sento un po’ come un “cane da tartufo” per la propensione a sentire in giro anche i più impercettibili odori che spesso si imprimono nella memoria tanto da permettermi nel tempo di associarli esclusivamente a determinati luoghi) e infine, sorprendente esperienza uditiva (provate ad assistere ad un concerto al Palazzo della Musica Catalana di Barcellona o ad uno spettacolo di flamenco in un autentico Tablao a Siviglia!).

Sequoia National Park _ California

Come preferisci viaggiare? Sola o in compagnia?

Mi piace viaggiare in compagnia se la compagnia è buona (ed è sempre buona perché la scelgo 🙂 ), per poter condividere sul momento le mie emozioni. In generale sono molto “social” e poco “lupo solitario”. Il miglior modo di viaggiare per me è comunque insieme al mio compagno. Non è mai stato un appassionato di viaggi come me ma, da quando stiamo insieme, ha scoperto che condividere certe esperienze con la persona giusta può far appassionare al girare il mondo anche i più abitudinari come lui…..ora, non dico che sia riuscita a trasmettergli il “Wanderlust” ma, potrebbe essere già molto vicino al contagio!

C’è un luogo che ami particolarmente?

Sono due città in realtà e non chiedetemi di scegliere : Roma e Londra. Roma è la mia città, ci sono nata e cresciuta e per me resterà sempre la città più bella del mondo anche con i suoi tanti difetti. Londra è tutto ciò che Roma non è: cosmopolita, emancipata, organizzata, moderna, efficiente……tutto questo e anche di più, impreziosito da un’incredibile storia e una ricca offerta culturale!

Camden town _ Londra

Quale sarà il tuo prossimo viaggio?

Ho in programma di andare a Budapest dal 12 al 15 Febbraio …..per assoluta casualità vedrò per la prima volta questa romantica città proprio nel giorno in cui si festeggiano gli innamorati. Mai festeggiato San Valentino in vita mia 🙂 ! Mi sembra una fantastica “prima volta”! In realtà saremmo dovuti partire lo scorso 16 gennaio ma, a causa dello sciopero dei controllori di volo all’Aeroporto di Orio al Serio, il volo è stato cancellato….Ryanair ci ha garantito una nuova partenza e il primo week end disponibile per me e il mio compagno è proprio quello a cavallo di S.Valentino!

Quando scrivi un post su una località che hai visitato, quali sono gli aspetti a cui presti maggiore attenzione?

Che non sia noioso, che riesca a trasmettere emozione e suscitare curiosità e che dia consigli ovviamente su cosa vedere, ma anche su dove mangiare. Partendo da questo, scrivo di fatto molto di getto…. i miei racconti alla fine credo rispecchino molto la persona che sono: diretta, spontanea e poco costruita….almeno spero!

Quale è la cosa che devi assolutamente fare quando visiti un posto nuovo?

Documentarmi prima di arrivare. La “documentazione” spazia dal leggere le guide turistiche più note, allo scovare nel web racconti di viaggio (nei vari forum e blog) in cui si svelano chicche da non perdere; dal leggere romanzi ambientati nelle città o nei paesi che sto per andare a visitare (“Il Maestro e Margherita” ad esempio prima di recarmi a Mosca), al leggere i consigli delle migliori riviste di viaggio e, da qualche anno, buttare un occhio alle recensioni di Trip Advisor su hotel e ristoranti. Una volta arrivata a destinazione, non posso fare a meno di scattare fotografie, l’altra mia grande passione.

In maniera veloce, senza spiegazioni, scegli una delle due/tre opzioni

MARE – MONTAGNA
CALDO – FREDDO
TRENO – AEREO
BICICLETTA –
MOTORINO
CAMMINATA – CORSA
TROLLEY – ZAINO
BIRRAVINO – ACQUA
TOKYO – NEW YORK
MIAMI – SINGAPORE
ROCK – JAZZ
ITALIA – ESTERO
CAMPEGGIO – CASA – HOTEL

Top of The Rock _ New York

Ed infine uno spazio libero per parlare di te e di qualsiasi cosa tu voglia (5 righe massimo a disposizione)

34 anni tra pochi giorni, romana di nascita e spirito ma milanese di adozione. Laureata per passione in Scienze Politiche Internazionali e per passione e con passione vivo e faccio praticamente ogni cosa, prendendomi il rischio di sbagliare piuttosto che rischiare di aver rimpianti! Tutte le passioni in fondo sono viaggi del cuore. Lo seguo ovunque mi porti …..fino ad oggi sono stata fortunata o è stato molto bravo a condurmi 😉

 

Seguendo il fuoco rosso dei Guarà nel cielo azzurro del Brasile

Andiamo in Brasile insieme alle emozioni letterarie di Maria Sorbi e quelle fotografiche di Marco Serazio. Lei amica esuberante, giornalista, e mamma premurosa. Lui imprenditore, avventuroso viaggiatore con la passione per la fotografia e affettuoso papà. Un evento: la migrazione dei Guará, che gli/ci regala un incredibile viaggio in un paese da scoprire anche con i loro preziosi consigli!

 

Articolo Maria
Stormo di Guarà _ Foto di Marco Serazio

Cari amici di Viaggiare è Sognare, vogliamo condividere con voi la nostra esperienza nel nord del Brasile. Un’avventura tra natura e paesaggi mozzafiato. Ecco come noi ci siamo innamorati di quei luoghi magici:

È quasi l’ora del tramonto. Ci appostiamo sul fiume vicino a un isolotto del delta di Parnaiba. E aspettiamo, in silenzio, a bordo di una barchetta. Spegnamo il motore. Passa mezz’ora e dall’orizzonte ecco che spunta il primo stormo di uccelli Guarà. Restiamo senza fiato talmente sono belli. Sfrecciano, rosso fuoco, sopra le mangrovie e si appostano sugli alberi della foresta. Macchie di colore acceso in mezzo al verde fitto degli alberi. Uno spettacolo.

Il Brasile è anche questo. Al Nord, sul fiume che separa lo stato del Maranhao e del Piauì, nella seconda metà di agosto è possibile intercettare la migrazione dei Guarà, splendide creature dalle piume rosse. Abbiamo preso spunto da questo magico e raro evento per costruire le tappe del nostro viaggio. E così ci troviamo a visitare un Brasile diverso e a concludere ogni nostra serata tra pescado alla griglia, amache, caipirinhia e due salti di forrò, la danza tipica del nord.

Da non perdere le lagune del parco nazionale dei Lencois Maranhenses (dette le lenzuola): dune di sabbia bianca intervallate da specchi trasparenti di acqua dolce. È l’acqua delle piogge, che contribuisce a formare un paesaggio lunare ed unico. Bellissimo rotolare sulla sabbia fino a tuffarsi in acqua. Imperdibili anche: una mattina all’alba sulle barche dei pescatori, una gita sui quod attraverso il deserto dei Lencois fino a raggiungere l’oceano, una visita a Santo Amaro, a pochi chilometri da Barreirinhas, villaggio intonso dove non sono ancora arrivati né il turismo né l’asfalto.

Articolo Maria 3
Parco Nazionale dei Lencois Maranhenses _ Foto di Marco Serazio

Per concludere il lungo viaggio in mezzo alla natura, la meta ideale è Jericoacoara, patria del kite surf e della capoeira, già scoperta da anni dagli italiani e subito amata. È l’unico villaggio del Brasile in cui si può veder tramontare il sole dietro all’oceano anziché dietro alla terra. Magari godendosi lo spettacolo in sella a un bel cavallo bianco lungo il mare. A pochi chilometri di distanza, a Tatajuba, raggiungibile in jeep, si può mangiare l’aragosta stando con i piedi a mollo nell’acqua trasparente di una delle spiagge più incontaminate della zona. E si può azzardare una “discesa libera” sulle dune di sabbia noleggiando le tavole da surf. A Caburé ci si può sdraiare sulla spiaggia “che c’è e che non ci sarà”, destinata a sparire, erosa dall’oceano da un lato e dal fiume dall’altro.

Per scoprire, laguna dopo laguna, foresta dopo foresta, cosa intendono i brasiliani quando ti salutano dicendoti “beleza“.